anche stasera posto tardi, le giornate sono intense, il sole splende e scalda l'aria e questo sbalzo di temperature mi ha procurato un bel raffreddore con i fiocchi. Passo la metà del tempo a soffiarmi il naso e a ricordarmi di non deglutire poichè, nonostante l'assenza delle mie tonsille, ho ancora mal di gola. Mi sono accorta che è molto che non vi sottopongo la mia "Questione di pareri", dunque eccoci qua pronti.
Buona lettura e fatemi sapere!:)
Ripensare a nonno Sen aveva risvegliato in me la nostalgia.
Una lacrima era scivolata lungo la mia guancia, come la rugiada scorre sulle foglie la mattina presto.
Ora non ce l'avevo più con Dio. Avevo superato quella perdita e, forse, la morte del nonno era servita per farmi capire quanto lui fosse importante per me; ma questo lo sapevo già. O forse, guardandomi dal cielo, avrebbe saputo guidarmi meglio e starmi vicino in ogni mia scelta.
Ma nemmeno oggi posso avere la certezza assoluta di queste mie ipotesi, altrimenti saprei che Dio esiste davvero e non sarebbe più un mistero. Io ci credo. Ci sono momenti in cui lo ringrazio, perchè lo sento vicino a me, e momenti in cui mi sembra invisibile perchè non riesce a impedire le disgrazie.
Sen per me non era semplicemente un nonno. Era un uomo, un padre. Un amico, un compagno di giochi. Era da molto tempo che non pensavo a lui. Avevo anche smesso di ringraziarlo per tutto quello che aveva fatto per me, e di questo, me ne vergogno, amaramente. Ma tutto stava cambiando troppo in fretta. Dai banchi di scuola ero stato catapultato nella falegnameria di famiglia.
Dovevo pensare a come finire quella maledetta sedia, tuttavia volevo concedermi ancora qualche attimo di libertà, qualche momento da dedicare a me stesso.
Ma proprio mentre stavo trascorrendo gli ultimi minuti seduto sulla terra, sento una mano che mi tocca la spalla. Il pensiero va, inevitabilmente, a mio padre. Chissà quante me ne sarei sentito: non avevo concluso il lavoro e avevo sprecato tre ceppi di albero.
Era buio. Ho aperto immediatamente gli occhi e mi sono trovato davanti un uomo che non avevo mai visto prima. Indossava abiti eleganti, portava occhiali da sole, un cappello bianco in testa e una sciarpa intorno al collo. Aveva anche un bastone. Ho pensato fosse cieco: era così.
-Ciao Rashid. Come mai sei finito qui? Non dirmi che non ti ricordi di me!- mi disse.
Io ero frastornato, lo guardavo con gli occhi assopiti. - No, scusi, non la riconosco. Ci conosciamo?-
-Ma Rashid, mi sorprendi! Vabbè che sono passati anni, ma non ti facevo così smemorato.-
Quella parola “smemorato” aveva riacceso in me qualcosa.
-Ma certo! Professor Aurelio, mi scusi, ma non l'avevo proprio riconosciuta. Come sta, cosa ci fa da queste parti?-
-Faccio la mia solita passeggiata. Qualche mese fa ho avuto un incidente e sfortunatamente ho perso la vista. E' da allora che non posso fare a meno di passeggiare a notte fonda. Dato che non posso più vedere l'ambiente, mi piace poterlo annusare, e quindi immaginare, quando l'intero paese dorme.-
Aurelio era il mio professore preferito. Non era di El Agheila, era arrivato qui da un posto lontano. Ero affezionato a lui perchè aveva intravisto in me qualcosa di speciale; ero il suo allievo preferito, mi piaceva riuscire nelle sue materie.
-Tu piuttosto Rashid, che ci fai fuori da una falegnameria? Credevo volessi arrivare più lontano nella vita.-
-Purtroppo il mondo dei sogni non è quello quotidiano. La bottega è di mio padre. Vuole che impari il mestiere.-
-E tu invece che imparare te ne stai qui seduto a perdere tempo? Forza, andiamo dentro. Ti dirò io come si lavora con il legno.-
Quest'uomo mi stupiva sempre di più, non c'era cosa che non sapesse fare.
Forse, con qualche suo consiglio, avrei apprezzato di più questo lavoro.
Anche se non sembra, il primo giorno di scuola ha i suoi vantaggi: fine lezione alle undici.
Almeno per un giorno potrò pranzare a un'ora decente.
