martedì 30 aprile 2013

Un post che sarebbe dovuto essere #robedamaturandi....invece no

Un post che si sarebbe dovuto intitolare #robadamaturandi 
e invece parlerà di tutt'altro, 
perchè talvolta MemoriaRem non sa parlare 
d'altro che di scuola, di maturità e 
si dimentica di respirare, di riprendere fiato. 

Sono le sei di domenica mattina.
La sveglia suona, come tutti i giorni, ma stavolta suona anche per un motivo speciale, per un motivo in più. 
Non me ne ricordo subito, talmente sono ancora assonnata.
Abbandono il mio comodo giaciglio e vado a preparare il caffè. Esigenza primaria a quest'ora.
Attendo il segnale della moca e poi mi ritrovo a sorseggiare questo nettare, capace di destarmi.
Mentre la caffeina entra nel mio corpo e faccio colazione, mi raggiunge mamma.
Appena alzate non parliamo. 
Il silenzio e i nostri gesti ci fanno compagnia, insieme a quello che rimane di Morfeo nei nostri occhi.
Quando ci siamo lavate la faccia con litri di acqua fredda siamo sveglie, forse anche troppo.
Infatti io inizio a parlare, un po' a random, passando da un argomento all'altro.
Poi siamo pronte.
Babbo ci accompagna alla stazione, gli occhi un poco nostalgici, ma felici per noi, soprattutto per me.
- Almeno prendi un po' d'aria, senza libri intorno - mi dice, ma non sa che nella borsa ho il libro di storia dell'arte e due romanzi pronti per ogni evenienza.
Io e mamma montiamo sul primo treno: destinazione Bologna centrale. 
Mi siedo al mio posto e poi penso a Chiara, a quando ci racconta dei suoi viaggi e delle persone che incontra. Chissà se pure io troverò qualcuno di interessante, qualcuno da osservare, qualcuno con cui scambiare qualche parola. Qualcuno da sbirciare, mentre mi nascondo dietro a un libro.
Di fronte a me c'è una ragazza, avrà più o meno l'età di mio fratello. Nella sua borsa c'è tutta la sua vita.
Dalla musica al cellulare, dai libri universitari all'acqua da sorseggiare ogni tanto, quando la gola si secca.
Lei ha gli occhi di chi vuole scoprire il mondo, di chi è stanco, ma la curiosità vince su tutto. 
Lei è una di quelle senza il telefonino sempre sott'occhio, non è vittima della tecnologia, ma ammira il paesaggio che scorre davanti al finestrino. 
Io leggo il mio romanzo della settimana, lei sottolinea le dispense universitarie scritte in inglese.
Arriviamo a Bologna e scendo insieme a mamma.
-Tra mezz'ora abbiamo l'altro treno, vieni che ti faccio vedere dove è stato fatto l'attentato anni fa - 
Avere una madre insegnante significa questo: tenere allenati occhi, cuore e cervello.
Usciamo dalla stazione e realizzo solo ora che siamo a Bo - lo - gna. 
-Mamma una volta dobbiamo venirci a Bologna: è la città di Serena!- 
Lei sorride e mi guarda come fossi una bambina e avessi appena scoperto l'acqua calda. 
Le piace vedermi così, al settimo cielo, mentre realizzo e scopro nuovi pensieri.
Vedo la targa in memoria della strage e leggo i nomi, le loro età.
Il mio viso assumerà la stessa espressione di quando saprò della sparatoria davanti a Palazzo Chigi.

