sabato 11 agosto 2012

Saturday's Book

Carissimi lettori,
eccoci di nuovo qui con un nuovo appuntamento con la nostra rubrica settimanale di libri.
Nonostante il caldo di questa settimana sono riuscita a trovare molto più che un rifugio in nuove pagine, nuove storie e nuovi protagonisti, che mi hanno accompagnata nei loro cuori, tra i loro pensieri, passando per il loro passato e facendomi scorgere qualcosa del loro futuro.

Quella di cui vi parlerò oggi è una storia che mi ha molto colpita.
Talvolta triste, talvolta violenta, ma indubbiamente intrisa di emozioni forti.
Vi parlo di "L'armadio dei vestiti dimenticati" dell'autrice finlandese Riikka Pulkkinen, edito dalla casa editrice Garzanti proprio nel febbraio 2012.





"Nel vestito Anna si sente un'altra. 
 Quante volte l'avrà indossato la nonna, una o due volte all'anno?
 Ci sarà andata a teatro con gli amici, avrà poi bevuto 
 un cocktail rosa al bar, avrà saltellato tornando a casa? "




Come già potete notare dall'immagine di copertina, lievemente sfumata e dall'aspetto quasi freddo, il romanzo che ci cullerà per questo post sarà sicuramente denso di dettagli, di intrighi, facendo sicuramente risultare talvolta l'intreccio un poco confuso. In realtà tutto è studiato nei minimi dettagli e l'autrice ci porterà per mano alla scoperta delle vite di una, apparentemente tranquilla, famiglia di Helsinki.


Subito ci troviamo in una fredda città caotica dei Paesi del Nord,
in compagnia di Elsa, una psicologa e ricercatrice dalla lunga carriera, suo marito Martti, artista rinomato,
la loro unica figlia Eleonoora, ormai diventata uno stimato medico e le loro due giovani nipoti, Anna e Maria.
Ed è proprio nella vita della prima nipote che ci troviamo immerse sin dalle prime pagine.
Una vita normale, ma allo stesso tempo inquieta, insicura, alla ricerca di un qualcosa di cui non sa nemmeno lei l'entità. La troviamo distesa sul pavimento del suo appartamento da ormai undici lunghi giorni; ancora il motivo non ci è chiaro.
Capitolo dopo capitolo, il lettore viene messo al corrente dello stato della famiglia.
Elsa è malata, un male incurabile che non la tratterrà a lungo tra i suoi cari; Martti è un marito perfetto; Eleonoora si divide tra il medico che vuole curare una paziente e la figlia che vuole salvare la madre, perchè non è ancora pronta a dirle addio, vuole ancora un po' della sua compagnia, ha bisogno di lei. Anna dovrebbe laurearsi, ma non trova le giuste argomentazioni per la sua tesi che verterà sulla situazione della donna e sul suo ruolo all'interno della società. Condivide il dolore della madre ed è assidua frequentatrice della casa materna, tanto da organizzare dei nostalgici picnic, insieme alla nonna, sul prato del giardino. Più distaccata è invece l'altra nipote, Maria, che studia medicina.
Proprio durante uno di quei picnic Anna scopre una realtà, un passato, completamente sconosciuto.
Durante questi brevi pranzi, le due erano solite vestirsi eleganti sfruttando l'armadio della nonna, assai provvisto di abiti. Anna per quel giorno decide di provare un nuovo capo, un po' retrò, un po' anni Sessanta.

"Dove l'hai trovato?"
La nonna era sulla porta.
"Era qui nell'armadio. Non è mica il tuo vestito degli anni Cinquanta?"
La nonna lo guarda.
"A me non serve. Prendilo pure, puoi metterlo a una festa per esempio. E il vestito di Bianca, perchè non hai messo quello? Sarebbe stato meglio."
[...]
"Come non è tuo?"
"E' di Eeva. Non sapevo che fosse rimasto in quell'armadio per tutti questi anni. 
 Sono rimasta di sasso quando te l'ho visto addosso."


