"Jo March, un mito, quasi come Audrey, anzi meglio,
per essere Jo March non occorre essere belle,
nè filiformi, nè avere un'eleganza innata.
Per essere Jo March bisogna essere forti lettrici di
romanzi e amanti del teatro, poco formali,
passionali, avide di conoscenza, ci vuole un temperamento forte,
impulsivo, avventuroso, generoso, pronto a tutto.
Io mi sentivo così, allora."
Cari lettori, o forse dovrei dire care lettrici data la lettura di cui vi sto per parlare; tuttavia una cosa è certa, chi ha letto e amato "Piccolo donne" non potrà che essere incuriosito dal titolo del romanzo di cui sto per parlarvi "Volevamo essere Jo" di Emilia Marasco edito dalla casa editrice Mondadori lo scorso marzo.
Quante, durante la lettura del libro di Louisa May Alcott non hanno desiderato, anche solo per un attimo, di essere Jo, oppure di avere qualcosa in comune con lei?
E' quello che accade alle protagoniste di questo romanzo: durante il giorno di Natale, mentre la neve scende delicata sul paesaggio, quattro bambine che abitano nello stesso palazzo ricevono lo stesso regalo: il libro "Piccole donne". A fine lettura, Giovanna, Lara, Silvia e Carla hanno una sola certezza: tutte vogliono essere Jo e, secondo l'arte del compromesso, decidono che ognuna di loro sarà Jo per una settimana. Inizia così, dalla semplice volontà di mettere in scena la recita del romanzo, un gioco apparentemente da bambine ma che, al suo interno, nasconde molto di più. Giovanna, Lara, Carla e Silvia crescono grazie alla condivisione di idee, di iniziative, talvolta anche di discussioni e incomprensioni. Non sono tutte d'accordo nemmeno quando Edoardo, il figlio del nuovo portinaio, vuole aggiungersi a loro, essendo di fatto il Laurie del romanzo. Alla fine il gruppo formato dalle quattro ragazze accetta Edoardo, il quale si dimostra subito un buon elemento e, un giorno, tutti e cinque decidono di scrivere come immaginano il loro futuro e di riporre il foglio nel baule delle Piccole donne. In quel foglio ci sono scritte le aspettative di ognuno di loro: c'è chi vuole figli e chi no, chi invece vuole diventare medico, chi una giornalista, chi una scrittrice, chi vuole viaggiare, chi vuole sposarsi, chi vuole avere molti amori, chi di nascosto si ama già.
Giovanna, Lara, Carla, Silvia ed Edoardo crescono e la vita mette loro davanti a molti ostacoli tanto che finiranno tutti per perdersi e con loro il baule delle Piccole donne finisce in mansarda, ricoperto di polvere.
Passano gli anni e, per una serie di coincidenze, le quattro protagoniste riescono a trascorrere qualche giorno insieme ma senza Edoardo. Arriva inevitabilmente il momento dei bilanci e, ricordandosi benissimo ciò che avevano scritto su quel foglio riposto nel baule, ripercorrono le loro aspettative sul futuro e il loro presente. La vita, quasi come fosse un gioco, ha stravolto ciò che ognuna di loro desiderava: chi voleva figli non è diventata mamma, chi voleva viaggiare è rimasta sempre nello stesso posto, chi voleva diventare scrittrice è diventata insegnante insomma, come spesso accade, la vita mescola le carte e pone le nostre protagoniste a fare delle mosse che, da bambine, mai avrebbero pensato di fare.
E per quanto riguarda l'amore, chi ne voleva tanti è riuscita a essere amata? E chi si amava già di nascosto ha trovato il coraggio di uscire allo scoperto?
Starà a voi scoprirlo...
Un libro che parte da un'idea bellissima e racconta una storia delicata.
Un libro che riporta indietro nel tempo.
Un libro che ci ricorda che la vita a volte non va come volevamo da bambini, ma pota con sè in ugual modo la bellezza.
Voto 8

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