Ritorniamo ai binari e saliamo sul treno successivo che ci porterà a Firenze, fermata Santa Maria Novella.
Stavolta siamo in business class: ci sentivamo importanti
- Chissà se ci daranno da bere, dato che ho finito l'acqua - mi dice mamma
- A me basta ci sia il bagno - rispondo io, che l'acqua e il caffè della mattina si facevano sentire.
Così lascio la mamma ai nostri posti e mi dirigo verso la toilette. 
Nel senso contrario vedo arrivare un ragazzo sui 30 anni. 
Capelli lunghi, mossi. Belli. Barba di alcuni giorni. Occhi scuri. Zaino in spalla.
Lo lascio passare e lui mi ringrazia. 
Torno al mio posto e lo rivedo, proprio seduto vicino a me. Ci separa il corridoio.
Ha in mano una matita e una gomma. Gli occhi fissi su un pentagramma. Scrive musica. 
Prima la pensa e poi la scrive, ci ripensa, la cancella, riscrive qualcosa di nuovo. 
Il fascino del musicista, del pensatore, del sognatore di melodie mi verrebbe quasi da dire. 
Ha delle belle mani. Dita lunghe, affusolate. Unghie curate e lunghe nella mano destra. Suonatore di chitarra.
Stavo giusto riuscendo a sbirciare quanto stava scrivendo ed è ora di scendere.
Parliamo di quanto siano veloci queste freccerosse, vi prego. Nemmeno il tempo di salire che già scendi.

Arriviamo a Firenze e prendiamo il treno per Pisa, stavolta un regionale.
Nella carrozza con noi ci sono alcuni inglesi, una ragazza francese, un irlandese e due pisani.
I miei occhi però erano stanchi e si sono concessi qualche minuto di sonno.

Finalmente arrivate iniziamo a girovagare per Pisa.
Passiamo nella Scuola di Fratello-Rem. Arriva, ci saluta, mi presenta alcuni amici. 
Uscivano da una conferenza stampa, poichè la loro ex rettrice è l'attuale Ministro dell'Istruzione.
Ci tratteniamo poco, ripasseremo quando sarà ora di cena.
Io e mamma andiamo in albergo dopo aver mangiato. 
Siccome io sono una giovane vecchia ho bisogno della pennichella pomeridiana quando viaggio.
Dormiamo per due ore e poi usciamo, obiettivo del pomeriggio:shopping.
Poi in realtà non compriamo nulla, però intanto abbiamo girato un po' e visto che mode ci sono a Pisa.
Torniamo in albergo per prepararci per la cena. 
Andiamo a prendere Fratello-Rem e il suo compagno di stanza e ci dirigiamo al ristorante. 
Io e mamma siamo uguali pure nel magiare e ci prendiamo un risotto agli asparagi.

Finito il pasto, seguito il dolce, ci dirigiamo verso la Scuola. 
Salutiamo il compagno di camera, mentre Fratello-Rem ci accompagna in albergo.
Arrivate in stanza, io e mamma parliamo fino a mezzanotte. Poi non riusciamo ad addormentarci per via dei temporali che si susseguono nella nottata. 
Contando le pecorelle si riesce anche nelle imprese che sembrano impossibili.

La giornata successiva era all'insegna della cultura.
Insieme a mamma abbiamo visitato per bene Pisa, ma non la famosa parte della Torre, bensì la parte più periferica. Abbiamo visto una mostra fotografica davvero memorabile, in cui il bianco e nero degli oggetti diventava tutt'uno con gli occhi del fotografo, capace di catturare momenti unici, strani, personaggi contro corrente. 
Andiamo pure alla Feltrinelli e ci rimaniamo per una buona mezz'ora. 
D'altronde mi conoscete, non posso certo mancare un appuntamento del genere in un'altra città!
Erano i libri a chiamarmi, mica posso essere maleducata, no? 

Arriva l'ora di pranzo, ma prima di dirigersi verso il ristorante, passiamo per il mercatino che c'era sotto i portici. Una bancarella aveva degli anelli stupendi. Mi sono innamorata di uno e ora è qui con me, sulle mie dita. Si è abituato al ritmo in cui mi sposto da un tasto all'altro; all'inizio era un po' spaesato, ora è a casa.
Mangiamo con Fratello-Rem e torniamo a Scuola. 
Vedo la sua camera la prima volta e non mi stupisco del modo disordinato in cui tiene la sua parte, bensì della pazienza che ha il suo compagno di stanza; nemmeno io che sono la sorella ne ho così tanta. 
Ci sono degli uomini che andrebbero fatti santi subito, lui è uno di questi. 

