venerdì 3 giugno 2011

Riflessi, si riflette?


Oggi, mentre MemoriaRem tornava a casa, era immersa nelle parole di un libro.
Non so ancora dire se sia appassionante o rilassante, certo è che alcune frasi mi sono sembrate interessanti. E ve ne voglio riproporre alcune:

"Quella mattina, ho visto il suo sguardo riflesso dal finestrino. Mi guardava. Ci siamo incontrati lì, su quel vetro che, in trasparenza, riusciva a catturare le nostre immagini. E lì, nell'incontro dei nostri visi specchiati, ho scoperto che è molto più intimo uno sguardo incrociato di uno diretto. Come se si venisse scoperti a rubare qualcosa. Come se quella superficie in realtà rendesse trasparente anche un volere fino allora taciturno."
("Il giorno in più" di F. Volo)

Il vetro appannato di un autobus freddo e dall'odore di mattina può diventare una nuova dimensione per incontrare le persone.
Per catturare gli sguardi di sconosciuti.
Per imparare a conoscere le persone a partire dai dettagli, dagli accessori, dai modi di fare.
Quanto affascinanti possono diventare gli spostamenti con i mezzi pubblici?...
Si possono incrociare persone singolari, persone che apparentemente non ci dicono nulla ma che, osservandole giorno dopo giorno, riescono a comunicarci il loro essere.
Il loro essere al mondo.
Ma se in un vetro si possono incontrare gli altri, in un vetro possiamo incontrare anche noi?..
Riflettendoci in un materiale trasparente riusciamo a conoscere meglio noi stessi? Forse! Questo forse è troppo importante per avere una risposta immediata e diretta.
Dunque proviamoci!
MemoriaRem attende risposte! :)

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