Vado alla fermata, stavolta senza correre e ansimare, e aspetto il mio tram; ora sarà difficile trovare qualche posto libero, ci saranno tutte le signore anziane che tornano dal loro giro in città mattutino. E per diritto di anzianità, ma io preferisco definirla gentilezza, i posti liberi non si occupano. Si aprono le porte e, come avevo previsto, mi tocca stare in piedi. Mentre guardo fuori dal finestrino ripenso a quella giornata speciale.
Forse ho incontrato il professore ideale e le amiche ideali. Manca solo da sistemare l'amore, ma quello per me è sempre stato un'incognita. Non sono come le “ragazze in”; loro mi considerano una “ragazza out”.
Non baso la mia persona sull'aspetto fisico, tendo a nascondere le mie fattezze.
Porto il ciuffo per nascondere i miei occhi dagli sguardi degli altri, ma osservo tutto e non mi faccio sfuggire niente. Da quando sono nata ho paura di farmi conoscere per quella che sono, così mi nascondo, mantengo una certa distanza dalle persone che non mi sopportano, mentre, con quelle con cui si intravede una specie di feeling, instauro un rapporto più profondo. Ed è quello che, senza rendermene conto, sta succedendo con Virginia e Ginevra.
Ora però ho bisogno di rilassarmi. Ho bisogno di rifugiarmi nel mio mondo. Allora cosa c'è di meglio di una buona colonna sonora per questa giornata bizzarra?
Metto le cuffie e inizio a scorrere la lista delle canzoni. Per sbaglio seleziono quella di un cartone animato, ma è proprio di questa musica che ha bisogno il mio cuore. L'armonia e le parole scivolano lente nelle mie orecchie e si dipinge un sorriso sul mio volto. Chiudo gli occhi e mi sembra di essere tornata bambina, quando passavo interi pomeriggi davanti alla televisione e guardavo i cartoni della Disney.
Quelli erano bei tempi: l'innocenza di essere bambini.
Non capisco perchè tutti hanno tanta voglia di crescere. In fondo è così bello essere bambini. Inconsapevoli di essere al mondo.Poi si diventa grandi e la vita non è più un diritto, ma un obbligo. Non ti godi più ogni singolo istante della tua giornata anzi, dai tutto per scontato.
C'è più caos del solito in città. E' dura anche per lei riprendere i ritmi quotidiani.
Semafori che non diventano mai verdi. Automobili che tagliano la strada e non fanno attraversare i pedoni. Motorini a tutta velocità sfrecciano sull'asfalto caldo di settembre. Gli alberi iniziano a respirare troppo metano e cominciano a tingere le loro chiome di giallo e rosso, quasi tifassero Roma. Quasi volessero dare un allarme.
La gente è in fermento. Il tram è completamente imbottigliato nel traffico. Ci metterò più del solito ad arrivare a casa, ma non importa.
E' una vita che aspetto.
Qualcuno.
Qualcosa.




Oh finalmente, Marta! Continuiamo con la splendida storia :)
RispondiEliminaMi incuriosisci sempre più, non vedo l'ora della prossima pubblicazione. :)
E sono sempre più sulle spine se l'incontro tra i due avverrà e se sì come?
Non far passare troppo tempo, mi raccomandooo!!!
Buona serata!
Eri in attesa Melinda? ;) Ammetto di avervi tenuto sulle spine! Sono contenta che ti incuriosisca, ricevere un forte riscontro anche solo da una persona per me è molto importante. Il vero e proprio incontro ancora non l'ho scritto, la scena è molto chiara però. Rashid apparirà in un momento critico della vita di Stella ed entrambi troveranno rifugio l'una nell'altro. Ma proprio mentre tutto sembra andare per il meglio arriverà un nuovo colpo di scena!
EliminaGrazie per il tuo continuo sostegno Valentina!:)
Un abbraccio!
Ciao, eccomi qui...per capire bene di cosa si parlava in questa "Questione di pareri" sono andata a cercare negli archivi del blog le precedenti puntate: complimenti Marta! Ma lo sai che hai un modo affascinante di descrivere i tuoi personaggi e di dipanare le storie?
RispondiEliminaHai 18 anni ma scrivi meglio a mio parere di tanti altri "adulti" che si inventano "scrittori per caso"... Ma tu hai visto quante persone, specie dello spettacolo, finiscono spesso e volentieri per pubblicare libri? Peccato solo che il loro talento per la scrittura è pari a zero o poco più...alla fine fanno leva sul nome che si sono costruiti.
