sabato 7 luglio 2012

Saturday's Book

Carissimi lettori,
una nuova e afosa settimana estiva è quasi giunta al termine e, come ogni sabato, anche oggi voglio proporvi una mia lettura.
Come probabilmente vi avrò già detto, io sono dell'opinione che non siamo noi a scegliere i libri, bensì siano loro che ci scelgono. Nonostante questa mia convinzione, devo ammettere che, quando scelgo un libro, la copertina riveste molta importanza; dal primo impatto si possono intuire già molte cose che poi si andranno a scoprire scrutando le pagine interne.

Come potete vedere dall'immagine qui a lato, la copertina di questo romanzo è alquanto particolare, insomma, cattura immediatamente l'occhio. Forse per i colori, oppure per le linee che si intrecciano nel titolo.
Il romanzo di cui vi parlo oggi, come avrete già capito, è "Il gioco dell'angelo" di Carlos Ruiz Zafòn, uno scrittore spagnolo che mi aveva già piacevolmente entusiasmato con il suo primo libro dedicato a questa trilogia "L'Ombra del vento" di cui troverete qualche dettaglio in più nella mia breve recensione.

Appena sfoglierete queste pagine vi ritroverete in una Barcellona di inizio Anni Venti, ma non certo da soli, bensì in compagnia del protagonista, un giovane David Martin verso il quale il destino non è certo stato clemente. Non ha mai conosciuto la madre e il padre, sopravvissuto alla guerra, non è certo un modello.
Il più delle volte rientra a casa completamente ubriaco ma, cosa che fa più soffrire David, è contrario alla sua passione: la lettura.
Il piccolo protagonista, infatti, non scorderà mai il giorno in cui suo padre, contrariato da questo suo interesse, arriverà persino ad aggredirlo.
Dopo la morte del padre, egli instaurerà un particolare feeling con il proprietario della "Libreria Sempere e Figli", che lo aiuterà svariate volte, soprattutto con i libri.
Nel frattempo David trova un posto di lavoro nel giornale locale soprattutto grazie alla raccomandazione del suo protettore, Pedro Vidal, con il quale legherà molto.
Inizia così la carriera letteraria del nostro protagonista che, insieme ad una piccola casa editrice, riesce a pubblicare un raccontato a volumi dal titolo "La città dei maledetti" con lo pseudonimo di Ignatius B. Samson.
Il suo lavoro, seppur iniziato con slancio ed entusiasmo, finisce per rovinargli la vita.
Non esce più di casa, trascura il suo stato di salute e non vede più nessuno.
Ma la colpa non è solo del lavoro; da tempo anzi, da una vita, David è innamorato di Cristina, la figlia dell'autista di Pedro Vidal. Tuttavia scopre che questa ora lavora come segretaria per il suo protettore e che, nel frattempo, si sono pure fidanzati.
E' una condizione che non riesce a sopportare.
David però è un uomo buono, puro e, quando Cristina verrà a chiedergli aiuto, lui sarà pronto a darglielo.
Col passare del tempo la condizione di salute dello scrittore non migliora e, ormai infelice, si rifugia nelle braccia di un editore parigino, un certo Andreas Corelli, che da tempo gli manda biglietti segreti invitandolo a contattarlo. L'editore gli commissiona un'opera sulla religione e, oltre a ricompensarlo con molto denaro, Corelli ridona a David la salute. Improvvisamente le emicranee, le febbri, le nause non esistono più, ogni sintomo cessa e il suo aspetto migliora notevolmente.
Parallelamente a questo, i vecchi editori di David vengono trovati morti e lui, avendo rifiutato di terminare il suo lavoro, viene indagato dalla polizia. Anche David farà le sue indagini e, lentamente, scoprirà che all'ex proprietario della sua casa, l'avvocato Marlasca, era stata commissionata un'opera dallo stesso Corelli; tutti lo credono morto, in realtà, vuole riscattare la sua anima, sacrificando quella del giovane Martin.
Marlasca per arrivare al suo scopo porterà alla morte il proprietario della "Sempere e Figli", mentre Corelli, che si rivela essere un diabolico, farà morire Cristina.
David riesce a uccidere Marlasca, ma verrà condannato a vivere una vita infinita.

Un libro che non mi ha trascinata tanto quanto il primo, ma che sicuramente potrà piacervi.
Un libro che nasconde trame amorose di cui, volutamente, non ho voluto parlarvi.
Un libro che avrà un finale inaspettato, soprattutto per quanto riguarda il seguito del romanzo successivo
dal titolo "Il prigioniero del cielo" di cui vi parlerò prossimamente!
Un libro scritto magistralmente, di cui vi lascio la citazione che più mi è piaciuta.
"La poesia si scrive con le lacrime, i romanzi con il sangue e la storia con le bolle di sapone."

Voto 7 e 1/2

6 commenti:

  1. Un sacco di volte ho avuto la tentazione di leggere "L'ombra del vento", anche perché tutti ne parlano bene. Spero di riuscire a prenderlo e a leggerlo quest'estate!

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  2. "L'ombra del vento" l'ho proprio adorato, ma ancora non mi decido a leggere questo... ho letto diversi commenti negativi, e spero proprio di non rimanerne deluso :(

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    1. Guarda a me è piaciuto di meno ma ciò non vuol dire che non possa piacere a te! Rimane comunque un libro scritto e raccontato bene, forse meno travolgente del primo, ma questa è solo la mia opinione.

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  3. i libri di Zafon mi sono piaciuti quasi tutti, a parte Marina e Il palazzo della mezzanotte...questo è il mio preferito! io darei voto 8.5 per i miei gusti :)
    ciao, Gaia

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    1. Per fortuna non c'è moltissima differenza tra il voto che gli ho dato io e il tuo, altrimenti mi sentirei proprio in colpa. Probabilmente, data la lettura del romanzo precedente, avevo molte aspettative e anzichè dar loro ascolto, avrei dovuto lasciarle perdere. E' sicuramente un bel romanzo, ricco di magia al punto giusto!:)
      Grazie per essere passata Gaia, a presto!:)

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