martedì 29 maggio 2012

La terra trema...e noi con lei

Sono le 09.00 di mattina.
MemoriaRem è impanicata con una tavola di disegno tecnico, lei odia questa materia, preferisce di gran lunga storia dell'arte. E proprio mentre prende la squadra da 45° sente tremare sotto i suoi piedi. Sembra di essere su di un'altalena e ciondolare da destra a sinistra, il problema è che tu rimani fermo e non sai come reagire.
Impietrita MemoriaRem si ripara sotto il banco, spaventata, poi, in fila con gli altri esce dall'edificio e tenta, forse invano, di calmarsi. Subito prende il cellulare e cerca di inviare sms a mamma, papà, ma proprio oggi non doveva avere più credito nel cellulare. Riesce comunque a contattare i suoi cari e a sapere che stanno bene, anzi, loro non hanno sentito nemmeno molto la scossa.
Dopo quasi un'ora di attesa ci fanno rientrare in classe, ma la paura rimane, anche se la notizia della scossa nell'Emilia arriva e rende tutto ancora più triste.
Durante la mattinata MemoriaRem percepisce altre due, lievi, scosse, ma non ci bada moltissimo, forse perchè la giusta lezione su Ugo Foscolo riesce a distrarla.
Poi, alle 12.56 suona la campanella, ma non quella della fine delle lezioni, bensì quella degli allarmi.
Di nuovo paura, tensione, spaesamento. Dopo l'appello ci lasciano uscire e andare a casa, ma ciò non toglie quello che è successo durante la mattinata.
Arrivata a casa, MemoriaRem guarda notiziari e giornali, tutti parlano di nuova strage, di morti, di feriti, di migliaia di sfollati....E allora lo sconforti aumenta, si fa sentire, e il pensiero inevitabilmente va alle famiglie di quelle vittime, alle persone terremotate, al disastro che si erge in tutta l'Emilia Romagna.
Una forza imprevedibile si sta abbattendo contro l'uomo e le sue costruzioni: forse abbiamo sfidato troppo la natura?

10 commenti:

  1. Mi dispiace davvero da morire per quelle persone e per quel bellissimo pezzo d'Italia che sta venendo giù. Ma dopo la prima scossa non hanno evacuato la vostra scuola?

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    1. Certamente, abbiamo evacuato due volte oggi; devo dire che tutti siamo stati reattivi al punto giusto. Qui da me, in trentino, non ci sono stati danni, solamente uno spavento, il che ci fa pensare ancora di più agli emiliani.

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  2. Sulla storia dell'arte non posso che essere d'accordo!!
    La terra ha i suoi tempi e i suoi movimenti...noi siamo dei passeggeri e dobbiamo solo allacciare le cinture!
    Un bacio grande!
    Mìgola

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  3. Probabilmente siamo andati al di là del limite, piuttosto che adeguarci alla natura ci siamo imposti ad essa!
    E' strano che non vi abbiano licenziato subito dopo la prima scossa, perché quando a Palermo c'è stato il terremoto ad aprile di magnitudo 3.4 poi l'hanno fatto...
    Speriamo che sia finita e che gli emiliani possano avere un po' di pace!

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    1. Forse abbiamo rischiato un po' troppo e continuiamo a farlo, senza nemmeno rendercene conto. Speriamo che quando ci fermeremo non sia troppo tardi!

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  4. Io non l'ho sentito nemmeno ieri, anche se sul tg regionale hanno detto che è stato avvertito anche in Umbria.
    Fa proprio tanta tanta paura.
    Speriamo almeno che sia finito tutto così.

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  5. Marta cara, come comprendo la paura che si prova a sentire tremare la terra!
    Io avevo 7 anni quando l'Irpinia fu devastata dal terremoto dell'80...ero piccola ma non posso scordare le macerie, il caos, i morti, tanti, tantisimi...2914 secondo fonti accreditate...paesini vicino all'epicentro rasi letteralmente al suolo...
    Io non ho subito lutti nè perdite materiali e mi ritengo fortunata sul serio.
    Da allora la terra irpina ha tremato molte volte (l'ultima un tre mesi fa più o meno) sempre in modo abbastanza lieve, ma è sempre uno spavento.
    Sono vicina col cuore a tutti i terremotati dell'Emilia e anche a chi come te è più distante dall'epicentro ma ha avvertito chiaramente le scosse di questi giorni.
    Un abbraccio,ciao!

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    1. Non oso immaginare cosa abbia provato tu in quegli attimi e anche le persone che sono state colpite dal sisma. I calcinacci rotti, le mura crollate, sono immagini che non si dimenticano.
      Un abbraccio!

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