un nuovo weekend è alle porte ed è giunto un nuovo appuntamento con la rubrica del "Saturday's Book."
Non mi sono fatta sentire molto durante la settimana, ma gli obblighi scolastici mi tengono assai impegnata tuttavia, appena ho un attimo di respiro, mi rifugio qui, tra le mie e le vostre parole.
Siete pronti ad aguzzare la vista?
Perchè quella di oggi sarà una recensione abbastanza lunga ma, soprattutto, impegnativa!
Dunque, bando alle ciance e immergiamoci in questo consiglio di lettura.
Molti di voi avranno letto il primo libro di questa autrice, arrivato in finale al "Premio Strega."
"La Vita Accanto", edito dalla Casa Editrice Einaudi lo scorso anno e scritto da Mariapia Veladiano. Sebbene anche questo sia un romanzo di notevole importanza, sia per le tematiche affrontate che per il modo di scrivere dell'autrice, ora io voglio parlarvi del suo secondo lavoro, da poche settimane uscito in tutte le libreria italiane.
Come potete vedere dalla figura qui accanto, si tratta di
"Il tempo è un dio breve", ovviamente scritto da
Mariapia Veladiano, edito dalla Casa Editrice Einaudi.
"Quanto amore serve
a salvare un amore?"
Oggi vi parlerò di un romanzo intenso,
difficile, meraviglioso.
Un libro che non parla di semplici
protagonisti e delle loro storie, bensì introduce tematiche,
significati, parole profonde. Termini e sentimenti che, una volta
letti e provati, non potrete certo dimenticare. Rimarranno con voi
per sempre.
Poco più di duecento pagine che narrano l'amore, la
perdita, il vuoto, lo sgomento; ma anche la rinascita, la luce, Dio,
la neve e le nuvole, l'amore in grado di curare altro amore, l' amore
sino all'ultima azione, sino all'ultima parola.
Ildegarda è una donna forte, sicura.
Giornalista presso una redazione di
Milano, sposata con Pierre e madre di Tommaso.
Il marito, giornalista anche lui, vive
una vita infelice, vuota, all'insegna di paure e insicurezze riguardo
agli affetti, al punto di essere indifferente ai pianti del figlio,
affetto da una dermatite opprimente che gli spezza anche le fragili
unghiette.
Pierre ha vissuto il trauma della non
accoglienza sulla propria pelle.
Segnato dal rifiuto dovuto al fatto di
“essere di troppo fin dalla pancia”, di essere “carico
di colpe ancora prima di venire al mondo.”
“Amato no, ma suo sì
doveva essere quel bimbo malearrivato.”
Isabella e
Marguerite sono le due sorelle di Pierre.
La prima, costante
lavoratrice in giro per il mondo.
La seconda, capace di amore
assoluto, incondizionato; capace di sentire i bisogni degli altri
ancor prima che essi possano dar loro espressione.
Marguerite
diventerà quasi una sorella per Ildegarda.
E' la donna di cui
si fida al punto da lasciarle accudire Tommaso senza la minima
preoccupazione.
La famiglia di
Pierre, nonostante la stranezza, ha dato luce a tre vite
completamente diverse, accomunate dallo stesso sentimento d'amore,
seppur talvolta sintetizzato in comportamenti e frasi ombrose.
Tuttavia,
improvvisamente, Pierre si trasferisce a Londra, città tanto cara a
Ildegarda.
Sarà proprio sulla
nostra protagonista e su suo figlio che ricadranno le scelte del
giornalista, accecato dalla paura di poter soffrire per le persone
che dice di amare.
Ildegarda aveva
investito se stessa su quell'essere moglie e madre.
Ora si trova
ferita, tradita dalla sua stessa vita, dal suo stesso credo, incapace
di andare avanti come se nulla fosse, ma convinta di dover essere
forte per il piccolo Tommaso.
In questo momento
della sua vita troverà grande conforto nella presenza di Marguerite,
del suo aiuto continuo, del suo amore disinteressato per il nipote,
del suo essere madre e sorella in modo silenzioso, ma necessario.
