sabato 24 novembre 2012

Saturday's Book

Buongiorno cari lettori,
un nuovo weekend è alle porte ed è giunto un nuovo appuntamento con la rubrica del "Saturday's Book."
Non mi sono fatta sentire molto durante la settimana, ma gli obblighi scolastici mi tengono assai impegnata tuttavia, appena ho un attimo di respiro, mi rifugio qui, tra le mie e le vostre parole.
Siete pronti ad aguzzare la vista?
Perchè quella di oggi sarà una recensione abbastanza lunga ma, soprattutto, impegnativa!
Dunque, bando alle ciance e immergiamoci in questo consiglio di lettura.

Molti di voi avranno letto il primo libro di questa autrice, arrivato in finale al "Premio Strega."
"La Vita Accanto", edito dalla Casa Editrice Einaudi lo scorso anno e scritto da Mariapia Veladiano. Sebbene anche questo sia un romanzo di notevole importanza, sia per le tematiche affrontate che per il modo di scrivere dell'autrice, ora io voglio parlarvi del suo secondo lavoro, da poche settimane uscito in tutte le libreria italiane.


Come potete vedere dalla figura qui accanto, si tratta di
"Il tempo è un dio breve", ovviamente scritto da
Mariapia Veladiano, edito dalla Casa Editrice Einaudi.



"Quanto amore serve 
a salvare un amore?"



Oggi vi parlerò di un romanzo intenso, difficile, meraviglioso.
Un libro che non parla di semplici protagonisti e delle loro storie, bensì introduce tematiche, significati, parole profonde. Termini e sentimenti che, una volta letti e provati, non potrete certo dimenticare. Rimarranno con voi per sempre. 
Poco più di duecento pagine che narrano l'amore, la perdita, il vuoto, lo sgomento; ma anche la rinascita, la luce, Dio, la neve e le nuvole, l'amore in grado di curare altro amore, l' amore sino all'ultima azione, sino all'ultima parola.

Ildegarda è una donna forte, sicura.
Giornalista presso una redazione di Milano, sposata con Pierre e madre di Tommaso.
Il marito, giornalista anche lui, vive una vita infelice, vuota, all'insegna di paure e insicurezze riguardo agli affetti, al punto di essere indifferente ai pianti del figlio, affetto da una dermatite opprimente che gli spezza anche le fragili unghiette.
Pierre ha vissuto il trauma della non accoglienza sulla propria pelle.
Segnato dal rifiuto dovuto al fatto di “essere di troppo fin dalla pancia”, di essere “carico di colpe ancora prima di venire al mondo.” 
“Amato no, ma suo sì doveva essere quel bimbo malearrivato.”
Isabella e Marguerite sono le due sorelle di Pierre.
La prima, costante lavoratrice in giro per il mondo. 
La seconda, capace di amore assoluto, incondizionato; capace di sentire i bisogni degli altri ancor prima che essi possano dar loro espressione.
Marguerite diventerà quasi una sorella per Ildegarda.
E' la donna di cui si fida al punto da lasciarle accudire Tommaso senza la minima preoccupazione.
La famiglia di Pierre, nonostante la stranezza, ha dato luce a tre vite completamente diverse, accomunate dallo stesso sentimento d'amore, seppur talvolta sintetizzato in comportamenti e frasi ombrose.
Tuttavia, improvvisamente, Pierre si trasferisce a Londra, città tanto cara a Ildegarda.
Sarà proprio sulla nostra protagonista e su suo figlio che ricadranno le scelte del giornalista, accecato dalla paura di poter soffrire per le persone che dice di amare.
Ildegarda aveva investito se stessa su quell'essere moglie e madre.
Ora si trova ferita, tradita dalla sua stessa vita, dal suo stesso credo, incapace di andare avanti come se nulla fosse, ma convinta di dover essere forte per il piccolo Tommaso.
In questo momento della sua vita troverà grande conforto nella presenza di Marguerite, del suo aiuto continuo, del suo amore disinteressato per il nipote, del suo essere madre e sorella in modo silenzioso, ma necessario.
Campodalba, un sobborgo dell'Alto Adige, rappresenta il luogo della rinascita dopo la morte, della luce dopo il buio, della felicità dopo la depressione.
Le cime altoatesine, il candore della neve, la natura incontaminata, saranno punti di forza per la presa di coscienza della vita e della fede di Ildegarda. Qui conoscerà nuovamente la pace, la serenità, specchiandosi in quelle che riconosce negli occhi di Tommaso. Inoltre, un incontro con un uomo, sarà per lei fonte inesauribile di sicurezza, di gioia. Dieter è come Ildegarda: sa essere molte cose in un unico tempo. 
Un pastore protestante, un uomo abbandonato dalla propria moglie e un padre che soffre la perdita prematura del figlio Martin.
Egli si dimostra confessore sofferente, ma anche ascoltatore modello.
I due si riconosceranno l'uno nell'altra e, forse anche il rapporto che va delineandosi tra Dieter e Tommaso sarà importante per il loro amore.
Il tempo passa, la vita sembra tornata alla quotidianità non più normale, bensì felice.
L'inaspettato sorprende i nostri protagonisti.
Un vuoto nero si impossessa di Tommaso.
Una crisi epilettica di lunga durata, che fa ritornare la mente di Ildegarda ai tempi della dermatite, momenti in cui lei non riusciva a dormire, a darsi pace, proprio come ora. Nonostante la situazione Dieter è presente: sia col corpo che con la mente, sia con il cuore che con lo spirito.

