sabato 14 marzo 2015

Saturday's Book

"Solo quando vengono a mancare, ci accorgiamo di quanto erano piantate nelle nostre vite persone e cose. A volte basta la scomparsa di un logoro segnalibro, l'usatissimo cucchiaino da caffè o un banale oggetto qualunque a metterci in crisi. Ma quando li avevamo sottomano non ci facevamo caso, pareva non esistessero. Li usavamo come quando si pronuncia una parola che esce dalla bocca e si dissolve nell'aria."


Il libro di oggi "Una lacrima color turchese" di Mauro Corona, edito dalla casa editrice Mondadori, è una delle letture con cui ho concluso il 2014 ma, tra una pagina e l'altra, non avevo ancora trovato il modo giusto per parlarvene. Lo faccio ora perchè, nonostante la storia sia ambientata nel periodo di Natale, il segreto che racchiude è un consiglio che vale in ogni parte dell'anno e, aggiungerei, della vita. 

Ci troviamo in un paesino di montagna, uno di quelli in cui tutti si conoscono, uno di quelli in cui l'inverno nevica molto. Si sta avvicinando il Natale e, come vuole lo spirito della festività, le persone diventano più buone, dimenticano le arrabbiature, i vecchi rancori, chiudono tutte le negatività in un sacco e se ne dimenticano, almeno per qualche giorno. I preparativi fremono e in ogni casa si prepara l'albero e si tirano fuori le statue del presepe. Tuttavia, accade un fatto strano: il giorno di Natale le statuine del Bambin Gesù scompaiono da tutti i presepi del paese. Per prime se ne accorgono due mamme che accusano i loro figli del furto, perchè su queste cose non si scherza. Mentre il tempo passa, la voce della scomparsa del Bambin Gesù si sparge e si viene a conoscenza che il Bambin Gesù manca in moltissimi presepi, non solo in quello delle due donne, bensì in quelli di tutto il mondo. 
Cosa può aver determinato una tale situazione proprio il giorno di Natale? 
La popolazione pensa a dei ladri mentre intervengono teologi, satanisti ed esperti che si interrogano sull'accaduto ma nessuno riesce a dare una risposta plausibile a ciò che sta succedendo. Non passeranno molti giorni che un altro evento sconvolgerà le vite dei fedeli. Molti iniziano a prendere le distanze da questi fenomeni, iniziano a tirarsi indietro, a pensare che la faccenda non riguardi loro. E invece ciò che sta accadendo riguarda tutti, nessuno escluso. Perchè col tempo si è rafforzata l'idea che il Natale è il periodo più bello dell'anno, perchè si ricevono doni, perchè si fa festa, perchè le portate a tavola sono di più, e nessuno sembra più rivolgere la giusta attenzione a quel Bambin Gesù e al simbolo che rappresenta. 

"Ma certe parole, anche se non rimangono nel loro passaggio possono scarnificare. Quelle lo avevano fatto a colpi di roncola."

Mauro Corona, con questa favola ci vuole mettere in guardia, ci vuol far riflettere, come d'altronde fa in ogni suo libro. Natale non è ricevere, ma dare. Natale non è donare, ma donarsi. Natale non è luci e canzoni, ma anche silenzio e buio, come il cielo di notte. Natale non è un regalo sotto l'albero, ma un abbraccio sentito col cuore. Natale non è addobbare casa, ma addobbare la vita con se stessi. Natale non è non avere tempo per fare i regali, ma donare il proprio tempo come regalo. Natale non è un giorno di dicembre, ma ogni giorno dell'anno.

Un libro che ci aiuta a capire quale sia lo spirito del Natale e come vada vissuto, non solo a dicembre, ma ogni giorno. Un libro da regalare e da conservare, da leggere e rileggere.

Voto 10

1 commento:

  1. Bello! Sono parole preziose da custodire e mettere in pratica... ogni giorno.

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