mercoledì 2 dicembre 2020

Saturday's Book

"Mi hanno sempre appassionata le storie, con le loro contraddizioni, le immancabili cadute, i tentativi di rialzarsi, la fatica di cambiare, e tu non cadevi mai, non litigavi mai, splendevi e basta. Però non eri più variabile. Col tempo sei mutata in stella fissa. Sempre più lontana, e pallida."


Cari lettori,

sarebbe dovuta essere la recensione del sabato, come d'usanza, tuttavia le regole sono fatte anche per essere infrante ed ecco la recensione che arriva, a sorpresa, a metà della settimana. Sono felice di aver incontrato Silvia Avallone nelle pagine del suo nuovo libro "Un'amicizia" pubblicato per Rizzoli; un romanzo che è davvero potentissimo, per la qualità di scrittura, per i temi affrontati, per le emozioni e le riflessioni che questa lettura ti lascia addosso soprattutto una volta conclusa.

Silvia Avallone ci porta nella vita di due ragazze, apparentemente tanto diverse, ma destinate a incontrarsi. Elisa viene da Biella e ha alle spalle una famiglia disastrata: il padre è una figura pressoché inesistente che Elisa vede in rare occasioni; la madre non è esattamente una figura responsabile, e il fratello Niccolò è un punk. Per quanto strana, questa famiglia a tre sembra aver raggiunto il proprio equilibrio, quando l'ennesimo colpo di testa della madre si concretizza in un trasferimento nella cittadina di T, dove abita il papà di Elisa. I due genitori vogliono ricominciarsi e vogliono provare a essere, insieme ai loro figli, una famiglia felice. Questo cambiamento per Elisa è una ferita; si trova in una nuova città, non conosce nessuno e tra poco inizierà il liceo. All'inizio trova conforto nel frequentare la biblioteca, poi incontra Beatrice, quella che diventerà la sua migliore amica anzi, l'unica amica che abbia mai avuto. Beatrice viene da una famiglia borghese, è curata, bella, ha sempre gli occhi di tutti puntati addosso: per ammirarla e per giudicarla, mai per conoscerla. Beatrice ed Elisa sono così differenti: la prima è spregiudicata e capace di intravedere il futuro, innamorata delle foto di cui capisce il potenziale; la seconda è affezionata ai libri, alle parole, vorrebbe fare la scrittrice ma non lo ammette nemmeno a se stessa. Beatrice ed Elisa diventano l'una il mondo dell'altra: si completano, si aiutano, comprendono cosa l'una può insegnare all'altra. Infatti, se Elisa impara a truccarsi, a vestirsi in modo più femminile, Beatrice impara a essere vera, a non nascondersi, almeno con Elisa. Come in tutte le amicizie, anche in quella tra Elisa e Beatrice ci sono luci e ombre e, proprio quando si affacciano al mondo degli adulti arriva l'addio, doloroso e inaspettato. Le loro strade si dividono; Elisa diventa una ricercatrice di Italianistica all'università di Bologna, mentre Beatrice diventa una star del web, diventa Beatrice Rossetti: tutti la seguono sui social e, solo guardando le sue foto, pensano di conoscerla, di sapere chi è, ma l'unica a conoscere la vera identità di Beatrice, tenuta nascosta al pubblico, è Elisa. Quello che è stata, Beatrice lo vuole tenere segreto e, il modo migliore di celare un segreto è non raccontare. Elisa però tredici anni dopo aver detto addio a Beatrice, inizia a scrivere la loro storia. Perchè decide di farlo? Perché dopo tredici anni Beatrice si riaffaccia alla vita di Elisa: riceve una telefonata inaspettata, imprevista, come quel dolore che sembrava sepolto e invece è ancora là, ancora vivo, sotto la cenere. A quel punto per Elisa scrivere, raccontare quello che è stato, rivivere ciò che ha vissuto diventa necessario: perché quando la vita arriva non si può far altro che viverla, anche attraverso le parole.

Forse la storia di “Un'amicizia” appartiene un poco a ognuno di noi: forse tutti abbiamo avuto un'amicizia come quella di Elisa e Beatrice, ma non tutte le nostre vite sono state raccontate. Tuttavia è proprio questo il miracolo della letteratura: parlare dell'universale rendendolo unico. E Silvia ci riesce, alla grande, nel primo romanzo in cui parla dell'adolescenza ma anche dell'età adulta. Sono pagine che non temono di affrontare nessun argomento e, nel mondo in cui siamo, dove gli occhi vedono ma non si soffermano, Silvia ci regala due personaggi che incarnano esattamente questo: Beatrice è l'immagine, mentre Elisa la parola. Eppure esistono entrambe, hanno una loro vita autonoma, ma hanno conosciuto anche una vita legata, indissolubile. Quello che ha scritto Silvia Avallone è un romanzo che non conosce mezze misure: ci si ritrova ad avere fame di questa storia, a girare le pagine, a sottolineare le frasi, a fare le orecchie alle pagine. Tutto questo semplicemente perché Silvia Avallone sa raccontare la vita e i lettori lo sanno, per questo la aspettano. 




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