sabato 29 novembre 2014

Saturday's Book


"- E che cosa diceva tua nonna? -

- Che il segreto della felicità sta nel trovare il lavoro giusto, meglio ancora se nel tuo lavoro aiuti gli altri, e nell'incontrare la persona giusta con cui condividere la vita.-"



Oggi, cari lettori, ho deciso di partire da una frase che ho sottolineato durante la lettura del libro di cui a breve vi parlerò. Si tratta di "Meno cinque alla felicità" di Virginia Bramati edito dalla casa editrice Mondadori da pochissime settimane.

Sono davvero contenta oggi di potervi parlare di questo romanzo e non solo perchè la sua storia mi ha conquistata. 
Probabilmente, per chi mi frequenta da qualche tempo, il nome dell'autrice risulterà familiare, proprio perchè, qualche mese fa, vi avevo parlato del primo romanzo "Tutta colpa della neve! (e anche un po' di New York)" della simpaticissima Virginia. 
Ebbene, l'autrice e io ci siamo conosciute virtualmente e, con mio immenso piacere, lei ha deciso di farmi avere il suo secondo romanzo e potete immaginare la mia emozione quando mi sono ritrovata nella buca delle lettere una busta gialla con impressa sopra la scritta "contiene libro". E' stata davvero una bellissima sensazione e non finirò mai di ringraziare Virginia, che mi ha dato questa opportunità. L'affetto che mi lega alle parole e ai libri è tale da rendermi totalmente felice quando mi viene regalato un libro, figuriamoci quando è la stessa scrittrice a spedirtelo. Gioia indescrivibile.


La protagonista di questo romanzo è Costanza Moretti, giornalista che lavora per uno dei più importanti giornali finanziari di New York "Economia & Diritto Oggi", e donna che vive una relazione non conveniente con il suo capo, Pierluigi Tacconelli. Una situazione sconveniente perchè Pierluigi non è molto interessato a Costanza; è lei stessa a rendersene conto quando, a distanza di cinque giorni da Natale, comunica al suo compagno di ritornare in Italia e di passare le festività con la sua famiglia, a Varate. Pierluigi le propone un monologo che non arriva al cuore e Costanza si sente ancora più sicura della decisione presa. 
Tuttavia, il motivo per il quale sta tornando a Varate, non è semplice da spiegare poichè non tutti lo comprenderebbero e sarebbero comprensivi. Il fatto è che suo padre, Pietro Moretti, soprannominato la Roccia, è morto ma lei riesce ancora a parlare con lui. Nonostante la notizia possa destare incredulità - avete letto proprio bene - Costanza comunica col padre e si è abituata a farlo mentalmente, proprio per non destare ulteriori sospetti. 
E' stato proprio Roccia a chiedere a Costanza di tornare a Varate per Natale. Il motivo lo deve ancora scoprire pure lui ma, al tempo stesso, è consapevole del fatto che sua moglie e sua figlia Eleonora non sanno come organizzare tutti i preparativi per il Natale e hanno bisogno di un aiuto.
Uno degli impegni che Pietro ripete spesso a Costanza è il menù di Natale che, come piatto forte, prevede Oca arrosto con mele nerette. 
Le oche, appunto, sono animali con cui Costanza non va molto d'accordo, è come se ci fosse un'antipatia di fondo, e il continuo puntualizzare del padre sul fatto che dovrà non solo avvicinarle, bensì anche ucciderle, non le rende la vita facile.
Una volta arrivata a Verate, Costanza si rende conto di quanto le cose non vadano bene: la madre ed Eleonora hanno deciso di non festeggiare il Natale, con comprensibile incredulità dell'intelligente Nuccia e dell'imprevedibile Gabriele, nipoti di Costanza. La mitica Trattoria Moretti non è decorata, non c'è traccia della festività che si sta avvicinando, aveva ragione Roccia: c'è un assoluto bisogno di Costanza.

Dunque, la nostra protagonista stila una lunga lista di cose da fare ma, come se non bastasse, trova un'ulteriore sorpresa. La sua stanza è stata affittata a un uomo di cui non si sa molto, se non il nome: Andrej. Costanza, preoccupata per il nuovo coinquilino che si aggira per casa sua e, ammettiamolo, un po' seccata dal fatto di non ritrovare la sua camera pronta ad accoglierla, tenta l'impossibile cavillo giuridico per sfrattare il misterioso Andrej, arrivando a chiedere aiuto a Sassi e il suo fidanzato, Max Bauser - protagonisti del primo romanzo dell'autrice -, arrivati a Varate per trascorrere il Natale insieme alla famiglia di Annalisa.

Riuscirà Costanza a riportare il Natale nella Trattoria di famiglia a soli cinque giorni da Natale e, contemporaneamente, a capire chi è Andrej e ad avere la sua stanza libera? 

Tutte queste risposte non ve le posso dare io, ma ve le darà il romanzo quando sarà tra le vostre mani. Io posso solo aggiungere che ci saranno delle sorprese enormi e che la neve, con la sua magia e la sua purezza, sarà la cornice ideale per questo romanzo natalizio.

Da sempre ho la convinzione che i libri entrino nella nostra vita proprio quando ne abbiamo bisogno e che le librerie siano una sorta di farmacia, dove ogni libro è un antidoto per l'anima. Ebbene, con questo romanzo ne ho avuto un'ulteriore conferma.

Da più o meno un anno, sono abituata a scrivere un pensiero sulla prima pagina bianca di ogni libro che leggo e, questa volta, di ritorno da una passeggiata fredda e serale, ho scritto queste parole, ritrovando poi il riscontro delle nuvole e della magia della neve in questo romanzo. Coincidenze che non fanno che confermare quanto i libri possano essere parte della vita di ognuno di noi.
Inoltre, negli ultimi anni, a Natale, vengo travolta da una spruzzata non di neve, ma di malinconia e questo libro, proprio mentre ci avviciniamo alle feste natalizie, mi ha dato nuovamente la speranza, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto vedere come la vita può cambiare in pochissimo tempo, anche solo in cinque giorni, mi ha fatto capire che siamo in tante a porci la fatidica domanda "Succederà mai anche a me?". 

E' proprio questo il libro di Virginia, un libro natalizio che ci abbraccia, come fosse un maglione caldo da indossare la sera della Vigilia. Ci abbraccia e ci dice di non aver paura, perchè la speranza è l'unica cosa che ci sarà sempre, oltre alla famiglia.
E' un libro che dovete leggere, perchè vi darà nuovi spunti sulla felicità e sulle verità che contano davvero nella vita di ognuno di noi.
E' un libro che vi farà accogliere in maniera diversa - senz'altro più piacevole - il Natale e vi donerà parole dolci e di sollievo, di cui tutti abbiamo sempre bisogno, soprattutto in questo momento, in cui sembrano succedere tanti fatti preoccupanti.
E' un libro che non vi deluderà, in qualunque periodo dell'anno deciderete di leggerlo. Il mio consiglio però è di affrettarvi!

Voto 10






1 commento:

  1. Succederà mai anche a me? è un ritornello per me, me lo ripeto spesso. L'autrice non la conosco e non garantisco che io riesca a leggere queste pagine in questo periodo (sai che sono molto molto presa dal Natale), però magari prima o poi... Potrei propiziare la neve! E anche la felicità, no?

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