Dopo tante difficoltosi sabati passati senza il nostro appuntamento abituale ce l'ho fatta: sono tornataaa!!
Tutto questo tempo senza aggiornarvi sulle mie letture, è ora di rimediare!
Quello
che vi propongo oggi è un altro titolo consegnatomi da leggere dalla
mia prof di italiano. Nonostante sia un classico della letteratura
italiana, o meglio, del teatro italiano, "La Locandiera" di Carlo
Goldoni mi è veramente piaciuta molto.
Un'opera innovativa, come
innovativo è stato il processo di rappresentazione e di lavoro teatrale
che ha iniziato a inscenare Goldoni.
L'autore, infatti, è il primo
commediografo dell'epoca a vivere esclusivamente della sua professione
teatrale. Egli non è più d'accordo con il teatro dell'Accademia, quel
teatro che si proponeva di usare alcuni personaggi fissi, con un copione
non molto dettagliato, lasciando agli attori molto spazio per
l'improvvisazione. Goldoni inizia a portare sul palco la realtà che vede
attorno a lui ed è per questo che il suo modo di fare teatro viene
anche detto "naturalistico".
Un chiaro esempio della sua nuova
maniera lo possiamo trovare proprio in quest'opera, ove vengono messe in
risalto molte caratteristiche di metà Settecento.
La Locandiera è
una donna che, dopo la morte di suo padre, prende il comando della
locanda di famiglia e inizia a occuparsi dei suoi ospiti. Molto
premurosa con tutti, e anche molto scaltra, nota come un marchese e un
conte le siano molto devoti e facciano di tutto per rendersi belli,
ricchi e generosi ai suoi occhi. La riempiono di doni che lei prende
solo dopo essersi sentita dire che offenderebbe il signore se non li
accettasse. Un personaggio assai bizzarro è invece il Cavaliere che odia
le donne e che dice che non cadrà mai nelle grinfie di una donna. La
locandiera dunque inizia a mettere in campo le sue migliori armi per
rendersi piacevole al Cavaliere in tutti i modi: cucinandogli
personalmente, preparandogli il letto con la biancheria più ricca che
possiede...
Dopo poco tempo il Cavaliere si rende conto di essersi
innamorato della locandiera, la quale, nel frattempo, ha procurato la
gelosia degli altri suoi due corteggiatori. Messa alle strette, la
locandiera, con argomentazioni logiche e illustri, riesce a scansare
ogni equivoco e dichiara che sposerà il solo uomo che le ha sempre
dimostrato fiducia: il cameriere Fabrizio.
Un libro certo di un'altra epoca, ma molto attuale per certi comportamenti messi in atto dai protagonisti.
Un
ruolo della donna diverso da quello a cui ci avevano abituato i romanzi
precedenti a questo, ove la donna aveva un ruolo passivo, mentre qui
entra nel vivo della vicenda poichè ne è la protagonista.
Una piacevole lettura.
Voto 8

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