Cari lettori,
proprio ieri ho fatto un po' di pulizie nel mio pc e sono rimasta meravigliata dalla quantità di documenti che contenevano alcune cartelle. Pensate ho addirittura trovato i compiti di scrittura estiva di due anni fa. Mi sono rimessa a rileggere quei fogli e quelle parole e alcune storie mi hanno davvero sorpresa.
Fissando un quadro bisognava creare un breve racconto.
A voi!
Negli
ultimi giorni Eva era visibilmente preoccupata.
Si
ostinava a dire che stava bene, ma non era così. Solo sua sorella
Rose era in grado di leggere la tristezza che riempiva quegli occhi.
Quelle fessure grandi, nere e misteriose che facevano a pugni con la
chioma bionda, lucente come il sole che Eva era solita portare
raccolta in uno chignon.
Eva
non aveva notizia di James da troppo tempo.
Lui era un giovane e
convinto esploratore.
Si
erano conosciuti durante un ricevimento tenuto proprio nella casa di James.
Eva non amava per niente quel tipo di intrattenimenti e,
quella sera, era stata costretta ad accompagnare Rose alla villa dei
Clark.
Per
lei quelle feste erano noiose.
Mentre
si guardava attorno, vedeva solo donne con guance rosa, occhi
dipinti, strane acconciature e petti talmente stretti nei corpetti da
non riuscire nemmeno a respirare. Per tutte le ragazze della contea
quelle feste erano l'avvenimento più importante dell'anno e lo
aspettavano con ansia perchè era la miglior occasione per farsi
notare dagli uomini e magari iniziare un' intesa particolare con
qualche rampollo.
Se
le donne assomigliavano a delle galline intente a pavoneggiarsi, gli
uomini, invece, sembravano delle aquile impegnate a guardarsi intorno
e a scegliere la preda migliore da conquistare.
A quel tempo questa
era l'arte del corteggiamento: c'era chi lo faceva in modo più
timido e chi nella maniera più esplicita possibile.
Quella
sera Eva era a disagio in quella sala e, una volta che Rose aveva
trovato un valido accompagnatore, decise di uscire in giardino e fare
una passeggiata. Era buio e una leggera brezza scompigliava i suoi
capelli color della luce. Eva passeggiò per quasi venti minuti e poi
si sedette su una panchina che si trovava vicino ad un'enorme
quercia. Si posò leggiadra e ascoltò la musica che proveniva dalla
villa, si sentivano addirittura le risate degli invitati. In quel
momento Eva provò un po' di malinconia: i canti e le danze della
villa si opponevano alla sua solitudine immersa in quel buio della
notte. Solo le stelle le facevano un po' di compagnia ed Eva levò la
testa verso il cielo e si mise a guardare ogni puntino di luce che
riempiva quell'immensa macchia di oscurità.
Proprio
mentre stava ammirando le stelle una voce la sorprese:
-Sono
ancora più belle quando si naviga in mare.-
Eva
non era riuscita a captare da dove provenisse quella voce ma una
sagoma si stava muovendo verso di lei.
-Mi
perdoni se l'ho disturbata, sono James Clark.-
Eva
era sorpresa: forse aveva trovato un uomo che non era un'aquila.
“Buonasera,
io sono Eva.”aveva pronunciato quasi sussurrando.
-Piacere
Eva. Non va alla festa?-
“No.
In realtà sono venuta solo per accompagnare mia sorella Rose, a lei
piacciono così tanto questi eventi. Non è come me.”
-Perchè,
lei com'è Eva?-
“Non
sono come tutte le fanciulle della contea, altrimenti sarei alla
villa a pavoneggiarmi come le altre.
Preferisco
la solitudine allo sfarzo inutile.”
Eva
si era meravigliata di questa sua ultima frase, in fondo stava
parlando col padrone di casa, così cercò di mettere rimedio alla
sua prima constatazione.
“Scusi
signor Clark non intendevo dire questo.”
-Non
si preoccupi, a me piacciono le persone dirette e, se lo vuole
sapere, anche io preferisco stare da solo. Quelle feste mi
imbarazzano perchè non si è liberi di essere se stessi; bisogna
interpretare un ruolo e io detesto fingere.-
“Sono
d'accordo. Ma lei è il padrone di casa.”
