sabato 22 aprile 2017

Saturday's Book

"Sette anni fa siamo tornate a vivere a Roma per fingere che il passato non sia esistito. 
Luoghi diversi, che non portino il peso di quello che è stato, 
per far crescere la mia bimba lontana dalle violenze compiute e subite. 
Ma è come se il passato aleggiasse al di là dello spazio, 
si infilasse perverso negli attimi che avremmo preferito riservare alla gioia."


Cari lettori,
oggi vi racconto del romanzo "La figlia femmina" esordio letterario di Anna Giurickovic Dato edito dalla casa editrice Fazi a gennaio. 
Sarà una recensione diversa dalle altre, più ricca per voi, perchè ho avuto il piacere di ascoltare e conoscere l'autrice ieri sera, alla presentazione che ha tenuto presso la Libreria Arcadia di Rovereto. 
Il tema di questo romanzo non è facile, ma già da questo si riesce a capire la determinazione della giovanissima Anna - classe 1989 - che non si è fatta intimorire dai possibili pregiudizi e per sei anni ha studiato come realizzare il suo libro che, fin dalle prime pagine, parla di un incesto. Anna si rende conto di come la letteratura in questi anni non abbia curato il tema della violenza domestica tanto quanto il mondo del cinema e, dopo i diversi fatti di cronaca avvenuti nel nostro Paese - tra i tanti ricorda quello della piccola Fortuna Loffredo - è ancora più convinta della tematica e del significato che le sua storia racchiude. 

Le primissime pagine sono quelle in cui si racconta l'episodio di violenza che Giorgio, diplomatico colto, commette ai danni della piccola Maria, sua figlia. In quelle che seguono, invece, si parla delle conseguenze derivanti da questo accaduto. La voce narrante, per la maggior parte del romanzo, è quella di Silvia, la mamma di Maria, una donna fragile, con molte insicurezze, affettivamente dipendente dal marito Giorgio, uomo sicuro che, apparentemente, sembra essere riuscito a chiudere in gabbia il segreto mostruoso con cui convive. Il lettore, tuttavia, non viene travolto solo dai drammi, bensì viene a conoscenza anche di esperienze quotidiane di questa famiglia: ci sono viaggi, ci sono giornate al mare, c'è la nonna che viene a trovare la sua nipotina. 
Maria ha conosciuto solo l'amore del padre - l'amore violento -  che le fa credere di essere amata solo se si mostra in modo ambiguo, quasi giocando tra sensualità e sessualità. Maria inizia così a manifestare questa sua percezione con i coetanei ed è proprio per taluni atteggiamenti equivoci della bambina che le sue maestre chiedono di parlare con Silvia. La madre, che inconsciamente percepisce qualcosa di insolito nel comportamento della figlia, non vuole accettare le domande delle insegnanti che, per lei, sembrano essere un giudizio. Il tempo scorre, fino a quando un altro fatto sconvolge la vita delle due protagoniste. Per questo lasceranno Rabat, città che ha ospitato il loro passato, e torneranno a Roma, alla quale affidano il loro futuro. 
Tuttavia non basta cambiare città per cambiare vita, ovunque andranno Silvia e la sua bambina porteranno dentro di sè il loro vissuto. A Roma Silvia sta reinventando la sua vita, mentre Maria ha rinunciato a tutto: alla scuola, alle amicizie, al sorriso, a uscire di casa. Non ha rinunciato però allo scontro con la madre che diventa ancora più evidente quando conosce Antonio, il nuovo compagno di Silvia. E' qui che il passato riaffiora prepotentemente nel presente e Maria si trasforma e si propone ad Antonio con quell'atteggiamento ambiguo - l'unico che conosce - noncurante della presenza della madre. Viene spontaneo chiedersi come mai Maria si comporti in questo modo, forse che voglia punire la madre per non essersi accorta di quello che ha dovuto subire durante l'infanzia e dunque non vuole che abbia nessun'altra figura maschile accanto? L'unico modo per scoprirlo è correre in libreria e immergersi nelle pagine di questo libro che, vi assicuro, vi terranno col fiato sospeso fino alla fine. 
Anna Giurickovic Dato insieme a Giorgio Gizzi libraio dell'Arcadia

Quello che propone Anna Giurickovic Dato è un romanzo attento alla psicologia di ogni personaggio e puntuale nel ricomporre traumi che esistono realmente nella nostra società: c'è il trauma della vittima, il trauma della madre, che non ha saputo cogliere i segni della malattia del marito perchè lui era la radice della sua vita e se la perfezione di Giorgio cede, allora è tutta la sua vita a non avere più un senso e, infine, c'è il trauma sociale ovvero il non voler parlare dell'accaduto. Tutto questo è reso in modo molto veritiero grazie alla scrittura classica di Anna che non sfocia mai in volgarità. Con questa sua opera, l'autrice sfata anche il pregiudizio che vede le violenze domestiche protagoniste solo in contesti poveri, infatti, la famiglia di Maria non conosce la povertà materiale nè culturale. La vicenda di cui Anna parla è inventata ma, toccando temi che spesso leggiamo sui quotidiani, ogni aspetto è supportato da statistiche e studi precisi che lei stessa ha condotto, anche per interesse personale, per lungo tempo. Medesimo procedimento è stato utilizzato per le ambientazioni, di cui nutre la resa con molta precisione, sia per quella di Roma, pur conoscendola, sia per quella di Rabat, omaggio che Anna ha dedicato a un'amica che ha abitato per qualche anno in Marocco.
"La figlia femmina" non è passato inosservato alla critica letteraria italiana ed è stato tra i libri proposti al Premio Strega 2017 ma non è entrato nei dodici finalisti annunciati giovedì alla manifestazione milanese Tempo di Libri.
Un esordio certo importante quello di Anna Giurickovic Dato che è molto interessante non solo per l'attenta scelta della tematica affrontata ma anche per la cura e la delicata attenzione che rivolge ai suoi personaggi.
Non lasciatevela scappare perchè, sono certa, ne sentiremo parlare ancora.

Voto 8

2 commenti:

  1. Un bell'esordio, speravo in un finale più estremo, ma pazienza, il talento dell'autrice è comunque indiscutibile!

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  2. Brava Marta, bellissima la recensione e anche il resoconto della presentazione.
    I posti in prima fila vanno sfruttati anche per fare le foto per il blog!

    ;)

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