lunedì 26 novembre 2012

Lettera di sollievo


Cari lettori,
proprio ieri ho fatto un po' di pulizie nel mio pc e sono rimasta meravigliata dalla quantità di documenti che contenevano alcune cartelle. Pensate ho addirittura trovato i compiti di scrittura estiva di due anni fa. Mi sono rimessa a rileggere quei fogli e quelle parole e alcune storie mi hanno davvero sorpresa.
Fissando un quadro bisognava creare un breve racconto. 
A voi!



Negli ultimi giorni Eva era visibilmente preoccupata.

Si ostinava a dire che stava bene, ma non era così. Solo sua sorella Rose era in grado di leggere la tristezza che riempiva quegli occhi. Quelle fessure grandi, nere e misteriose che facevano a pugni con la chioma bionda, lucente come il sole che Eva era solita portare raccolta in uno chignon.
Eva non aveva notizia di James da troppo tempo. 
Lui era un giovane e convinto esploratore.
Si erano conosciuti durante un ricevimento tenuto proprio nella casa di James. 
Eva non amava per niente quel tipo di intrattenimenti e, quella sera, era stata costretta ad accompagnare Rose alla villa dei Clark.
Per lei quelle feste erano noiose.
Mentre si guardava attorno, vedeva solo donne con guance rosa, occhi dipinti, strane acconciature e petti talmente stretti nei corpetti da non riuscire nemmeno a respirare. Per tutte le ragazze della contea quelle feste erano l'avvenimento più importante dell'anno e lo aspettavano con ansia perchè era la miglior occasione per farsi notare dagli uomini e magari iniziare un' intesa particolare con qualche rampollo.
Se le donne assomigliavano a delle galline intente a pavoneggiarsi, gli uomini, invece, sembravano delle aquile impegnate a guardarsi intorno e a scegliere la preda migliore da conquistare. 
A quel tempo questa era l'arte del corteggiamento: c'era chi lo faceva in modo più timido e chi nella maniera più esplicita possibile.
Quella sera Eva era a disagio in quella sala e, una volta che Rose aveva trovato un valido accompagnatore, decise di uscire in giardino e fare una passeggiata. Era buio e una leggera brezza scompigliava i suoi capelli color della luce. Eva passeggiò per quasi venti minuti e poi si sedette su una panchina che si trovava vicino ad un'enorme quercia. Si posò leggiadra e ascoltò la musica che proveniva dalla villa, si sentivano addirittura le risate degli invitati. In quel momento Eva provò un po' di malinconia: i canti e le danze della villa si opponevano alla sua solitudine immersa in quel buio della notte. Solo le stelle le facevano un po' di compagnia ed Eva levò la testa verso il cielo e si mise a guardare ogni puntino di luce che riempiva quell'immensa macchia di oscurità.
Proprio mentre stava ammirando le stelle una voce la sorprese:
-Sono ancora più belle quando si naviga in mare.-
Eva non era riuscita a captare da dove provenisse quella voce ma una sagoma si stava muovendo verso di lei.
-Mi perdoni se l'ho disturbata, sono James Clark.-
Eva era sorpresa: forse aveva trovato un uomo che non era un'aquila.
“Buonasera, io sono Eva.”aveva pronunciato quasi sussurrando.
-Piacere Eva. Non va alla festa?-
“No. In realtà sono venuta solo per accompagnare mia sorella Rose, a lei piacciono così tanto questi eventi. Non è come me.”
-Perchè, lei com'è Eva?-
“Non sono come tutte le fanciulle della contea, altrimenti sarei alla villa a pavoneggiarmi come le altre.
Preferisco la solitudine allo sfarzo inutile.”