Arriva il momento dei saluti. Mamma e io ci dirigiamo verso la stazione. 
Durante il tragitto ci concediamo un caffè e troviamo forse l'unico bar in Italia che faccia ancora il caffè a meno di un Euro. Mentre camminiamo ci guardiamo intorno e quando vediamo un ragazzo carino ci tiriamo una lieve gomitata. Siamo complici fino a questo punto, fino a che ci piace pure la stessa tipologia di uomo, che poi assomiglia tanto al nostro babbo. 
A quel babbo che, dopo cinque ore di treno, viene al binario a prenderci.
Ci guarda, ci sorride, ci abbraccia, prende la valigia.
Ed è il suo modo di dire Bentornate a casa. 




11 commenti:

  1. Ciao Mawta (nuovo soprannome...)!
    Ma che bello questo resoconto! A Pisa non sono mai stata, però mi ispira...
    Mi sa che hai staccato la spina, in questi giorni, almeno un po'! E aspetto le recensioni dei libri letti in treno...
    baci
    minerva

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  2. Oh bhè, secondo me pensare ai viaggi della nostra Chiara ti ha fatto bene! Anche il tuo non è stato per niente male. Il fascino del musicista l'ho percepito da qui. Mi sa che se io e te andassimo in giro insieme ci daremmo gomitate per gli stessi uomini, come fai con la tua mamma. Ormai l'abbiamo capito che i nostri gusti si somigliano.
    Quando ho letto Bologna c'ho pensato subito a Serena! Non avevo idea che da Trento a Pisa bisognava fare tutto questo giro.
    Com'è la nuova ministra, che dice tuo fratello? Speriamo bene, ha uno dei ruoli più importanti per me. Anche se io a questo governo farei fare pochissimo. Tipo, la legge elettorale. E per me può pure bastare così.
    Ti potrei spedire un pacco di asparagi, sai? Qui se ne trovano in quantità industriali quest'anno, con tutta la pioggia che c'è stata...Io però non li vado a cercare, perché non mi piacciono. Se devo mangiarli li mangio, ma se posso scegliere, evito.

    Adesso dimmi: quanti (e quali) libri vi siete portate a casa da Pisa tu e la mammaRem? :)

    Un bacione, in bocca al lupo per la terza prova!!!!

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  3. Oh che bella sfacchinata! E' bello poter fuggire! Hai fatto bene a dedicare un po' di tempo a pensare ed a scrutare il viaggio! Torna sempre utile, poichè, hai anche la possibilità, di sfagarti e staccare la spina per qualche ora/giorno/mese/anno (ok dipende che viaggio si fa!). E così, eri in quel di Pisa eh... A trovare anche FratelloRem, ebbene, brava!!! Ai fratelli fa sempre piacere ritrovare qualche affetto dopo che manca dallo stesso tetto sotto il quale viveva prima!

    Sono andata anni fa a Pisa e, purtroppo, non mi ha colpita molto. Più che altro l'ho trovata un po' vuota. Ho visto un sacco di "spazio inutilizzato" ed avrei voluto riempire quei buchi, perchè così non mi piaceva, però ovviamente starci in giornata è un conto, viverci è decisamente un altro e poi cambi idea per forza perchè scopri un sacco di particolari mai notati prima...un po' come me a Torino. Ho imparato a girarmela da sola ed ora filo come un treno (non di trenitalia, ovviamente) e lo stesso vale per i posti che hai occasione di vedere così, di sfuggita...

    Sei stata bene però, ed è questo l'importante.

    Ti ringrazio per i complimenti! In questo weekend o al massimo lunedì cercherò di fotografare una farfalla. Ho scoperto che, un tipo particolare, si posa sempre sui lillà. Non l'avevo mai notato prima, l'ho scoperto due giorni fa osservando Budino che si era appostato sul paletto del cancello ad aspettare che qualche insetto cadesse per rincorrerlo... Risultato? E' stato li sopra per un'ora buona e niente di fatto xD, ebbene, come dicevo, un tipo di farfalla si ferma per un bel po' di tempo sui lillà. Non avevo la bridge con me quindi non ho potuto farle una foto...ma adesso che lo so, beh, non mancherò! Vorrei che nascessero tantissimi papaveri... E vorrei buttarmici sopra felice... ma dovrò attendere senz'altro. (sempre se spuntano i papaveri...)