-E
con questo? Trovo ugualmente solo fanciulle che aspirano al
patrimonio di mio padre invece che al mio amore.-
“Non
pensavo fosse così difficile. Lei di cosa si occupa James?”
-Sono
un esploratore. Mi piace scoprire è una cosa che mi affascina da
quando sono bambino. E lei Eva?-
“Io?
Beh, mia madre vorrebbe che trovassi presto marito, sono la più
grande delle sue figlie e mi devo ancora sistemare, ma io non intendo
sottopormi a quei strani riti di corteggiamento. Troverò mio marito
semplicemente essendo me stessa, almeno questo è quello che penso.
Per
il resto, sono un'appassionata di medicina. Mio zio è medico e ogni
giorno lo aiuto nell'ambulatorio in cui lavora. Mi piace poter
aiutare le persone meno fortunate di me. E' una cosa che mi fa
sentire bene con me stessa. Oh, signor Clark, mi perdoni, mi sono
dilungata troppo.”
-No,
non si preoccupi. Mi piace ascoltarla. Quando parla del suo lavoro
gli occhi le sorridono, lo sa? Si vede che lavora con passione. La
stessa cosa è per me navigare. Potrei dirle che il mare è la mia
casa, nel mare trovo una sensazione di serenità che non ho mai
conosciuto sulla terraferma. -
“Deve
essere stupendo poter conoscere nuovi luoghi.”
-Per
ora non ho scoperto nulla, ma sono sicuro che prima o poi anche io
scoprirò qualcosa.-
“Ne
sono certa. Proseguiamo la passeggiata?”
-Certo.-
James
ed Eva passeggiarono senza rendersi conto del passare del tempo.
Finalmente potevano essere se stessi, potevano parlare liberamente
senza preoccuparsi dell'opinione dell'altro. Era un sogno.
A
fine serata si erano ripromessi di vedersi ancora. E per diverse
settimane James e Eva cercarono di trascorrere la maggior parte del
tempo insieme, di nascosto dalle bocche maligne del paese.
In
poco tempo era nato un amore solido e intaccabile.
James
aveva chiesto al padre di Eva la mano della ragazza e lui aveva dato
il suo consenso.
Il
matrimonio si sarebbe celebrato a giugno, quando James sarebbe
tornato da un viaggio in Spagna.
Sarebbe
stato assente per qualche settimana ma per Eva quei pochi giorni
sembravano anni. Per non sentirsi soli i due si tenevano in contatto
tramite lettere.
Eva
in quei giorni era preoccupata perchè James non le aveva risposto: era passata più di una settimana. Inevitabilmente pensava il
peggio, ma era orgogliosa e si confidava solo con Rose, la quale la
rassicurava, sperando di avere ragione.
Quel
giorno, all'ora di pranzo, era arrivato un telegramma proveniente
dalla Spagna. Alla vista di quel pezzo di carta Eva sbiancò. Prese
il telegramma e corse in camera, voleva stare da sola.
Chiuse
la porta dietro di sé, fece un giro con la chiave e si mise davanti
alla finestra.
Prese
coraggio e lesse il telegramma.
Era
James: “Cara Eva, ho avuto un incidente, ma sto bene. Sarò lì
fra le tue braccia tra due giorni. Non vedo l'ora di rivederti. Ti
amo, tuo James. ”
Eva
aveva fatto un lungo respiro, si sentiva sollevata. James stava bene
e questa era la cosa importante.

Che bella questa storia! Hai creato una bella atmosfera. E guardando il dipinto dopo aver letto la tua storia mi sembra proprio di sentire il sospiro di sollievo di Eva, mentre legge che il suo James sta bene!
RispondiEliminaOh ma allora vuol dire che funziona davvero se hai avuto queste sensazioni!:) Ottimo, mi piace!:)
EliminaGrazie per avermi letta anche questa volta!
Un abbraccio
Chi se ne frega se ti confondi un po' con i limiti e le derivate...guarda come usi le parole! Sei proprio brava! :D
RispondiEliminaOh ma che commento! <3
EliminaPer la cronaca ho appena finito i compiti di mate!Questo linguaggio decifrabile solo da pochi (e tu sei fra questi!)mi prende tanto tempo!
