"La gente è noiosa e sogna poco.
Per fortuna c'è chi compensa.
I ragazzi sognano anche a occhi aperti"
Cari lettori,
oggi vi voglio parlare di un romanzo sorprendente, che mi ha convinto fin dalle prime pagine. Si tratta di "Giaguari invisibili" prima opera del giovane Rocco Civitarese pubblicata dalla casa editrice Feltrinelli. Non capita spesso di assistere a esordi di questo livello e fin da ora vi consiglio di fidarvi di queste pagine perché non ve ne pentirete.
Attraverso un romanzo corale, Civitarese racconta l'età che sta vivendo: l'adolescenza. I protagonisti, diciottenni e all'ultimo anno di liceo, affrontano il momento che segna l'ingresso nel mondo degli adulti. Sono ragazzi animati dai loro sogni, dalle speranze per il futuro, dalle sfide ma, al tempo stesso, devono anche misurarsi con le frustrazioni e i possibili fallimenti.
E' proprio un fallimento che dà il via a questo racconto: Pietro, infatti, non ha superato il test di ammissione alla facoltà di medicina. Si trova con una spina in gola a osservare la graduatoria e a trovare il suo cognome tra i non ammessi.
Poi la narrazione si sposta nel tempo e torna a un anno prima, mostrando i personaggi in una Pavia movimentata.
Troviamo Pietro impegnato nello studio degli Alpha Test, Golia che possiede i numeri per diventare un talentuoso giocatore di basket e Giustino che vorrebbe fare il fumettista. E poi ci sono le ragazze, come Anna e Lucilla, che fanno sognare i loro coetanei anche se non sono facili da capire, quasi avvolte da un velo di mistero.
Attraverso un romanzo corale, Civitarese racconta l'età che sta vivendo: l'adolescenza. I protagonisti, diciottenni e all'ultimo anno di liceo, affrontano il momento che segna l'ingresso nel mondo degli adulti. Sono ragazzi animati dai loro sogni, dalle speranze per il futuro, dalle sfide ma, al tempo stesso, devono anche misurarsi con le frustrazioni e i possibili fallimenti.
E' proprio un fallimento che dà il via a questo racconto: Pietro, infatti, non ha superato il test di ammissione alla facoltà di medicina. Si trova con una spina in gola a osservare la graduatoria e a trovare il suo cognome tra i non ammessi.
Poi la narrazione si sposta nel tempo e torna a un anno prima, mostrando i personaggi in una Pavia movimentata.
Troviamo Pietro impegnato nello studio degli Alpha Test, Golia che possiede i numeri per diventare un talentuoso giocatore di basket e Giustino che vorrebbe fare il fumettista. E poi ci sono le ragazze, come Anna e Lucilla, che fanno sognare i loro coetanei anche se non sono facili da capire, quasi avvolte da un velo di mistero.
Civitarese regala al lettore un affresco genuino e vero di un momento tanto cruciale nella vita di ogni individuo. E' il momento in cui ci si mette totalmente in gioco, quello in cui si compiono delle scelte e, dunque, si è liberi. Ed è questo uno degli aspetti che più si respira in queste pagine e i protagonisti insegnano al lettore quanto sia importante e vitale essere liberi di essere sé stessi. Anche se etichettati come generazione "veloce", sono ragazzi che non hanno nemmeno timore di prendersi del tempo per riflettere e per parlarsi, lo dimostra l'acuta scelta narrativa dell'autore di dar voce anche ai pensieri dei propri protagonisti. Il ritmo incalzante della scrittura, la capacità di dar voce a più personaggi, il talento di descrivere sia ritratti maschili che femminili, sono solo alcuni degli ingredienti che rendono il libro di Civitarese un ottimo esordio.
Ho avuto la fortuna di conoscere Rocco Civitarese alla Libreria Arcadia di Rovereto e di presentare il suo romanzo insieme a Giorgio Gizzi.
Molti sono stati gli argomenti affrontati, cominciando dal talento per la scrittura che il giovane autore aveva già dimostrato ottenendo una segnalazione al Premio Campiello Giovani e al Premio Calvino. Di Civitarese colpisce, oltre alla penna e alla capacità di governare la trama, il modo in cui affronta l'adolescenza, ribadendo più volte che si deve pensare il suo romanzo come frutto della cerchia di adolescenti che frequenta. Civitarese non è dunque uno scrittore che parla di ciò che non conosce, bensì racconta proprio di quello che sta vivendo, senza generalizzazioni. "Giaguari Invisibili" è senza dubbio un libro in grado di arrivare ai lettori di ogni età: a chi sta vivendo l'adolescenza e a chi l'ha già vissuta e vuole ricordare col sorriso quegli anni. Rocco Civitarese è un ragazzo con le idee chiare: sa che nel suo futuro la scrittura non potrà mancare ma non diventerà la sua professione. Ora deve affrontare la maturità, proprio come i protagonisti del suo libro, ma se le prossime presentazioni lo porteranno vicino alle vostre città, non fatevi perdere l'occasione di conoscerlo.
Voto 10
![]() |
Rocco Civitarese mentre presenta "Giaguari Invisibili"
presso la Libreria Arcadia di Rovereto
|
Molti sono stati gli argomenti affrontati, cominciando dal talento per la scrittura che il giovane autore aveva già dimostrato ottenendo una segnalazione al Premio Campiello Giovani e al Premio Calvino. Di Civitarese colpisce, oltre alla penna e alla capacità di governare la trama, il modo in cui affronta l'adolescenza, ribadendo più volte che si deve pensare il suo romanzo come frutto della cerchia di adolescenti che frequenta. Civitarese non è dunque uno scrittore che parla di ciò che non conosce, bensì racconta proprio di quello che sta vivendo, senza generalizzazioni. "Giaguari Invisibili" è senza dubbio un libro in grado di arrivare ai lettori di ogni età: a chi sta vivendo l'adolescenza e a chi l'ha già vissuta e vuole ricordare col sorriso quegli anni. Rocco Civitarese è un ragazzo con le idee chiare: sa che nel suo futuro la scrittura non potrà mancare ma non diventerà la sua professione. Ora deve affrontare la maturità, proprio come i protagonisti del suo libro, ma se le prossime presentazioni lo porteranno vicino alle vostre città, non fatevi perdere l'occasione di conoscerlo.
Voto 10


Nessun commento:
Posta un commento
Ora tocca a te, lasciami un commento!:)