Cari lettori,
un altro fine settimana si avvicina ed eccoci qui con un nuovo consiglio per le vostre letture.
Dato che questa primavera sembra arrivare, perchè non andare al parco, sedersi sotto l'ombra di un albero e iniziare a leggere il libro che da tempo tenete sul comodino?
Questa settimana, ahimè, non mi sono fatta sentire molto ma rimedierò quanto prima, magari iniziando proprio da questa recensione.
Dunque pronti per immergervi in un mare di parole?
Il libro di cui vi parlo oggi è "Mia è la vendetta" di Friedrich Torberg, nella mia edizione edito dalla Casa Casa Editrice Zandonai nell'anno 2010. Dovete sapere che ho conosciuto questo libro grazie a un incontro, tenutosi nella mia scuola, ove i responsabili di questa casa editrice sono venuti a parlarci del mondo dell'editoria e dunque dei libri. Potete certo immaginare la mia sorpresa quando ho scoperto che a pochi passi da casa aveva sede questa casa editrice!
" E' un grande libro,
doveva essere scritto!
Certo, quando lo si legge, il mondo
sfuma nella tenebra...
ma così, e non altrimenti,
dev'essere."
Max Brod
E' una giornata di novembre del lontano 1940 e ci troviamo nel New Jersey.
La nebbia e il freddo sembrano quasi accarezzare il molo in cui i nostri due protagonisti si incontrano.
Il primo aspetta amici provenienti dall'Europa, il secondo attende, oramai da tempo inesorabile, settantacinque persone.
I due si incontrano e il più giovane inizia a parlare timidamente con l'altro.
Qualche breve scambio di battute, poi segue un monologo, una storia, il racconto di una vita, di un ricordo.
"Cercherò comunque di raccontargliela, la mia storia, e con grande cautela."
Lo straniero inizia dunque a raccontare una parte della sua vita passata, una di quelle esperienze che, una volta vissute, rimangono indelebili, non si cancellano, poichè scritte con l'inchiostro; con quello che ti marchia e rimane sulla pelle, visibile, ogni giorno.
L'uomo ha vissuto nel campo di concentramento di Heidenburg.
Un lager abbastanza tranquillo, fino all'arrivo del comandante Wagenseil, che subito si fa conoscere per le sue doti punitive, per il suo disprezzo verso la razza non ariana, per il suo carattere fermo e agghiacciante.
Egli è colui che inizia lo sterminio ebraico e il modo in cui lo fa è a dir poco mostruoso.
Egli sceglie casualmente un uomo e lo conduce con sè, per interrogarlo.
Gli altri della baracca, dopo qualche giorno, apprendono la notizia che il compagno, sfiancato dalle torture, decide di togliersi la vita.
Il primo a fare questa fine è il vecchio professor Rosenthal.
Poi tocca a Simon.
Poi tocca al terzo.
All'interno della baracca cresce la tensione, il terrore.
Gli uomini si chiedono cosa sia meglio per loro, se ciò che sta accadendo loro sia giusto, oppure sbagliato, se ci sia una via d'uscita oppure l'unico modo di affrontare questa situazione sia l'arrendersi alla propria sorte.
"Non ci odiano per quello che facciamo. Ci odiano per quello che siamo."
Le opinioni degli uomini si differenziano.
Alcuni, come il candidato rabbino Joseph Aschkenasy, pensano che debbano affrontare il loro destino, certi che il Signore farà propria la loro vendetta; altri pensano sia meglio reagire, ora.
Un giorno il nostro protagonista si offre volontario all'interrogatorio.
Wagenseil accetta la cosa, ma a lui non spetta certo un trattamento diverso dagli altri.
Durante le ore di tortura, nonostante il capitano lo inviti a uccidersi con la pistola, egli chiede di poter morire nella baracca.
Sentendo le parole di Wagenseil, che paragona gli ebrei agli Untermensch, inizia a riflettere, a pensare alle diverse posizioni prese dai suoi compagni riguardo ciò che stanno vivendo.
"Noi confidiamo sempre solo nella vendetta divina, sempre solo, sempre di nuovo, sempre ancora, da millenni. Aschkenasy vi ha detto: questa è la nostra vittoria e per tale motivo siamo ancora in vita. Bene, noi siamo ancora in vita, ciò non si può negare. Ma da dove ci nasce la convinzione che altrimenti non saremmo più in vita? Da dove sappiamo che non è proprio per questo, perchè non abbiamo mai pensato di fare altro, che da millenni dobbiamo invocare la vendetta divina?
