sabato 5 maggio 2012

Saturday's Book

Dopo tante difficoltosi sabati passati senza il nostro appuntamento abituale ce l'ho fatta: sono tornataaa!!
Tutto questo tempo senza aggiornarvi sulle mie letture, è ora di rimediare!

Quello che vi propongo oggi è un altro titolo consegnatomi da leggere dalla mia prof di italiano. Nonostante sia un classico della letteratura italiana, o meglio, del teatro italiano, "La Locandiera" di Carlo Goldoni mi è veramente piaciuta molto.
Un'opera innovativa, come innovativo è stato il processo di rappresentazione e di lavoro teatrale che ha iniziato a inscenare Goldoni.
L'autore, infatti, è il primo commediografo dell'epoca a vivere esclusivamente della sua professione teatrale. Egli non è più d'accordo con il teatro dell'Accademia, quel teatro che si proponeva di usare alcuni personaggi fissi, con un copione non molto dettagliato, lasciando agli attori molto spazio per l'improvvisazione. Goldoni inizia a portare sul palco la realtà che vede attorno a lui ed è per questo che il suo modo di fare teatro viene anche detto "naturalistico".
Un chiaro esempio della sua nuova maniera lo possiamo trovare proprio in quest'opera, ove vengono messe in risalto molte caratteristiche di metà Settecento.
La Locandiera è una donna che, dopo la morte di suo padre, prende il comando della locanda di famiglia e inizia a occuparsi dei suoi ospiti. Molto premurosa con tutti, e anche molto scaltra, nota come un marchese e un conte le siano molto devoti e facciano di tutto per rendersi belli, ricchi e generosi ai suoi occhi. La riempiono di doni che lei prende solo dopo essersi sentita dire che offenderebbe il signore se non li accettasse. Un personaggio assai bizzarro è invece il Cavaliere che odia le donne e che dice che non cadrà mai nelle grinfie di una donna. La locandiera dunque inizia a mettere in campo le sue migliori armi per rendersi piacevole al Cavaliere in tutti i modi: cucinandogli personalmente, preparandogli il letto con la biancheria più ricca che possiede...
Dopo poco tempo il Cavaliere si rende conto di essersi innamorato della locandiera, la quale, nel frattempo, ha procurato la gelosia degli altri suoi due corteggiatori. Messa alle strette, la locandiera, con argomentazioni logiche e illustri, riesce a scansare ogni equivoco e dichiara che sposerà il solo uomo che le ha sempre dimostrato fiducia: il cameriere Fabrizio.

Un libro certo di un'altra epoca, ma molto attuale per certi comportamenti messi in atto dai protagonisti.
Un ruolo della donna diverso da quello a cui ci avevano abituato i romanzi precedenti a questo, ove la donna aveva un ruolo passivo, mentre qui entra nel vivo della vicenda poichè ne è la protagonista.
Una piacevole lettura.

Voto 8

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