"Dentro la nostalgia era sempre contento, perchè tutto era già successo
e non doveva avere paura di niente. Per essere felici, pensava il bambino,
sarebbe bastato non uscire mai più da quel posto di cui aveva le chiavi.
La felicità...era chiudere a chiave le cose belle che erano successe.
Diventare grande con le cose che aveva vissuto, e poi non vivere più.
Quando lo pensava, il bambino accarezzava il suo dolore e si sentiva finalmente felice.
E tra tutte le cose, quella era la cosa più triste."
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| L'immagine del bambino è tratta dall'articolo di Massimo Recalcati apparso su La Repubblica |
Cari lettori,
oggi vi voglio parlare di un libro davvero meraviglioso perchè, nonostante parli di un argomento non facile da trattare in letteratura, l'autore ne scrive in un modo diverso ed efficace.
Ho assistito alla presentazione di questo romanzo al festival Pordenonelegge, di cui vi avevo parlato qui, e per molto tempo questo libro è stato nella mia lista dei libri da leggere finchè a Natale ho deciso di regalarlo a mio fratello per un motivo ben preciso: sta diventando medico e quotidianamente ha a che fare con il dolore. Quando, a lettura terminata, si è detto entusiasta del contenuto di questo libro, non ho potuto che esserne felice e chiederlo in prestito per immergermi anch'io nella magia di queste pagine.
Perchè è vero, la magia in questo libro c'è, nonostante inizi con "C'era un bambino che aveva un dolore da cui non voleva mai separarsi."
Andrea Bajani in questo libro si spinge a spiegare l'origine del dolore, di come un bambino prova dolore e di come viene visto e raccontato, non come qualcosa di interno al protagonista, bensì come una bestiolina, che vive accanto al suo padrone e lo accompagna in ogni sua avventura. Il dolore accompagna il bambino a scuola, nei boschi, in piazza, vicino alla panchina dove gli altri ragazzi lo prendono in giro; il dolore vuole bene al suo padrone ed è un dolore docile con il quale condividere ogni cosa.
Un giorno il padre del bambino decide di affidargli anche il suo dolore, che tuttavia è molto diverso perchè aggressivo nei confronti degli altri, infatti, il dolore del bambino appena lo vede si nasconde e inizia a tremare. Questa novità destabilizza un poco le abitudini del bambino che, nel frattempo, aveva incontrato una bambina sottile che è diversa da tutte le altre, che sembra avere una sensibilità simile alla sua e sembra capirlo. A volte, per riuscire ad andare alla casa della bambina sottile, che si trova vicino alla ferrovia, il bambino porta con sè anche il dolore del padre. Succedono molte cose, il bambino diventa un uomo e scopre le parole e la scrittura e attraverso delle lettere rimane in contatto con la bambina sottile. Le parole sanno diventare un rifugio e sanno far affrontare in modo diverso il dolore che ora non è più un fedele seguace, bensì è presente ma non con la costanza di un tempo. L'amore per le parole dona una nuova vita al protagonista, come l'amore per le persone, difatti la bambina sottile, in una lettera, scrive "le lettere possono essere come l'acqua per i fiori." Le parole possono curare il dolore che, tuttavia, non sparisce perchè se non fosse presente nella vita non si riuscirebbero a cogliere sfumature che sono importanti, addirittura vitali.
Un libro che ha il coraggio di parlare del dolore e di raccontarlo, rendendo così chiaro al lettore che è inevitabile convivere con il dolore ma, col tempo, si trova il modo di conviverci meglio.
Un libro che parla di come l'amore può curare il dolore e di come anche le parole possano aiutare nello scoprirsi diventati da bambini a uomini.
Un libro che è pura poesia ma che racconta la realtà della vita.
Voto 10
Perchè è vero, la magia in questo libro c'è, nonostante inizi con "C'era un bambino che aveva un dolore da cui non voleva mai separarsi."
Andrea Bajani in questo libro si spinge a spiegare l'origine del dolore, di come un bambino prova dolore e di come viene visto e raccontato, non come qualcosa di interno al protagonista, bensì come una bestiolina, che vive accanto al suo padrone e lo accompagna in ogni sua avventura. Il dolore accompagna il bambino a scuola, nei boschi, in piazza, vicino alla panchina dove gli altri ragazzi lo prendono in giro; il dolore vuole bene al suo padrone ed è un dolore docile con il quale condividere ogni cosa.
Un giorno il padre del bambino decide di affidargli anche il suo dolore, che tuttavia è molto diverso perchè aggressivo nei confronti degli altri, infatti, il dolore del bambino appena lo vede si nasconde e inizia a tremare. Questa novità destabilizza un poco le abitudini del bambino che, nel frattempo, aveva incontrato una bambina sottile che è diversa da tutte le altre, che sembra avere una sensibilità simile alla sua e sembra capirlo. A volte, per riuscire ad andare alla casa della bambina sottile, che si trova vicino alla ferrovia, il bambino porta con sè anche il dolore del padre. Succedono molte cose, il bambino diventa un uomo e scopre le parole e la scrittura e attraverso delle lettere rimane in contatto con la bambina sottile. Le parole sanno diventare un rifugio e sanno far affrontare in modo diverso il dolore che ora non è più un fedele seguace, bensì è presente ma non con la costanza di un tempo. L'amore per le parole dona una nuova vita al protagonista, come l'amore per le persone, difatti la bambina sottile, in una lettera, scrive "le lettere possono essere come l'acqua per i fiori." Le parole possono curare il dolore che, tuttavia, non sparisce perchè se non fosse presente nella vita non si riuscirebbero a cogliere sfumature che sono importanti, addirittura vitali.
Un libro che ha il coraggio di parlare del dolore e di raccontarlo, rendendo così chiaro al lettore che è inevitabile convivere con il dolore ma, col tempo, si trova il modo di conviverci meglio.
Un libro che parla di come l'amore può curare il dolore e di come anche le parole possano aiutare nello scoprirsi diventati da bambini a uomini.
Un libro che è pura poesia ma che racconta la realtà della vita.
Voto 10

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