sabato 19 maggio 2012

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola"

Era una mattina soleggiata, una delle ultime mattine di maggio in cui ti saresti recata a scuola, con la voglia di imparare ma, allo stesso tempo, sentendo la fatica della sveglia che suona sempre troppo presto, del ritmo frenetico della vita dello studente, delle corse fatte per non perdere il pullman.
E poi, è bastato un battito di ciglia e tutto è diventato nero.
Non hai più visto i colori della gente che ti stava intorno, non hai più udito nulla, se non un grande e profondo silenzio.
Chissà quale è stata la tua ultima parola, il tuo ultimo pensiero.
Chissà se hai capito quello che stava succedendo attorno a te.
Chissà se dove sei ora stai bene.


Brindisi oggi vive una realtà che riporta ai tempi in cui sparatorie e ordigni erano quasi all'ordine del giorno.
Brindisi ha visto in faccia la morte, ma la morte di persone troppo giovani per morire, la morte di persone che non hanno potuto nemmeno assaporare ciò che è la vita.
Brindisi vuole fare chiarezza e, sono certa, che lo farà, non solo per la giustizia ma anche per la memoria delle vittime e dei feriti, per la memoria dei ragazzi che erano lì, vicino a quel cassonetto che all'improvviso è scoppiato.
Molte sono le ipotesi, ma ora si farà il possibile per rendere concrete e corrette le indagini.
Non posso immaginare come si sentano le persone che hanno vissuto le drammatiche ore di questa mattinata.
Non posso capire cosa provi un ragazzo quando vede attorno a sè la paura, il caos, il sangue, la morte.
Come non posso capire gli adolescenti che, appresa la notizia, si sono subito messi al computer e hanno condiviso il loro punto di vista su questa tragedia sui vari social network.
Argomentazioni che non si sono limitate a riflessioni, bensì talvolta anche a giudizi.
Mi spaventa questa frettolosità nel giudicare, non che voglia giustificare ciò che è accaduto, che è sicuramente imperdonabile, ma alcuni, spero la minima parte, condividono con un click qualcosa che magari tra qualche settimana non ricorderanno più; mentre dall'altra parte ci sono coetanei, ragazzi, ragazze, padri, madri, famiglie che devono combattere contro la perdita di un figlio, contro un figlio che combatte per sopravvivere, o contro un sistema che non vuole faccia del male anche suo figlio.
Abbiamo grandi esempi di uomini che hanno dato la vita per la Giustizia, per il Bene, per la Verità.

"Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola."

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno fatto di questa frase il loro ideale di vita, e si sono sacrificati per lo Stato, per i cittadini che volevano difendere ad ogni costo.
Non hanno avuto paura, ma nessuno è stato accanto a loro.
Mi auguro che la stessa sorte non tocchi a Brindisi.
Le vittime, i feriti, gli illesi di questa mattina non hanno avuto paura nemmeno un istante, ma non dovevano neppure morire.

10 commenti:

  1. Bravissima Marta per questo post che hai scritto: è molto bello che tu lo abbia fatto. Il brutale attentato che ha sconvolto la vita di chi non c'è più, delle famiglie e dei ragazzi che stavano entrando a scuola, Qualunque parola di condanna suona inadeguata e riduttiva: è troppo grave quello che è accaduto. E poco importa la matrice quale sia: spero che prendano presto i mandanti e gli esecutori.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo pienamente Anthea, in tutto!
      Un abbraccio e buona domenica genovese!

      Elimina
  2. Sapevo che venendo sul tuo blog avrei trovato delle parole sagge.
    Queste sono cose che non dovrebbero accadere mai!
    Una giovane vita spezzata così, come niente fosse, calpestata come un fiorellino che allora stava sbocciando. Non è affatto giusto, non riesco a farmene una ragione. Perché esiste gente tanto crudele al mondo? Perchè?!?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per avere detto che le mie parole sono sagge!:) Non riesco a spiegarmi tutto questo nemmeno io!

      Elimina
  3. Io non credo sia stata "colpa della mafia". Mi interessano molto le loro strategie, leggo molti libri di giudici antimafia e mi documento spesso su questi fenomeni. Non mi sembra che quanto successo sia opera loro.
    In ogni caso, è stato un gesto assurdo. Chiunque sia il colpevole, ha tutta Italia contro. Non si può morire a sedici anni in questo modo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiara, abbiamo un'altra cosa in comune. Anche io mi interesso a questa tematica, ho letto molti libri, di Ayala, degli stessi Falcone e Borsellino e condivido il tuo punto di vista. Non penso si tratti di mafia; auspico comunque che venga fatta giustizia, ma dalle novità che sono emerse già nella giornata di oggi sono positiva perchè ciò avvenga.

      Elimina
  4. Credo che se fosse stata la mafia, prendi la frase che dirò per le pinze, il gesto sarebbe "giustificato" nel senso che sappiamo bene agiscono in questo modo quei deficienti. Ma ciò che mi fa ancor più paura è che sia una persona isolata, un uomo con problemi mentali enormi. Io non sono qua a cercare il colpevo però ho avuto questa riflessione e mi ha spaventata a morte. Non è che spero sia la mafia ma se è stata una persona analogamento a quello che è successo ad Utowia, beh allora ho paura.
    Scusa per l'assenza, un abbraccio Marta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Marika, anche a me spaventa di più, sempre se così si possa dire, che il gesto sia isolato, poichè mi domando cosa sia passato nella testa di questa persona. Auspico solo che chi ha commesso ciò venga messo davanti alle proprie responsabilità, perchè solo così si arriverà alla Giustizia.
      Un abbraccio!:)

      Elimina
  5. Ciao! Complimenti per il tuo blog! Ti ho assegnato un premio, passa da me quando vuoi per ritirarlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Alice, appena arrivata e già mi onori di un premio? Beh ma grazie!:) Troppo gentile!
      Ora scappo da te!

      Elimina

Ora tocca a te, lasciami un commento!:)