“Tutte le madri generano Dio perchè ogni bambino è Dio, ogni bambino è la vita, questa è l'incarnazione, pensavo. E la morte in croce vuol dire semplicemente che Dio non può nulla contro il male. La vita è un telo sottile steso sopra un abisso e la sofferenza ci appartiene come appartiene a Dio.”

“La mia vita per il suo bene. Che capiti a me, non a lui.”

Questi sono i pensieri che più assillano la mente di Ildegarda.
Riflessioni che si fanno meno severe quando Tommaso si sveglia e le dice che sta bene, benissimo.
Incubi che passano e che le donano qualche ora di riposo, ma anche una nuova e inattesa scoperta.

-Lei ha sempre avuto quei movimenti con il braccio sinistro quando dorme?
Qualcuno glielo ha mai fatto notare? -

Un nuovo buco nero si affaccia sulle vite di Ildegarda, di Tommaso e di Dieter.
Ildegarda scopre di avere una malattia: un tumore al cervello.
Non si sa quanto tempo le rimanga.
Sia con che senza cure il tempo a sua disposizione sarà lo stesso.
Ildegarda è una donna forte, non permette al suo male di rovinarla così facilmente.
Ildegarda combatte.
Ildegarda ha le armi per poter sconfiggere questo male: amore, fede, volontà.
I nostri tre protagonisti decideranno di passare maggior tempo possibile insieme a Campodalba, nel loro paradiso montano, nel luogo che ha reso tutti felici.

Quello che vi aspetta nel finale preferisco non rivelarlo, lasciarlo celato, tanto da indurvi a leggere questo romanzo e, per stuzzicarvi meglio, vi saluto con l'ultimo pensiero del romanzo.

“Quello che bisogna fare è non desiderare nulla, amare tutto. Tutta la vita. E sperare. Io spero che questa non sia l'ultima parola. Spero nell'ultima parola di Dio.”

Un libro che non passerà inosservato: né sotto gli occhi dei lettori, né sotto quelli dei critici letterari.
Un libro che racchiude in sé tanti spunti di riflessione, molteplici punti di domande che ognuno di noi, durante la sua esistenza, finisce per porsi.
Un libro che non stanca, bensì appassiona.
Un libro che le vostre librerie vorranno ospitare senza ombra di dubbio.


