Un anno fa, a quest'ora, stavo leggendo l'Ulisse di Joyce e pensavo che non avrei mai letto libri più voluminosi di quello e invece adesso sono qui a combattere con le ultime giornate del Decameron, che non fanno che tenermi in trappola tra una Firenze appestata e i luoghi in cui mi portano le varie novelle.
Un anno fa avevo l'ansia della maturità, di come sarebbe andata, di come l'avrei affrontata. Mi chiedevo se sarei rimasta vittima della mia emotività o se invece sarei riuscita a controllare le mie ansie e la mia preoccupazione e sarei stata in grado di affrontare tutto con il sorriso, con la razionalità e, se possibile, con tranquillità. Alla fine è andata alla grande. Ho saputo scrivere un tema su Magris, autore che avevo vagamente sentito nominare a qualche notiziario [mea culpa], ho confermato - per l'ultima volta - il mio odio verso i numeri, verso quella materia che non è mai stata in grado di capirmi. E io di capire lei. Ho stupito me stessa per il fatto che entrando nell'aula dell'orale - mentre mia mamma mi ascoltava - a me non tremavano le gambe, la voce era ferma e la mente sapeva cosa doveva fare e il cuore, invece che battere all'impazzata, faceva il tifo per me e mi supportava.
Un anno fa pensavo che non ce l'avrei fatta a entrare all'università, che la preoccupazione e la novità mi avrebbero giocato brutti scherzi. Avevo paura di non riuscire a relazionare con gli altri, per la mia timidezza. Avevo paura che studiare sarebbe stato difficile, ma avrei avuto dalla mia parte la passione, quella che mi lega alle parole, alla letteratura, ai libri.
Ora posso dire che tutto questo non è che un ricordo. Che l'atmosfera che si respira in facoltà è ottima, che ho trovato delle amiche, che il primo esame è andato bene. Ma che l'ansia per quello che sto preparando inizia a farsi sentire.
Un anno fa pensavo che il #duemilacredici sarebbe stato l'anno della svolta, della novità, della speranza. E in un certo senso lo è stato. Questi mesi mi hanno regalato tanto e, anche se queste ultime settimane non sono proprio come avrei voluto, fa lo stesso. Quanto prima girerò la pagina, forse verserò qualche lacrima, ma tutto potrà iniziare di nuovo.
Un anno fa pensavo di non farcela, che lo stress mi avrebbe giocato qualche scherzo, che la tesina non sarebbe mai venuta come volevo io, che l'interrogazione di fisica e matematica sarebbe stata un incubo da dimenticare. Ora che è passato tutto questo, posso dire a me stessa che sì, io ce la posso fare. Non importa se a volta cado, se mi trovo a terra. Quel che importa è che poi so rialzarmi e dare il meglio di me, sempre.
In questo anno ci sono state tante persone che mi sono state accanto e che non ringrazierò mai abbastanza per quanto hanno fatto.
C'è mia madre che mi incoraggia sempre, che mi sprona e mi tranquillizza, che accetta persino ogni mio consiglio in quanto a letture e scritture.
C'è mio padre che mi consiglia quali programmi letterari guardare, che mi racconta cose nuove mentre prepariamo da cena oppure mentre beviamo il caffè e lui si gusta la sua inseparabile sigaretta.
C'è mio fratello che spesso non c'è, ma che quando c'è si sente.
C'è mia sorella che ha undici anni ma è alta come me [cosa mangiano le generazioni d'oggi?], che mi racconta le ultime scoperte della scienza che ha sentito a SuperQuark.
Poi ci sono le amiche liceali, che mi hanno strigliata quando stavo troppo sui libri, soprattutto quelli di matematica, che mi strappavano sorrisi quando i voti mi mettevano il malumore, che mi facevano ridere quando stavamo insieme. Ci sono le amiche liceali anche ora che siamo all'università e ogni tanto ci si ritrova in qualche facoltà, oppure nelle aule studio, oppure davanti a un aperitivo o una cioccolata calda.
Poi c'è Otta, con la quale ho trascorso la maturità a distanza, tanto che il giorno dopo il suo orale mi ha preparata per matematica facendomi correggere tutto il tema dell'esame. Mi ha assistito minuto per minuto, mentre lei era al mare e io la assillavo pure lì, mentre stavo facendo il countdown per il mio orale [sono imperdonabile, lo so]. Ma soprattutto c'è stata anche dopo, quando stavamo in spiaggia e parlavamo del futuro vicino e di quello lontano. C'eravamo anche quando io ho compiuto vent'anni e lei stava facendo uno dei test più importanti della sua vita. Ci siamo anche ora, tra un esame e l'altro, tra un imprevisto e l'altro.
E poi ci sono quelle amiche che non pensavo di trovare, perchè quando ho aperto un blog, mica sapevo che su internet si possono anche trovare delle amiche, con la A maiuscola.
