mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 2012

Oggi dedico questo post ai caduti della Seconda Guerra Mondiale e a chi ha sacrificato la sua vita per il bene di un Paese che si è liberato da un regime inutile e accecato dall'odio.
Un Paese, il nostro, che avrebbe bisogno di ricordarsi quanto si può fare insieme, collaborando e non evadendo, rispettandosi e non essendo schiavi della corruzione.


Cari amici,
dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. Per abituarci a vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo nei nostri mali. Qui sta la nostra colpa: come mai, noi Italiani, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola? che cosa abbiamo creduto? creduto grazie al cielo niente, ma in ogni modo ci siamo lasciati strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata, moralmente e intellettualmente. Questa ci ha depredato e questo è il lato più roseo io credo. Il brutto è che le parole e gli atti di quella minoranza hanno intaccato la posizione morale, la mentalità di molti di noi. Credetemi la “cosa pubblica” è noi stessi. Al di là di ogni retorica, constatiamo come la cosa pubblica sia noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro mondo insomma.
E se ragioniamo il nostro interesse e quello della cosa pubblica finiscono per coincidere. Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante. Perchè da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassioniamo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete voluto più sapere!

Giacomo Ulivi, 19 anni, studente di giurisprudenza.


15 commenti:

  1. Ammiro il ragazzo che ha scritto questa lettera, penso che abbia profondamente ragione.
    Buon 25 aprile

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  2. Ho letto il libro che raccoglieva tutte le lettere dei ragazzi che prima di morire afffidarano gli ultimi pensieri alla carta. Fra questi c'era anche Giacomo.
    A volte mi chiedo come ci siamo ridotti così ? la nostra generazione di giovani è pessima, loro erano così belli e coraggiosi ...

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    1. Penso che la nostra generazione non sia del tutto pessima, forse il marcio prevale sul sano e si rischia di vedere solo ciò che non va bene, ma i pregi ce li ha pure questa di generazione, magari non così evidenti.

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  3. Be post...25 aprile ora e sempre...buona festa della liberazione anche a te!

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    1. Hai ragione! Ricambio gli auguri seppur in ritardo!

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  4. che meraviglia.. che uomini una volta!

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  5. Trovo che i ragazzi siano meravigliosi sempre: quelli di ieri avevano degli ideali tramandati dalla famiglia e dalla scuola. Questi di oggi sono solo più sfortunati perché più soli e diversi dai primi perché la società li ha formati così. Festeggiamo il 25 aprile perché è una festa importante e pensiamo a chi ha dato la vita perché credeva in un ideale. Grazie Marta per questo bel post. Un abbraccio.

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    1. Cara Anthea, da quanto tempo!!
      Concordo con te, ognuno di noi è meraviglioso a suo modo!:)
      Un abbraccio

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  6. Hai scelto di pubblicare una lettera davvero adatta al momento. Non l'avevo mai letta, ma mi trovo d'accordo con lui. Dobbiamo lottare e non scoraggiarci, solo così riusciremo!

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    1. Proviene da un libro che racchiude tutte le lettere dei caduti. E' quella che ho trovato più significativa.
      Un abbraccio!:)

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  7. Ricordo che quand'ero piccola (e in circolazione c'era ancora qualche mammuth, eheheh...) a scuola la maestra ci insegnava ad amare la Patria, ad onorare la bandiera e coloro che avevano perso la vita per essa. Non mi risulta si faccia altrettanto oggidì...

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    1. Penso che ora la palla sia passata a noi studenti, ma riusciamo sempre a coinvolgere tutti!:)

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