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  4. Bella la mia città eh!!! (Sì.. sto in provincia di Pisa... !! ;) )

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    1. Ma davvero? Non sapevo!
      Comunque si, è carina come città ma non l'ho visitata perfettamente! ;)

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  5. Mi associo anch'io a Eli.. che libri hai compratoo a Pisa? e cos'hai letto in treno?<3

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    1. Cara Minerva,
      dovrò impressionarti stavolta. Non ho comprato nessun libro! Mannaggia a me, non facevo che trovarne di bellissimi, ma avrei fatto la fine di una compratrice compulsiva, fidati! In treno invece ho letto il romanzo che recensisco domani, alimento la tua curiosità!
      Un abbraccio

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  6. Ehiiiiiiiii! Ma quanto è bello questo post, da 1 a 10?! Io dico 11 e non se ne parla più :)
    Alla fine mi sono anche commossa, ritrovando nel gesto della valigia anche quello che fa il mio papà quando mi viene a prendere in stazione, dopo un viaggio ben più breve del tuo, ma che a lui deve sembrare molto più lungo. Però sono rimasta sorpresa da una cosa, e non posso non dirtela, perchè non so se ridere della mia idiozia o preoccuparmi di un eventuale Alzheimer precoce...Ma questo fratello, c'è sempre stato?! Io non lo sapevo, Marta!!! Ma che testa ho??? Come posso essermi dimenticata un "dettaglio" del genere?! Puoi riempirsmi di insulti, però spiegami che fa a Pisa tuo fratello! Poi ti spiegherò perchè mi interessa Pisa :)
    Da Trento a Pisa, sulla carta geografica sono 2 puntini così vicini, e invece guarda che giro! Sono contenta che sei passata per Bologna, e che hai visto il piccolo grande dettaglio della strage della stazione (che meraviglia le mamme prof! quando Giulia è venuta a trovarmi, ne sapeva più lei di me, mi ha detto che è quasi deformazione professionale che colpisce tutte le figlie di mamme prof, che sembrano in gita anche quando sono in vacanza!!!).
    Sono contentissima, poi, di leggere di questo viaggio, anche se il libro di arte te lo avrei voluto tirare in testa! Ma ti pare?! Sei bravissima, Marta, mica c'hai bisogno di trascinarti dietro troppa cultura :)
    Che hai comprato alla Feltrinelli? Oh, comunque ce n'è una anche a Bologna, proprio sotto le 2 torri, se volessi visitare pure questa :) :)
    Un bacione

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  7. TI ho già chiesto su twitter della terza prova, ma sono certa che si a andata benissimo. Memoria rem non si fa certo bloccare da queste sciocchezze :)

    Che bello questo viaggio che hai raccontato, con i tuoi occhi ma anche un pò con quelli della tua mamma. E' il primo anno fuori casa per tuo fratello? Cosa studia? dai che l'anno prossimo verranno a trovare te :) E' bello vedere la complicità che condividete, devo dire che la riconosco nel rapporto della mia capricciosa mammina. Non sai quanto vorrebbe rivedermi in questo momento, si vede proprio che le manco!

    Aspetto notizie liete!

    un abbraccio

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  8. Avevo letto questo post pochi giorni dopo che l'hai pubblicato, ma riesco a commentare solo ora (starò diventando noiosa con questa promessa ad ogni commento?)

    Mi sono sentita lusingata dal fatto che tu abbia pensato a me appena salita sul treno. I viaggi sono momenti particolari, delicati, da vivere bene e sapere che qualcuno ha pensato a me proprio in questi attimi, mi fa sentire importante. Grazie!

    Pisa è una bellissima città. Ci studiano due mie grandi amiche, ma sono andata a trovarle una volta sola purtroppo. Tu dove andrai dopo la maturità? Hai deciso o ancora ci devi pensare?

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    1. Cara Chiara,
      ma tranquilla per i commenti, quando vuoi sono qui, non scappo! ;)
      Davvero, mentre guardavo i visi dei viaggiatori mi sono tornate alla mente le parole e i racconti dei tuoi ritorni a casa o alla città in cui studi. Mi colpiscono sempre anche perchè sei brava con le storie!

      Non so proprio cosa farò dopo la maturità!
      Probabilmente dormirò!

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