Grazie a Elisottola che sa sempre trovare le parole giuste, che sa starmi accanto anche se ci divide mezza Italia, che è come se fosse qui, accanto a me sul divano, nonostante i chilometri che non ci hanno fatto ancora incontrare. Grazie ai suoi #sempredidomenica che mi hanno fatto sorridere e scoprire cose nuove molte volte, facendo tornare il sole nelle domeniche passate sui libri, quando magari fuori pioveva.
Grazie a Serena che è un esempio di studentessa appassionata, scopritrice di nuove letture e ha un cuore d'oro.
Grazie a Giulia che è sempre presa da mille lavori ma trova sempre il momento giusto per farsi sentire, proprio quando ne hai bisogno.
Grazie a Chiara che supporta le ansie da esami di una matricola, lei che oramai è una dottoressa affermata, che mi fa sognare l'odore del mare ogni volta che parla della sua casa.
Grazie a Eli, che con le sue foto mi fa scoprire nuovi dettagli, ma io latito troppo e non riesco mai a dirglielo.
Grazie a Claudia, a Little Miss Book, a Maris e a tutti gli altri che mi sto sicuramente dimenticando.
Questo è stato anche un anno di libri, ce ne sono stati tanti, in totale 60, ma mi limito a scriverne 12 che mi hanno accompagnata in questo #duemilacredici.
"Mandami tanta vita" di Paolo Di Paolo
"Nessuno si salva da solo" di Simona Sparaco
"L'amore graffia il mondo" di Ugo Ricciarelli
"La verità sul caso Harry Quebert" di Joel Dicker
"La Piramide del caffè" di Nicola Lecca
"Marina Bellezza" di Silvia Avallone
"Stoner" di John Williams
"Il turno di notte lo fanno le stelle" di Erri De Luca
"Di tutte le ricchezze" di Stefano Benni
"Quattro etti d'amore, grazie" di Chiara Gamberale
"Io prima di te" di Jojo Moyes
"Una questione privata" di Beppe Fenoglio
Un grazie alle parole che mi accompagnano ogni giorno, ogni momento e che mi sanno capire sempre.
Grazie a Zelda was a writer che ha inventato un fantastico progetto con #worlds e grazie a Elisottola per avermelo fatto scoprire in tempo. Non avessi partecipato mi sarei proprio persa una grande opportunità.
Grazie alla canzone "En e Xanax" di Samuele Bersani che eleggo #canzonedellanno perchè è un balsamo per le ferite, una bellissima storia d'amore. Una canzone che fa capire che la vita è una poesia.
"Se non ti spaventerai con le mie paure, un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle. In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore.
E su di me puoi contare per una rivoluzione.
Tu hai l'anima che io vorrei avere."
PS: scusate per la lunghezza di questo post, ma 12 mesi sono lunghi! ;)

Che spettacolo di duemilacredici, cara Marta! Hai scritto un bellissimo resoconto di un anno altrettanto meraviglioso e ti auguro di cuore che il 2014 sia all'altezza dei tuoi sogni e delle tue aspettative!
RispondiEliminaTi voglio bene, amica! E ti abbraccio fortissimo, sei stata una presenza preziosa in questo 2013!
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EliminaEro io (con i miei soliti casini di account come sempre!)
EliminaGrazie te, Marta! E' bello passare a trovarti :-)
RispondiEliminaBuon anno nuovo ricco di soddisfazioni e gioia!!!
Ti ringrazio e ricambio l'augurio Maris!
EliminaMi ritrovo un sacco nelle tue parole, rivedo me ormai 4 anni fa. Sono sicura che sei più forte e più in gamba di quello che pensi :)
RispondiEliminaHo scoperto ora il tuo blog e sono davvero contenta di essere passata a trovarti!
Ti mando un abbraccio e un grosso in bocca al lupo per il 2014 :)
Benvenuta Alessandra e grazie per queste tue parole! :)
EliminaIn bocca al lupo anche a te per questo nuovo anno! :)
Remmina? Pronta per dire un gran bell'addio al 2013? Io si, decisamente! Spero che tu stia bene!
RispondiEliminaChe grande anno Marta! Sei stata in grado di VIVERLO alla grande!
RispondiEliminaTi auguro che il 2014 sia ancora meglio!
Un abbraccio :)
Grazie Marta, per la mensione e tutto il resto.
RispondiEliminaCapisco bene le tue ansie proprio perchè ci sono passata.
I nostri 2013 sono stati molto simili, anche se segnati da eventi diversi. Abbiamo entrambe chiuso percorsi vecchi ed intrapreso dei nuovi, con tuttò ciò che questo implica.
Ho l'ansia io, ancora, anche adesso che ho raggiunto quello che era il mio obiettivo del periodo. A volte penso che la paura di non farcela mi possa accompagnare sempre, in ogni caso.
Con ritardo, ma penso valgano sempre, auguri a te per un 2014 che ti possa regalare ogni giorno uno stupore diverso, bello e indimentimenticabile.
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