Un Paese, il nostro, che avrebbe bisogno di ricordarsi quanto si può fare insieme, collaborando e non evadendo, rispettandosi e non essendo schiavi della corruzione.
Cari amici,
dobbiamo guardare ed esaminare insieme:
che cosa? Noi stessi. Per abituarci a vedere in noi la parte di
responsabilità che abbiamo nei nostri mali. Qui sta la nostra colpa:
come mai, noi Italiani, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di
fronte a qualche vacua, rimbombante parola? che cosa abbiamo creduto?
creduto grazie al cielo niente, ma in ogni modo ci siamo lasciati
strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata, moralmente e
intellettualmente. Questa ci ha depredato e questo è il lato più roseo
io credo. Il brutto è che le parole e gli atti di quella minoranza hanno
intaccato la posizione morale, la mentalità di molti di noi. Credetemi
la “cosa pubblica” è noi stessi. Al di là di ogni retorica, constatiamo
come la cosa pubblica sia noi stessi, la nostra famiglia, il nostro
lavoro, il nostro mondo insomma.
E se ragioniamo il nostro interesse e
quello della cosa pubblica finiscono per coincidere. Appunto per questo
dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più
delicato e importante. Perchè da questo dipendono tutti gli altri, le
condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassioniamo a questo, se noi
non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che
speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Come
vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non
volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete
voluto più sapere!
Giacomo Ulivi, 19 anni, studente di giurisprudenza.

Ammiro il ragazzo che ha scritto questa lettera, penso che abbia profondamente ragione.
RispondiEliminaBuon 25 aprile
Anche se in ritardo, ricambio gli auguri!:)
EliminaHo letto il libro che raccoglieva tutte le lettere dei ragazzi che prima di morire afffidarano gli ultimi pensieri alla carta. Fra questi c'era anche Giacomo.
RispondiEliminaA volte mi chiedo come ci siamo ridotti così ? la nostra generazione di giovani è pessima, loro erano così belli e coraggiosi ...
Penso che la nostra generazione non sia del tutto pessima, forse il marcio prevale sul sano e si rischia di vedere solo ciò che non va bene, ma i pregi ce li ha pure questa di generazione, magari non così evidenti.
EliminaBe post...25 aprile ora e sempre...buona festa della liberazione anche a te!
RispondiEliminaHai ragione! Ricambio gli auguri seppur in ritardo!
Eliminache meraviglia.. che uomini una volta!
RispondiEliminaRagionissimo!!:)
EliminaTrovo che i ragazzi siano meravigliosi sempre: quelli di ieri avevano degli ideali tramandati dalla famiglia e dalla scuola. Questi di oggi sono solo più sfortunati perché più soli e diversi dai primi perché la società li ha formati così. Festeggiamo il 25 aprile perché è una festa importante e pensiamo a chi ha dato la vita perché credeva in un ideale. Grazie Marta per questo bel post. Un abbraccio.
RispondiEliminaCara Anthea, da quanto tempo!!
EliminaConcordo con te, ognuno di noi è meraviglioso a suo modo!:)
Un abbraccio
Hai scelto di pubblicare una lettera davvero adatta al momento. Non l'avevo mai letta, ma mi trovo d'accordo con lui. Dobbiamo lottare e non scoraggiarci, solo così riusciremo!
RispondiEliminaProviene da un libro che racchiude tutte le lettere dei caduti. E' quella che ho trovato più significativa.
EliminaUn abbraccio!:)
Ricordo che quand'ero piccola (e in circolazione c'era ancora qualche mammuth, eheheh...) a scuola la maestra ci insegnava ad amare la Patria, ad onorare la bandiera e coloro che avevano perso la vita per essa. Non mi risulta si faccia altrettanto oggidì...
RispondiEliminaPenso che ora la palla sia passata a noi studenti, ma riusciamo sempre a coinvolgere tutti!:)
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