mercoledì 22 giugno 2011

Quando la vita è un esame..





Iniziati gli esami di maturità per quasi 500.000 studenti: tutti pronti (o quasi) a dimostrare, con fatti e parole, di essere maturati sia dal punto di vista culturale sia da quello personale, a mio avviso forse il più importante.
Cosa vuol dire essere maturi?
Avere 18 anni. Essere responsabili. Sapere ciò che è giusto e ciò che invece è sbagliato. Avere progetti per il futuro. Coltivare passioni. Fare nuove esperienze.
Tutte cose giuste, ma manca qualcosa: conoscere se stessi.
Questa, secondo MemoriaRem, la vera sfida dell'esame di maturità.
Ci sono autori che hanno capito l'essenza della loro vita e la propongono in un'opera, in un romanzo, in una semplice poesia.
Mi viene in mente Leopardi che, in quel favoloso componimento quale è "L'Infinito", diceva:

-Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
De l'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminato
Spazio di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo, ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e 'l suon di lei. Così tra questa
Infinità s'annega il pensier mio:
E 'l naufragar m'è dolce in questo mare. -

In poche righe le emozioni della vita: ricordi, nostalgia, ammirazione. Quiete silenziosa, confronto tra ciò che ci circonda e noi stessi, comparazione tra la morte e il presente. La dolcezza che racchiude il dolore.

Se si riescono a cogliere le più sottili sfumature, allora si può dire di conoscere l'autore e un pezzetto del suo mondo. Ma il mondo di un poeta non può essere tanto diverso da quello di un uomo; ogni cosa sarà più profonda, più studiata, ma il concetto sarà lo stesso.
La malinconia e la vergogna che Leopardi prova per il suo aspetto fisico rimanda alla difficoltà che ognuno di noi ha nell'accettarsi così com'è.
E così la solitudine morbosa di Pascoli sembra quasi intuire quel dramma familiare della perdita di un padre.
In ogni stile di scrittura si racchiude un messaggio.
Sta al maturando, oggi, leggere tra le righe la vita degli autori, della politica e della storia, e da qui approfondire le sue opinioni e trarre le sue conclusioni.
E chissà che davanti a quel foglio, tempestato di parole, qualcuno non intraveda le righe della propria vita.
A questo servono gli esami. A capire lo scopo che ci siamo scelti e a dimostrarlo.
Come ho letto in un libro:
"Le risposte importanti sono scritte tra le righe dei libri e devi essere tu capace di leggerle! "

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