venerdì 25 aprile 2014

25 aprile


Questo 25 aprile quest'anno voglio ricordarlo così



Il cannone è una sagoma nera contro il cielo cobalto 

ed il gallo passeggia impettito dentro il nostro cortile 

se la guerra è finita perché ti si annebbia di pianto 

questo giorno d'aprile 


Ma il paese è in festa e saluta i soldati tornati 

mentre mandrie di nuvole pigre dormono sul campanile 

ed ognuno ritorna alla vita come i fiori dei prati 

come il vento di aprile 


E la Russia è una favola bianca che conosci a memoria 

e che sogni ogni notte stringendo la sua lettera breve 

le cicogne sospese nell'aria il suo viso bagnato di neve 


E l'Italia cantando ormai libera allaga le strade 

sventolando nel cielo bandiere impazzite di luce 

e tua madre prendendoti in braccio piangendo sorride 

mentre attorno qualcuno una storia o una vita ricuce 

e chissà se hai addosso un cappotto o se dormi in un caldo fienile 

sotto il glicine tuo padre lo aspetti 

con il sole d'aprile 


E' domenica e in bici con lui hai più anni e respiri l'odore 

delle sue sigarette e del fiume che morde il pontile 

si dipinge d'azzurro o di fumo ogni vago timore 

in un giorno di aprile 


Ma nei suoi sogni continua la guerra e lui scivola ancora 

sull'immensa pianura e rivela in quell'attimo breve 

le cicogne sospese nell'aria, i compagni coperti di neve 

E l'Italia è una donna che balla sui tetti di Roma 

nell'amara dolcezza dei film dove canta la vita 

ed un papa si affaccia e accarezza i bambini e la luna 

mentre l'anima dorme davanti a una scatola vuota 


Suona ancora per tutti campana e non stai su nessun campanile 

perché dentro di noi troppo in fretta ci allontana 

quel giorno di aprile.

(Quel giorno d'aprile di Francesco Guccini)

2 commenti:

  1. Ciao cuoricina, chissà se ti ricordi di me, io spero di sì!
    Non trovavo più l'indirizzo del tuo blog... Ma ora l'ho salvato tra i preferiti!

    Ti abbraccio forte forte,
    Lyla.

    RispondiElimina

Ora tocca a te, lasciami un commento!:)