Un abbraccio cara Eli! E ancora auguri alla tua mamma e bravissima a te per quella torta da museo!:)
Ciao Marta!!! Sere mi ha aggiornata sul fatto che, non riesci più a vedere il mio blog. L'ho meso privato, come senz'altro ti avrà riferito, non mi andava più di trovarmi commenti maschili e o di persone che non leggono nemmeno quel che scrivo, solo per, passare tre secondi della propria vita in giro tra le mie confidenze -.-''. Ti chiedo scusa se non ti ho tenuta presente, veramente, mi dispiace. Ho notato solo ora che hai lasciato la tua emial tra i suoi commenti, l'ho prelevata ed ora ti ho spedito l'invito, così potrai venire nel mio blog quando ti pare e piace :) Spero che tu stia bene :) a presto!!! E scusa ancora!
RispondiEliminaPenso che Blogger, ancor di più di WLS sia perfetto per regalare ispirazione e sicurezza nel scrivere quel che ci rende felici, tristi, ottimisti o meno e quant'altro. Per fortuna che l'abbiamo trovato :)
RispondiEliminaPrego, prego! D'ora in avanti ci si potrà sentir più spesso :)
Come stai?
Scritta davvero bene, soprattutto perchè eri ancora piccolina, è una tua dote la scrittura Marta!
RispondiEliminaComplimenti!
Un abbraccio
Cara Marika,
Eliminagrazie per i tuoi complimenti! :)
Un abbraccio
Che bello quando si fanno le pulizie e si ritrovano delle belle storie così :)
RispondiEliminaChiedo perdono per la prolungata assenza, ma sono un pò giù e la voglia non mi ha assistito molto ahimè...
un abbraccio
Cara Giulia,
Eliminafigurati, non devi chiedere scusa! Ho appena letto da te e ho capito in pieno tutto! Mi spiace per questa nostalgia/noia che ti ha raggiunta! Spero possa svanire presto!
Un abbraccio!
Ciao! Non ho ancora iniziato a fotografare nulla poichè la bridge è sempre in negozio, la devo ancora acquistare e spero di farcela entro metà dicembre. Comunque sia nessuno nasce imparato, quindi bisogna mettersi li a sperimentare, anche perchè, nessuno ha la pazienza di mettersi li a dirti quel che devi o non devi fare, a meno che, non si abiti in una città dove ci sono molte possibilità di formazione in questo campo. Io abito in un buco e quindi non posso frequentare dei corsi al momento in quanto non li posso finanziare non avendo un lavoro retribuito, quindi, non appena avrò i mezzi inizierò col studiare il libretto d'istruzioni e poi piano piano...si vedrà. Nel mentre già imparando le varie funzioni si riesce a fare un discreto lavoro! O per lo meno credo che serva molto come base, giusto per non cascare dalle nuvole...
RispondiEliminaTi dirò novembre e dicembre sono i mesi dell'anno che mi piacciono meno. Anzi se devo proprio esser sincera novembre lo odio. E' sempre un mese schifoso per me. Vacanze e non vacanze rimane un periodo troppo stressante, io non amo il natale, nemmeno la neve, freddo e ghiaccio... Ma comunque riposarsi servirebbe proprio! Inboccallupo per lo studio!!! :)
Grazie, spero proprio di riprendermi presto.
RispondiEliminaIntanto i nostri tweet mi aiutano a non fare troppi pensieri negativi :)
Ti tengo compagnia come e quando vuoi Giulia, è un piacere! :)
EliminaUn abbraccio
ciao cara! come stai? ho messo il blog privato e non avendo la tua email non ho potuto aggiugerti. se ti va mandami la tua email al mio indirizzo: irene.superina@gmail.com così potrò aggiungerti tra i miei lettori. buona domenica!
RispondiEliminaTi mando subito la mail cara!
EliminaGrazie per avermelo detto!:)
Un abbraccio
Sei tornata?
RispondiEliminaAllora passo immediatamente da te! :)
Un abbraccio e bentornata!!
Ti ringrazio! Non appena acquisterò la nikon, farò un aggiornamento (ovviamente!), non scusarti...lo studio richiede tempo.. :)
RispondiElimina