sabato 4 agosto 2012

Saturday's Book


Cari lettori,
dopo un sabato di latitanza, ecco a voi una nuova recensione, una nuova presentazione di un libro a dir poco sorprendente.
Un testo che mi è stato affidato come compito estivo, ma che ho piacevolmente scoperto e che voglio condividere con tutti voi.


Iniziare a leggere il libro “Libere Sempre” è come immergersi in una conversazione che si potrebbe avere con le proprie nonne. 

L'autrice è una donna coraggiosa, non solo perchè da ragazza ha partecipato alla Resistenza, ma anche perchè in un periodo di crisi di ideali e di valori come quello di oggi, prende carta e penna e scrive un libro, che per certi versi sa di denuncia.
Un testo in cui la Ombra si mette a disposizione di una quattordicenne di oggi e le racconta la sua esperienza, i dolori e i dispiaceri di una giovane adolescente, i problemi alimentari che potrebbero accomunare due ragazze apparentemente tanto lontane.
“Vedere la morte, a quattordici anni, sul viso di una persona che hai adorato, può sconvolgere completamente il tuo sistema di idee. Quel dolore mi condusse all'anoressia.” [..]
Oggi, invece, quel dolore sembra sostituito da “L'ossessione del corpo perfetto, senza la quale sembra non esistano ragioni di vivere. Né modo di fare strada nella vita.”
In alcune fasi della lettura, si capisce come l'autrice si chieda cosa sia andato storto negli anni successivi alla Guerra, in quegli anni in cui tutto doveva essere ricostruito, persino le persone e le relazioni.
“Com'è possibile che sia stato così scarso il radicamento di tutte quelle idee, quelle battaglie? […]
E' stato semplicemente un processo storico inevitabile? O il potere ancora una volta ci ha messe all'angolo?”
Marisa Ombra rimane spaesata e incredula di fronte all'idea di donna che domina questo paesaggio culturale. Una donna che usa il proprio corpo per arrivare ad uno scopo e dunque non la si può definire emancipata o indipendente, bensì una donna che esiste non per se stessa ma per gli altri. Non che le eccezioni non esistano, ma non vengono valorizzate e, rimanendo in secondo piano, assumono quasi una dimensione irreale, non tangibile nel quotidiano.
Ma questo punto viene incoraggiato dall'autrice con delle parole davvero significative a mio avviso.
“Quando ce la fai, tu ti senti di aver salito un gradino verso la costruzione della tua identità. E ti senti forte. Poche cose valgono quanto questa fatica, perchè da essa dipende la sicurezza di te, è la condizione perchè tu possa tenere in mano la tua vita.”
Sono frasi che spronano a rischiare, a prendere in mano la propria vita e a non crogiolarsi nell'alibi del “tanto le cose non cambiano”, perchè se anche i giovani della Resistenza avessero solamente pensato in questo modo, ora non ci sarebbe l'Italia che siamo che, seppur ricca di difetti e di ferite, è una terra da amare, da aiutare e da rispettare.
Il messaggio più importante della lettera dell'autrice è proprio quello che auspica al cambiamento, al finale diverso, a prendere le proprie posizioni anche se queste ci potrebbero emarginare dalla massa, a essere responsabili in ogni comportamento, in ogni pensiero. A credere anche nella solitudine, perchè può diventare “condizione di libertà”, poiché “la libertà ha molte facce ed è bellissimo, alla tua età, scoprirle.” A dare importanza nel valore dell'amicizia tra uomo e donna, poiché “mi pare corrisponda alla nascita di un sentimento di parità.” A imparare che anche se la donna è emotiva e, in certi momenti nervosa, può ugualmente gestire professioni come quella del Prefetto o del magistrato che sa combattere l'illegalità.
Infine, a non farsi mettere i piedi in testa né dal potere, né da false ossessioni, né da miti ormai superati. “Non hai il diritto: io sono una donna, tu sei un uomo: siamo pari.”


Un libro da leggere e gustare: decisamente!


Voto 9

2 commenti:

  1. Sembra un sacco bello questo libro, mi hai incuriosita e mi sono segnata il titolo...chissà che un giorno non lo legga pure io!
    Grazie mille per il commento, troppo buona *-*
    Tutto bene?
    Buona giornata!

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    Risposte
    1. Devo dire che mi ha molto colpita per il suo contenuto!
      Non è per niente noioso, anzi, regala molti punti di riflessione e di interesse!
      Io tutto bene, a parte che sto iniziando a studiare chimica, il che non è proprio la mia passione, ma ce la metto tutta!
      Un abbraccio cara!

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