Campodalba, un
sobborgo dell'Alto Adige, rappresenta il luogo della rinascita dopo
la morte, della luce dopo il buio, della felicità dopo la
depressione.
Le cime
altoatesine, il candore della neve, la natura incontaminata, saranno
punti di forza per la presa di coscienza della vita e della fede di
Ildegarda. Qui conoscerà nuovamente la pace, la serenità,
specchiandosi in quelle che riconosce negli occhi di Tommaso.
Inoltre, un incontro con un uomo, sarà per lei fonte inesauribile di
sicurezza, di gioia. Dieter è come Ildegarda: sa essere molte cose
in un unico tempo.
Un pastore protestante, un uomo abbandonato dalla
propria moglie e un padre che soffre la perdita prematura del figlio
Martin.
Egli si dimostra
confessore sofferente, ma anche ascoltatore modello.
I due si
riconosceranno l'uno nell'altra e, forse anche il rapporto che va
delineandosi tra Dieter e Tommaso sarà importante per il loro amore.
Il tempo passa, la
vita sembra tornata alla quotidianità non più normale, bensì
felice.
L'inaspettato
sorprende i nostri protagonisti.
Un vuoto nero si
impossessa di Tommaso.
Una crisi
epilettica di lunga durata, che fa ritornare la mente di Ildegarda ai
tempi della dermatite, momenti in cui lei non riusciva a dormire, a
darsi pace, proprio come ora. Nonostante la situazione Dieter è
presente: sia col corpo che con la mente, sia con il cuore che con lo
spirito.
“Tutte le
madri generano Dio perchè ogni bambino è Dio, ogni bambino è la
vita, questa è l'incarnazione, pensavo. E la morte in croce vuol
dire semplicemente che Dio non può nulla contro il male. La vita è
un telo sottile steso sopra un abisso e la sofferenza ci appartiene
come appartiene a Dio.”
“La mia vita per il suo bene. Che
capiti a me, non a lui.”
Questi sono i
pensieri che più assillano la mente di Ildegarda.
Riflessioni che si
fanno meno severe quando Tommaso si sveglia e le dice che sta bene,
benissimo.
Incubi che passano
e che le donano qualche ora di riposo, ma anche una nuova e inattesa
scoperta.
-Lei ha sempre avuto quei movimenti
con il braccio sinistro quando dorme?
Qualcuno glielo ha mai fatto
notare? -
Un nuovo buco nero
si affaccia sulle vite di Ildegarda, di Tommaso e di Dieter.
Ildegarda scopre di
avere una malattia: un tumore al cervello.
Non si sa quanto
tempo le rimanga.
Sia con che senza
cure il tempo a sua disposizione sarà lo stesso.
Ildegarda è una
donna forte, non permette al suo male di rovinarla così facilmente.
Ildegarda combatte.
Ildegarda ha le
armi per poter sconfiggere questo male: amore, fede, volontà.
I nostri tre
protagonisti decideranno di passare maggior tempo possibile insieme a
Campodalba, nel loro paradiso montano, nel luogo che ha reso tutti
felici.
Quello che vi
aspetta nel finale preferisco non rivelarlo, lasciarlo celato, tanto
da indurvi a leggere questo romanzo e, per stuzzicarvi meglio, vi
saluto con l'ultimo pensiero del romanzo.
“Quello che bisogna fare è non
desiderare nulla, amare tutto. Tutta la vita. E sperare. Io spero che
questa non sia l'ultima parola. Spero nell'ultima parola di Dio.”
Un libro che non
passerà inosservato: né sotto gli occhi dei lettori, né sotto
quelli dei critici letterari.
Un libro che
racchiude in sé tanti spunti di riflessione, molteplici punti di
domande che ognuno di noi, durante la sua esistenza, finisce per
porsi.
Un libro che non
stanca, bensì appassiona.
Un libro che le
vostre librerie vorranno ospitare senza ombra di dubbio.
Voto 10

Non ne avevo mai sentito parlare...colpa della mia esterofilia...