Eva si era meravigliata di questa sua ultima frase, in fondo stava parlando col padrone di casa, così cercò di mettere rimedio alla sua prima constatazione.
“Scusi signor Clark non intendevo dire questo.”
-Non si preoccupi, a me piacciono le persone dirette e, se lo vuole sapere, anche io preferisco stare da solo. Quelle feste mi imbarazzano perchè non si è liberi di essere se stessi; bisogna interpretare un ruolo e io detesto fingere.-
“Sono d'accordo. Ma lei è il padrone di casa.”
-E con questo? Trovo ugualmente solo fanciulle che aspirano al patrimonio di mio padre invece che al mio amore.-
“Non pensavo fosse così difficile. Lei di cosa si occupa James?”
-Sono un esploratore. Mi piace scoprire è una cosa che mi affascina da quando sono bambino. E lei Eva?-
“Io? Beh, mia madre vorrebbe che trovassi presto marito, sono la più grande delle sue figlie e mi devo ancora sistemare, ma io non intendo sottopormi a quei strani riti di corteggiamento. Troverò mio marito semplicemente essendo me stessa, almeno questo è quello che penso.
Per il resto, sono un'appassionata di medicina. Mio zio è medico e ogni giorno lo aiuto nell'ambulatorio in cui lavora. Mi piace poter aiutare le persone meno fortunate di me. E' una cosa che mi fa sentire bene con me stessa. Oh, signor Clark, mi perdoni, mi sono dilungata troppo.”
-No, non si preoccupi. Mi piace ascoltarla. Quando parla del suo lavoro gli occhi le sorridono, lo sa? Si vede che lavora con passione. La stessa cosa è per me navigare. Potrei dirle che il mare è la mia casa, nel mare trovo una sensazione di serenità che non ho mai conosciuto sulla terraferma. -
“Deve essere stupendo poter conoscere nuovi luoghi.”
-Per ora non ho scoperto nulla, ma sono sicuro che prima o poi anche io scoprirò qualcosa.-
“Ne sono certa. Proseguiamo la passeggiata?”
-Certo.-
James ed Eva passeggiarono senza rendersi conto del passare del tempo. Finalmente potevano essere se stessi, potevano parlare liberamente senza preoccuparsi dell'opinione dell'altro. Era un sogno.
A fine serata si erano ripromessi di vedersi ancora. E per diverse settimane James e Eva cercarono di trascorrere la maggior parte del tempo insieme, di nascosto dalle bocche maligne del paese.
In poco tempo era nato un amore solido e intaccabile.
James aveva chiesto al padre di Eva la mano della ragazza e lui aveva dato il suo consenso.
Il matrimonio si sarebbe celebrato a giugno, quando James sarebbe tornato da un viaggio in Spagna.
Sarebbe stato assente per qualche settimana ma per Eva quei pochi giorni sembravano anni. Per non sentirsi soli i due si tenevano in contatto tramite lettere.
Eva in quei giorni era preoccupata perchè James non le aveva risposto: era passata più di una settimana. Inevitabilmente pensava il peggio, ma era orgogliosa e si confidava solo con Rose, la quale la rassicurava, sperando di avere ragione.
Quel giorno, all'ora di pranzo, era arrivato un telegramma proveniente dalla Spagna. Alla vista di quel pezzo di carta Eva sbiancò. Prese il telegramma e corse in camera, voleva stare da sola.
Chiuse la porta dietro di sé, fece un giro con la chiave e si mise davanti alla finestra.
Prese coraggio e lesse il telegramma.
Era James: “Cara Eva, ho avuto un incidente, ma sto bene. Sarò lì fra le tue braccia tra due giorni. Non vedo l'ora di rivederti. Ti amo, tuo James. ”
Eva aveva fatto un lungo respiro, si sentiva sollevata. James stava bene e questa era la cosa importante.  