Voto 10

9 commenti:

  1. Non ne avevo mai sentito parlare...colpa della mia esterofilia...
    Mi pare una storia molto difficile, di quelle che ti fanno male quando le leggi...mi segno il titolo, sebbene non sia il mio genere, ma ne parli così bene che sono ormai curiosa...

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    1. Ciao Strawberry!
      Sì è un libro tosto, difficile, ma ricco di riflessioni, di insegnamenti.
      Se ti capita di leggerlo fammi sapere!
      Un abbraccio e buona domenica!!

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  2. Carissima Marta, credo che questa sia una delle recensioni meglio riuscite degli ultimi tempi! Incuriosita probabilmente dal fatto che, per la prima volta!, parli di un libro di cui non conoscevo assolutamente nulla, mi sono proprio goduta questa recensione! Ormai non faccio altro che segnarmi titoli di libri con una M vicino, per ricordarmi il motivo :) :)
    Ho letto anche la scorsa recensione, io adoro Benni, e questo libro l'ho comprato ma ancora non l'ho letto perchè voglio regalarlo a Natale a mio fratello, e mi pare brutto regalargli un libro "usato". Augurissimi anche alla tua sorellina!!!
    Scusami se è un pò che non mi faccio sentire, ma sono stata a Bologna senza connesione internet se non dal cellulare, e non è il massimo della comodità!
    Elisa di Un giorno in più ha messo privato il blog qualche settimana fa, se mi lasci la tua mail gliela scrivo volentierissimo! Anche perchè siete due dei blog che amo di più, e mi fa piacere che chiaccherate un pò...Poi quella è una lettrice pigrona, chissà se stando qui non le viene voglia di leggere!

    Ieri, come leggerai (spero) nel mio nuovo post, sono stata a Innsruck. Passare da Trento, anche solo dall'autostrada, mi ha fatta pensare a te, e allora praticamente è successo questo: io sono innamorata della tua regione, ora non so esattamente come sia la tua casa (magari è in centro ed è un condominio), ma io amo quelle montagne, quelle case, tutto quel verde...Per me potrebbe essere Trentino Alto Adige tutto il nord Italia! Ci sono già stata diverse volte, ovviamente non sto parlando solo per aver visto dall'autostrada ahahahah xD Innsbruck è poi una città favolosa, tu ci sei mai stata? Si stava parlando, con le mie amiche, di andare anche a Bolzano prima di Natale, ma i treni sono parecchio cari e non c'è un collegamento decente tra Bologna e Bozen. Ti mando un grande abbraccio e spero di sentirti prestissimo, ancora mille scuse per i miei ritardi!

    PS: A fine mese farò un post per parlare dell'incontro con la Harris (grazie per i commenti su fb!), con Marco Giordano (mi è piaciuto davvero un sacco!), con Silvia Avallone (hai visto/letto "Acciaio"?) e con la Bignardi (ti piace? a me non particolarmente!)

    <3

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  3. Wow! Non sapevo avesse fatto anche un secondo libro.
    Ho letto "La vita accanto" l'anno scorso, in pochissimo tempo. Avevo anche scritto un post, se non ricordo male.

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    1. Cara Chiara,
      ho appena letto la tua recensione de "La Vita Accanto": proprio bella!:)
      Scegli le parole giuste non rivelando troppo ai tuoi lettori!
      Lo avevo letto pure io, ma questo suo ultimo lavoro mi ha conquistata di più! Te lo consiglio!:)
      Un abbraccio

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  4. Questo titolo così intrigante nasconde una storia alquanto complessa, mi sembra. Quel tuo voto poi non lascia dubbi, devo aggiungere anche questo alla lista!
    Scusa se sono arrivata a questa bellissima recensione con tutto questo ritardo, ma sabato avevo un mal di testa pazzesco e sono stata sempre sul divano e ieri ero in cucina, come sai!
    :D

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    1. Cara Eli,
      sono arrivata ancora più in ritardo io! Perdono! :(
      Se leggerai questo libro fammi sapere!:)
      Un abbraccio

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  5. Splendida recensione! Mi hai fatto venire voglia di leggerlo!

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