Cari lettori,
oggi è sabato e dunque è arrivato il nostro consueto appuntamento con la recensione della settimana.
Questa volta però mi sono lasciata guidare a briglie sciolte dalle emozioni, dalle riflessioni, dall'affetto che mi lega a ogni romanzo di questa fantastica autrice italiana.
Quando ho iniziato a leggere questo libro ero al settimo cielo.
oggi è sabato e dunque è arrivato il nostro consueto appuntamento con la recensione della settimana.
Questa volta però mi sono lasciata guidare a briglie sciolte dalle emozioni, dalle riflessioni, dall'affetto che mi lega a ogni romanzo di questa fantastica autrice italiana.
Quando ho iniziato a leggere questo libro ero al settimo cielo.
In realtà, c'è da dire che questo romanzo mi è stato regalato da mia madre che, non lo so come fa, ma ha una specie di radar, e capisce quando ho bisogno del libro giusto e, manco a dirlo, azzecca sempre.
Bisogna dire che anche l'autrice, Chiara Gamberale, ecco sembra che anche lei abbia una specie di orologio, grazie al quale riesce a pubblicare un suo lavoro proprio nel momento in cui leggere le sue parole diventa una sorta - anzi no - una vera e propria medicina. Una di quelle da prendere non importa se a stomaco pieno o a stomaco vuoto, basta prenderle.
E ti fanno sentire meglio.
Ti curano.
Ti riempiono il cuore.
Il rapporto che io ho con Chiara è nato quasi per caso, in una biblioteca, quando avevo quattordici anni.
Gironzolavo tra gli scaffali e ho cominciato a leggere i titoli dei libri che avevo davanti.
A un certo punto ho preso in mano "Color Lucciola" e da quel momento è nata questa amicizia con le sue parole, con le sue storie, con i suoi personaggi.
Poi sono seguiti gli altri romanzi, che però non ho mai letto in ordine cronologico oppure appena pubblicati.
Ho sempre pensato, e penso tuttora, che ogni libro abbia il suo momento nella vita di ognuno di noi. E così è sempre stato quando ho incontrato nella mia libreria i romanzi di Chiara.
Lei è arrivata al momento giusto.
Lei c'era.
C'erano le sue parole, che sapevano darmi la risposta giusta.
E' stato così per tutti.
Anche per "Arrivano i pagliacci", di cui oggi tenterò di parlarvi.
Una storia che ci viene raccontata da Allegra Lunare attraverso gli oggetti che occupano la casa nella quale è vissuta da zero a vent'anni. Oggetti inanimati, grazie ad Allegra, prendono vita e sono riconducibili a un episodio o a un periodo dell'esistenza della protagonista e della sua famiglia. Ci sono eventi felici ma anche quelli in grado di stravolgere l'esistenza di Allegra e di Giuliano, suo fratello. Ci sono Matilde e Adriana, mamma e papà. Ma anche Zuellen. C'è Vera. Poi Francesco. E Leonardo.
Allegra ci racconta una storia - la sua storia - in modo particolare, perchè anche lei lo è. Come tutti noi. Ma nella sua particolarità Allegra fa arrivare al lettore un messaggio che è da stampare nel proprio cuore e nella propria mente. Ma io lo stamperei sui muri, sulle porte, sugli specchi, anche in cielo tra le nuvole.
"Anche se adesso ti fa tutto paura, loro poi comunque arrivano"
E' una frase che ha dentro di sè un intero modo di vivere, un intero modo di affacciarsi alla vita con spirito propositivo, avvicinandosi agli ostacoli e affrontandoli, superandoli.
Preferirei non raccontarvi la trama di questo meraviglioso romanzo: vi rovinerei una lettura che va scoperta nella sua interezza, in ogni sfaccettatura, in ogni parola, in ogni oggetto della casa di Allegra.
Posso dirvi solo che è un libro che dovete precipitarvi in libreria a comprare. Ne vale molto più che la pena. E' un romanzo che non vi lascerà mai, lo porterete sempre con voi, una volta arrivati alla fine. Anzi, vi dispiacerà quasi arrivare in fondo, perchè vorreste avere sempre la compagnia di Allegra nelle vostre giornate.
E' un romanzo che vi regalerà coraggio e delicatezza.
E' un romanzo che vi accarezzerà come fa la mano di un amico e vi regalerà dolcezza.
E' un romanzo che terrete sul comodino e vi cullerà nei vostri sogni.
I pagliacci saranno il vostro nuovo punto di riferimento. Perchè loro arrivano sempre, prima o poi.
Queste sono le parole che ho scritto sulla prima pagina bianca del romanzo di Chiara, ancor prima di iniziare a leggerlo. Ora, però, devo aggiungere una frase: arrivano i pagliacci.
Voto 10



Che bella recensione :)
RispondiEliminaMolto coinvolgente, sentimentale anche. Sai, io non ho mai letto Chiara Gamberale, ogni volta i suoi libri mi attirano ma allo stesso tempo no, è strano... Però condivido a pieno la filosofia del libro giusto al momento giusto, quindi forse quello di leggere i libri di quest'autrice, per me, non è ancora arrivato. C'è da dire che i suoi romanzi hanno sempre bellissimo titoli e bellissime copertine, questo soprattutto.
Ciao Yaxelle,
Eliminae benvenuta qui nel mio mondo! Io ti dico che i libri di Chiara sono fantastici e sono sicura che arriverà il momento nella tua vita - e nella tua libreria - di ospitare i suoi romanzi e le sue storie.
Ciao!
RispondiEliminaIo e Chiara Gamberale ci amiamo. Avevo letto la zona cieca quattro anni fa, a 13 anni, e mi aveva... boh, era troppo strano, ecco. E non lo so, mi aveva messo addosso una brutta sensazione.
Ma gli altri suoi libri, cavolo... mi hanno fatta ricredere parecchio, tutti. Mi piacerebbe poterla incontrare o poterle scrivere, è sicuramente un personaggio molto, ma molto interessante.
Baci
minerva
Vedo sempre stralci di libri sulla tua bacheca facebook cara Rem!
RispondiEliminaSono tornata anche io :)
A presto :)