17 commenti:

  1. Che bella questa storia! Hai creato una bella atmosfera. E guardando il dipinto dopo aver letto la tua storia mi sembra proprio di sentire il sospiro di sollievo di Eva, mentre legge che il suo James sta bene!

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    1. Oh ma allora vuol dire che funziona davvero se hai avuto queste sensazioni!:) Ottimo, mi piace!:)
      Grazie per avermi letta anche questa volta!
      Un abbraccio

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  2. Chi se ne frega se ti confondi un po' con i limiti e le derivate...guarda come usi le parole! Sei proprio brava! :D

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    1. Oh ma che commento! <3
      Per la cronaca ho appena finito i compiti di mate!Questo linguaggio decifrabile solo da pochi (e tu sei fra questi!)mi prende tanto tempo!
      Un abbraccio cara Eli! E ancora auguri alla tua mamma e bravissima a te per quella torta da museo!:)

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  3. Ciao Marta!!! Sere mi ha aggiornata sul fatto che, non riesci più a vedere il mio blog. L'ho meso privato, come senz'altro ti avrà riferito, non mi andava più di trovarmi commenti maschili e o di persone che non leggono nemmeno quel che scrivo, solo per, passare tre secondi della propria vita in giro tra le mie confidenze -.-''. Ti chiedo scusa se non ti ho tenuta presente, veramente, mi dispiace. Ho notato solo ora che hai lasciato la tua emial tra i suoi commenti, l'ho prelevata ed ora ti ho spedito l'invito, così potrai venire nel mio blog quando ti pare e piace :) Spero che tu stia bene :) a presto!!! E scusa ancora!

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  4. Penso che Blogger, ancor di più di WLS sia perfetto per regalare ispirazione e sicurezza nel scrivere quel che ci rende felici, tristi, ottimisti o meno e quant'altro. Per fortuna che l'abbiamo trovato :)

    Prego, prego! D'ora in avanti ci si potrà sentir più spesso :)
    Come stai?

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  5. Scritta davvero bene, soprattutto perchè eri ancora piccolina, è una tua dote la scrittura Marta!
    Complimenti!
    Un abbraccio

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    1. Cara Marika,
      grazie per i tuoi complimenti! :)
      Un abbraccio

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  6. Che bello quando si fanno le pulizie e si ritrovano delle belle storie così :)
    Chiedo perdono per la prolungata assenza, ma sono un pò giù e la voglia non mi ha assistito molto ahimè...

    un abbraccio

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    1. Cara Giulia,
      figurati, non devi chiedere scusa! Ho appena letto da te e ho capito in pieno tutto! Mi spiace per questa nostalgia/noia che ti ha raggiunta! Spero possa svanire presto!
      Un abbraccio!

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  7. Ciao! Non ho ancora iniziato a fotografare nulla poichè la bridge è sempre in negozio, la devo ancora acquistare e spero di farcela entro metà dicembre. Comunque sia nessuno nasce imparato, quindi bisogna mettersi li a sperimentare, anche perchè, nessuno ha la pazienza di mettersi li a dirti quel che devi o non devi fare, a meno che, non si abiti in una città dove ci sono molte possibilità di formazione in questo campo. Io abito in un buco e quindi non posso frequentare dei corsi al momento in quanto non li posso finanziare non avendo un lavoro retribuito, quindi, non appena avrò i mezzi inizierò col studiare il libretto d'istruzioni e poi piano piano...si vedrà. Nel mentre già imparando le varie funzioni si riesce a fare un discreto lavoro! O per lo meno credo che serva molto come base, giusto per non cascare dalle nuvole...

    Ti dirò novembre e dicembre sono i mesi dell'anno che mi piacciono meno. Anzi se devo proprio esser sincera novembre lo odio. E' sempre un mese schifoso per me. Vacanze e non vacanze rimane un periodo troppo stressante, io non amo il natale, nemmeno la neve, freddo e ghiaccio... Ma comunque riposarsi servirebbe proprio! Inboccallupo per lo studio!!! :)

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  8. Grazie, spero proprio di riprendermi presto.
    Intanto i nostri tweet mi aiutano a non fare troppi pensieri negativi :)

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    1. Ti tengo compagnia come e quando vuoi Giulia, è un piacere! :)
      Un abbraccio

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  9. ciao cara! come stai? ho messo il blog privato e non avendo la tua email non ho potuto aggiugerti. se ti va mandami la tua email al mio indirizzo: irene.superina@gmail.com così potrò aggiungerti tra i miei lettori. buona domenica!

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    1. Ti mando subito la mail cara!
      Grazie per avermelo detto!:)
      Un abbraccio

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  10. Sei tornata?
    Allora passo immediatamente da te! :)
    Un abbraccio e bentornata!!

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  11. Ti ringrazio! Non appena acquisterò la nikon, farò un aggiornamento (ovviamente!), non scusarti...lo studio richiede tempo.. :)

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