RispondiEliminaMi pare una storia molto difficile, di quelle che ti fanno male quando le leggi...mi segno il titolo, sebbene non sia il mio genere, ma ne parli così bene che sono ormai curiosa...
Ciao Strawberry!
EliminaSì è un libro tosto, difficile, ma ricco di riflessioni, di insegnamenti.
Se ti capita di leggerlo fammi sapere!
Un abbraccio e buona domenica!!
Carissima Marta, credo che questa sia una delle recensioni meglio riuscite degli ultimi tempi! Incuriosita probabilmente dal fatto che, per la prima volta!, parli di un libro di cui non conoscevo assolutamente nulla, mi sono proprio goduta questa recensione! Ormai non faccio altro che segnarmi titoli di libri con una M vicino, per ricordarmi il motivo :) :)
RispondiEliminaHo letto anche la scorsa recensione, io adoro Benni, e questo libro l'ho comprato ma ancora non l'ho letto perchè voglio regalarlo a Natale a mio fratello, e mi pare brutto regalargli un libro "usato". Augurissimi anche alla tua sorellina!!!
Scusami se è un pò che non mi faccio sentire, ma sono stata a Bologna senza connesione internet se non dal cellulare, e non è il massimo della comodità!
Elisa di Un giorno in più ha messo privato il blog qualche settimana fa, se mi lasci la tua mail gliela scrivo volentierissimo! Anche perchè siete due dei blog che amo di più, e mi fa piacere che chiaccherate un pò...Poi quella è una lettrice pigrona, chissà se stando qui non le viene voglia di leggere!
Ieri, come leggerai (spero) nel mio nuovo post, sono stata a Innsruck. Passare da Trento, anche solo dall'autostrada, mi ha fatta pensare a te, e allora praticamente è successo questo: io sono innamorata della tua regione, ora non so esattamente come sia la tua casa (magari è in centro ed è un condominio), ma io amo quelle montagne, quelle case, tutto quel verde...Per me potrebbe essere Trentino Alto Adige tutto il nord Italia! Ci sono già stata diverse volte, ovviamente non sto parlando solo per aver visto dall'autostrada ahahahah xD Innsbruck è poi una città favolosa, tu ci sei mai stata? Si stava parlando, con le mie amiche, di andare anche a Bolzano prima di Natale, ma i treni sono parecchio cari e non c'è un collegamento decente tra Bologna e Bozen. Ti mando un grande abbraccio e spero di sentirti prestissimo, ancora mille scuse per i miei ritardi!
PS: A fine mese farò un post per parlare dell'incontro con la Harris (grazie per i commenti su fb!), con Marco Giordano (mi è piaciuto davvero un sacco!), con Silvia Avallone (hai visto/letto "Acciaio"?) e con la Bignardi (ti piace? a me non particolarmente!)
<3
Wow! Non sapevo avesse fatto anche un secondo libro.
RispondiEliminaHo letto "La vita accanto" l'anno scorso, in pochissimo tempo. Avevo anche scritto un post, se non ricordo male.
Cara Chiara,
Eliminaho appena letto la tua recensione de "La Vita Accanto": proprio bella!:)
Scegli le parole giuste non rivelando troppo ai tuoi lettori!
Lo avevo letto pure io, ma questo suo ultimo lavoro mi ha conquistata di più! Te lo consiglio!:)
Un abbraccio
Questo titolo così intrigante nasconde una storia alquanto complessa, mi sembra. Quel tuo voto poi non lascia dubbi, devo aggiungere anche questo alla lista!
RispondiEliminaScusa se sono arrivata a questa bellissima recensione con tutto questo ritardo, ma sabato avevo un mal di testa pazzesco e sono stata sempre sul divano e ieri ero in cucina, come sai!
:D
Cara Eli,
Eliminasono arrivata ancora più in ritardo io! Perdono! :(
Se leggerai questo libro fammi sapere!:)
Un abbraccio
Splendida recensione! Mi hai fatto venire voglia di leggerlo!
RispondiEliminaCarissima Caterina,
Eliminati ringrazio! :)
Un abbraccio