Mia è la vendetta, dice il Signore."
Un libro di cui non vi svelo il finale, perchè sarebbe come rovinarvi un regalo.
Un libro talmente intenso che rimane nel cuore, negli occhi, nella mente.
Un libro che fa riflettere sul passato, sul presente, ma anche sul futuro.
Un libro che tutti dovrebbero leggere e avere tra gli scaffali della propria libreria.
Voto 10

Quella che ti scrive mentre c'è ancora Monti da Fazio.
RispondiEliminaE sta per addormentarsi, ma no, non lo farà, perché deve scriverti.
Quella che adesso smette di parlare in terza persona, che è meglio. :)
Grazie al cielo è appena entrata la Lucianina!!!
Ma che belle le parole di quella canzone dei Modà che ti hanno fatto pensare a me, in effetti ci calzano a pennello Martola! Sai che non sapevo che Checco avesse una figlia? È stata sempre mia cugina a raccontarmi che si chiamava Gioia. Pensa un po'!
Adesso devo scappare. Torno a leggere questo saturday domani. Adesso c'è il pigiama che mi aspetta, insieme al medico in famiglia.
#faibeisogni
ciao marta! non so se ho avuto già occasione di chiedertelo, ma, già che sei nel pieno dei dubbi post-maturità, hai mai pensato di buttarti nell' editoria??? Un bacione
RispondiEliminaQui, in questo postaccio, è primavera inoltrata, ma la vuoi sapere una bella notizia? Dicono che da sabato tornano le piogge -.-'' ed io poi non mi devo incazzare. Ho tutti gli alberi da frutta fioriti e se torna l'acqua me li rovina tutti quei bei fiori -.-'' Ah che nervi.
RispondiEliminaSorrisi sparsi durante la giornata ne ho, anche perchè in palestra non posso non sorridere, ma ho anche molti momenti no, ieri ho anche pianto, in qualche modo dovevo alleggerirmi... ce la posso fare!
Tu come stai?
Guarda, hanno detto al tg che tutti quei soldi raccolti per la ricostruzione della città non sono mai giunti a destinazione. Bello schifo. Eppure ci sono tanti di quegli sprechi che si potrebbero evitare, e quando c'è una cosa buona da fare, tutto passa in cavalleria... ma che schifezza... Intanto i politici girano in autoblu mentre in Abruzzo tantissima gente spera di poter tornare alla normalità quanto prima...che amarezza..
Oh sì, mia cugina è Modà-dipendente in questo momento. Anche troppo per i miei gusti, mi rincoionisce più che altro. Hai visto che erano ad Amici sabato? Hanno cantato con Greta! Lei mi piace un sacco. Tu per chi fai il tifo, hai deciso il tuo preferito? Secondo me comunque vincerà Moreno. Il rap non è un genere che conosco e che amo, ma secondo me lui è un fenomeno, non so proprio come faccia a inventarsi le parole in tre secondi. Boh! #èungenio
RispondiEliminaAscoltavo Monti, ma nel frattempo ero davanti al computer però...altrimenti ciao! Avrei girato sicuramente!
Prima stavo seguendo un po' Piazza pulita, poi ho messo sul rai 3, non sapevo ci fosse La grande storia, parlavano di Pertini...wow, che presidente. Adesso hanno interrotto per via di Boston. Comunque mi chiedevo se sarà mai possibile eleggere un presidente almeno brutta copia di Pertini. Tu che dici? Che preferenze hai? Io ancora non lo so. Ti dico chi non mi piace: la Finocchiaro, D'Alema, Amato, Marini, Emma Bonino. Mi sa che al momento spero che le quirinarie dei grillini vengano vinte da Rodotà, ho letto un po' di cose su di lui e mi sembra uno in gamba. Lo preferisco agli altri, anche se non lo conosco molto. Vediamo un po' come va. Preferirei che il presidente della repubblica lo eleggessimo coi grillini piuttosto che col PDL. Avrebbe poco da gridare al golpe Berlusconi se tutti avessero votato un presidente senza i suoi. Sarebbero i 2/3 comunque.
Sono curiosa di vedere chi esce fuori comunque e prego notte e giorno che non sia D'Alema (!!!).
Un bacio
#faibeisogni
ciao marta! già! ti ci vedrei molto!!!
RispondiEliminagrazie mille ma - come dire? - cerco motivi per tirarmi un pò su nonostante nulla si muova all' orizzonte.
bacio