Chi è Eeva? E che cosa ci fa un suo vestito nell'armadio della nonna?
Anna si pone molti interrogativi, ai quali la voce di Eeva darà le giuste risposte.
Viene ripercorsa così la sua storia, la giovane bambinaia che ha accudito per tre anni Eleonoora, quando ancora si faceva chiamare Ella.
Eeva oggi si direbbe essere una campagnola, studia all'università e ha bisogno di qualche lavoretto per mantenersi, per pagare l'affitto dell'appartamento che divide con la sua amica Kerttu.
Arriva così, quasi per caso, nella vita di Elsa, Martti ed Ella, ma ci rimarrà per lungo tempo, non solo fisicamente, ma i loro cuori e le loro menti non potranno dimenticarla.
Passano pochi mesi e Martti si innamora della bambinaia.
E' un amore malato il loro, un amore che vive all'ombra di quello pulito e distinto che invece è rappresentato da Elsa e dallo stesso uomo che, tuttavia, con Eeva sembra trasformarsi.
Ama, ma non lo fa con il cuore, bensì solo con il corpo.
Ama ogni minuto di più, senza controllo.
Arriva persino ad amare due donne, allo stesso modo, senza riuscirne a fare senza.
Eeva non sembra solo un'ingenua baby sitter, nonostante Ella le sia molto affezionata.
Eeva sembra venire da un altro mondo, è questo che pensa Martti, che a volte la maltratta.
Come l'ultima volta, nel 1968, quando un attimo di disattenzione può finire in tragedia, travolgendo il solo essere estraneo.
Eeva è l'unica donna che Martti riesce a ritrarre, ma sarà un'opera che verrà nascosta da un altro dipinto, da un altro volto, quello della nipote Anna che, riscoprendo quel quadro, rende cosciente anche la madre di quel passato di cui aveva ignorato e cancellato tutto.
E sono proprio queste due donne, Eeva e Anna, che sembrano avere molto in comune, sembrano persino essere la stessa persona, con le stesse paure e le stesse domande.
Ma che fine ha fatto ora Eeva, quasi quarant'anni dopo?
Questa scoperta guasterà nuovamente gli equilibri della famiglia?

"Dedicarsi all'arte spesso porta a contrapporsi alla vita, pur senza esserne consapevoli."


"Tutto è cominciato quando sono rimasta distesa sul pavimento, nell'ingresso di casa, per undici giorni.
 Parlo sussurrando. Una volta che ho iniziato, le parole scorrono facilmente. 
 Non gli ho detto nulla di tutto questo ma ora parlerò."

Un libro che non voglio svelarvi tutto: voglio lasciarvi la giusta suspance che, forse, vi indurrà a leggerlo.
Un libro che sa raccontare l'amore tra madre e figlia.
Un libro che insegna il perdono, la riconciliazione.

Voto 8

4 commenti:

  1. Mi hai messo tanta ma TANTA curiosità. Volevi lasciare suspance? Ci sei riuscita! :) E adesso ho un desiderio in più nella mia lista..

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    1. Sì, direi che l'intento di ogni recensione è lasciare la suspance e incuriosirvi, tanto da leggere il libro! Sono contenta che questo sia finito nella tua lista!:)

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  2. Sembra davvero coinvolgente! Io ho appena finito di leggere "Non ti muovere" della Mazzantini e mi è sembrato di cogliere degli elementi comuni... Ti farò sapere quando avrò modo di leggerlo! ;)
    Un abbraccio

    PS: grazie per la disponibilità tua e di tuo fratello, le sue info sono state molto utili!

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    1. "Non ti muovere" della Mazzantini mi è rimasto nel cuore, ricordo di averlo letto grossomodo a quindici anni. La scrittura talmente reale e cruda che talvolta sembra graffiare le pagine che si stanno leggendo.

      Per la disponibilità mia e di mio fratello non preoccuparti, è un piacere dare qualche consiglio a qualcuno!:) Ti faccio il mio migliore in bocca al lupo per questa avventura! Che il tuo sogno si realizzi! :)
      Un forte abbraccio

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