Scrivevo così, l'indomani della morte
di Lucio, il primo marzo 2012.
Lo ricordo sempre.
Nonostante lui sia volato in cielo,
le sue canzoni rimangono.
Caro
Lucio,
così
voglio iniziare questa sera la mia consueta pagina di diario.
Un
momento in cui raccontare, sebbene ad un interlocutore inanimato a
cui oggi però ho dato un nome, le tante emozioni vissute in questa
prima giornata di marzo.
Una
giornata in cui il sole splendeva alto nel cielo, e i suoi primi
raggi riscaldavano i visi della gente che iniziava a spogliarsi dei
vistosi piumini invernali, lasciando spazio alle giacche primaverili.
La
stagione della rinascita è alle porte e questo rende le persone più
gioiose, con una ragione in più per sorridere.
Io
avevo un motivo in più per essere felice: oggi era il compleanno di
una mia compagna di classe e, dopo la mattinata scolastica, avremo
festeggiato i suoi diciotto anni pranzando insieme ad altre amiche.
Una
volta accomodate al tavolo e ordinato i nostri piatti, alzo gli occhi
e guardo il maxi-schermo di fronte a me, al quale stavano
trasmettendo il notiziario.
Ed
ecco che in un istante vedo apparirmi davanti una tua foto Lucio, con
accanto il titolo che annunciava al mondo intero la tua scomparsa.
All'inizio
non ci credevo, ero incredula, in fondo ti avevo visto poche
settimane prima sul palco del Festival di Sanremo, come potevi non
esserci più?
Improvvisamente,
la gioia e la felicità iniziale hanno lasciato spazio alla
malinconia, alla tristezza e al pensiero di quanto può essere
imprevedibile il destino di ognuno di noi.
Finito
il pranzo, mi avvio verso casa e, durante il tragitto, mi faccio
cullare dalle parole delle canzoni che trasmettono in radio. Non mi
meraviglia il fatto che nelle stazioni radiofoniche ti stiano dando
l'ultimo abbraccio attraverso i tuoi brani e non con pensieri o frasi
importanti, perchè davanti alla morte è vero, non si sa mai cosa
dire. Tutte le parole diventano futili e insignificanti davanti a un
corpo senza vita e, talvolta, il silenzio sembra essere la soluzione
migliore; ma le tue parole, quelle delle tue canzoni, sanno essere un
balsamo per le ferite, anche per quelle più profonde.
Più
ascolto i tuoi testi, più mi accorgo di quanto fossi un grande
artista, con molte sfumature, perchè non sapevi solo scrivere
canzoni, ma anche libri, e per te era fondamentale la fede, tanto che
leggevi i saggi di un noto teologo, Vito Mancuso, del quale sei poi
diventato amico, e col quale hai condiviso molte collaborazioni.
Ma
non volevo solo dirti questo, Lucio.
E'
vero, non sono mai stata una tua grande fan, non ho mai acquistato un
tuo album, non ho mai assistito a un tuo concerto, non ho mai cantato
a squarciagola i tuoi testi, poiché non ne conoscevo molti, ma si è
sempre in tempo per accorgersi di aver sbagliato, per capire che, a
volte, ci facciamo sfuggire da sotto gli occhi messaggi importanti.
Ciò
non toglie che io sapessi chi fossi Lucio, e quando ti vedevo in
televisione, durante le tue brevi apparizioni, ti ascoltavo. Mi
ricordo di una volta quando, sentendo la tua “Caruso”, mi
sono emozionata.
Perchè
in quel “qui dove il mare luccica e tira forte il vento, su una
vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento” si respira
l'odore del mare e in quel “te voio bene assai, ma tanto tanto
bene sai” si percepisce l'amore che nutrivi per la tua arte e
per il mondo intero.
Ora
i tuoi amici artisti ti ricordano come un uomo umile, generoso,
attento nell'ascoltare e altruista nel lavoro di squadra, lo
dimostrano le molte collaborazioni che hai realizzato e la semplicità
con la quale ti sei messo in gioco, lo scorso febbraio, accompagnando
Pierdavide Carone, giovane cantautore italiano, sul palco sanremese.
Hai lasciato a lui il ruolo del protagonista e ti sei messo in
secondo piano, risultando un eco sicuro alle sue parole.
Poco
fa ho guardato il telegiornale della sera: parlavano ancora di te.
Questa
volta però ho visto un Lucio giovane, coi capelli lunghi e la barba
incolta. Un Lucio che non conoscevo, con gli occhialoni tondi come
dettava la moda di quegli anni. Un Lucio che cantava “ecco il
mistero, sotto il cielo di ferro e di gesso un uomo riesce ad amare
lo stesso e ama davvero”. Un
Lucio che sembra quasi un cantastorie, un sognatore, quando dice
“vorrei girare il cielo come le rondini e ogni tanto fermarmi qua e
là”.
E
proprio come le tue rondini te ne sei andato lassù
quando nessuno se lo aspettava.
Eri
un abile artista, e come tutti i grandi maestri, dovevi uscire di
scena sorprendendo tutti.
E
ci sei riuscito, perchè i tuoi fan e i tuoi cari ti daranno l'ultimo
saluto il giorno del tuo compleanno.
Ciao
Lucio!
Ricordo ancora quanto mi colpì la sua morte, non ci volevo e non ci voglio credere tutt'ora. E' come se fosse stato un mio dito, un pezzettino della mia pelle, per me Lucio Dalla era lì sempre presente. Impossibile perderlo. Invece da un giorno all'altro abbiamo dovuto dirgli addio senza preavviso, ma sono sicura che lui volteggia ancora su di noi per raccogliere gli abbracci che gli inviamo, e le bellissime lettere che gli scriviamo.
RispondiEliminaAllora mi racconti questa prima sessione? Ho bisogno di entusiasmo da matricola :)
E' normale che tu sia soddisfatta! Anzitutto perchè è palesi che tu ami alla follia ciò che studi e poi perchè hai avuto una partenza davvero sprint! Sei grandiosa :D
RispondiEliminaIo sono sommersa da emozioni contrastanti. Un minuto sono felice e il minuto dopo mi sento a terra. Urlo e poi sorrido. Insomma una psicopatica :)
E, tra due giorni, Lucio Dalla, sarà, nuovamente capace di invadere tutta Bologna con la sua semplicità. Sere, mi ha spiegato che, le finestre di casa sua, vengono spalancate e lì sotto, c'è un mare di gente. Che canta. Che sorride e pure che piange. Deve esser molto suggestiva ed emozionante come situazione.
RispondiEliminaEsatto, tutto, a rilento. Ed io, sono in balia di emozioni davvero disastrose per il mio umore già ballerino di suo. Un giorno, riuscirei a spaccare il mondo. Quello dopo, invece, piangerei tutto il tempo. Sono veramente stremata. Questo posto uccide l'anima. Soprattutto la mia.
Spero di andarmene quanto prima.
Tu come stai Rem? Tolto lo studio, tutt'apposto?