Io anche amo molto scrivere, ho al mio attivo dei racconti e anche un romanzo (risalente però ad una decina di anni fa e che andrebbe rivisto e limato un pò) e vorrei riprendere in mano la penna...pardon, la tastiera del pc, dopo un pò di pausa in qualche modo forzata.
Continuerò a leggere ben volentieri le tue storie, sono ansiosa di conoscere il seguito :-)
Un bacione!
Maris
Eccomi Maris, seppur un po' in ritardo!
EliminaDavvero hai all'attivo un romanzo e dei racconti? Beh mi piacerebbe tanto leggerli direi, dove posso trovarli?
Grazie per aver letto anche le altre puntate e soprattutto per questi splendidi complimenti! Spesso mi capita di non essere sicura di ciò che scrivo, ma credo sia normale. Se però riscontro pareri positivi la felicità e la soddisfazione sono alle stelle! Ancora non ho finito questa storia, sono a quota 39 pagine, il che per me è già un obiettivo grandioso, chiaramente appena avrò del tempo andrò avanti col seguito! La storia è tutta nella mia testa, resta solo trovare le parole giuste per mettere le idee su carta!:)
Ancora mille grazie Maris,
un abbraccio
Cara Marta, il romanzo è da rivedere come ti dicevo, e dei racconti uno solo per adesso sono riuscita a pubblicarlo ma in formato e-book con una piccola casa editrice toscana che tramite la vendita degli ebooks a costi davvero minimi dà l'opportunità anche di fare della beneficenza, con piccole donazioni ad ONLUS come "Famiglie SMA" ad esempio.
EliminaI costi per una "vera" pubblicazione non li posso affrontare attualmente e poi devo risistemare tante cosette per rendere i miei scritti davvero "presentabili". Però "Il viaggio" era finito, semplice, scorrevole, carino ed ho voluto provare a proporlo :-)
Nella barra laterale del mio blog trovi in alto l'immagine della copertina di questo mio racconto e se ci clicchi su ti reindirizza al sito della casa editrice.
Te lo scrivo naturalmente non perchè tu debba acquistarlo, eh! Ma dato che me lo hai chiesto ti ho spiegato come stanno le cose attualmente :-)
Ciao e buona giornata,
Maris
Dimenticavo! So cosa vuoi dire quando parli di una storia che è tutta nella tua mente ma aspetti di trovare le parole giuste per mettere le idee su carta! Succede anche a me :-)
EliminaPrenditi tutto il tempo necessario, queste cose non vanno forzate secondo me, se n rischi di scrivere pagine di cui magari poi non sei convinta.
Perciò lascia che l'ispirazione ti guidi quando è veramente "pronta"!
Riciao!
Darò un'occhiata ai tuoi progetti allora!:)
EliminaChe soddisfazione che deve essere quella di riuscire a pubblicare un libro, spero un giorno di provarla anche io!
Grazie per tutti i tuoi consigli utili e amichevoli, Maris!! :)
Un abbraccio
Ciao come va il raffreddore? A me finalmente è passato sopo oltre 1 settimana! era ora!! :)
RispondiEliminaCiao Francesca! Dai, oramai i pacchetti di fazzoletti sono diventati i miei migliori amici, però gradualmente sto recuperando! Sono contenta tu stia meglio, il primo giorno di lavoro sarà andato alla grande immagino!:)
EliminaDavvero interessante... come al solito! :)
RispondiEliminaMi chiedo: per caso hai un prof (o lo hai avuto in passato) verso il quale nutri una profonda stima? Perché da ciò che scrivi non è la prima volta che percepisco questo!
Cara Claudia,
Eliminaho avuto molte esperienze in quanto a professori.
Particolare spazio ha avuto in me l'idea del professore "Sognatore" che si può trovare nel libro "Bianca come il latte, rossa come il sangue". Questo libro è molto importante per me, sarà perchè l'ho letto in un momento particolare della mia vita, in cui nulla girava nel verso giusto e io cercavo di trovare conforto nella lettura. Ecco, si può proprio dire che io abbia trovato un rifugio in questo romanzo. Forse è anche per questo che dopo la lettura di esso, e dopo aver cambiato scuola, ho avuto la fortuna di incontrare professori completamente diversi dai precedenti. Docenti che prima di tutto sono uomini e donne. Ho dei meravigliosi prof ora, prediligo soprattutto quella di italiano e latino e quello di filosofia e storia. Sono le materie che più mi piacciono e in cui vado meglio. Ho anche un prof di chimica che ha una pazienza senza limiti, tanto da sopportare i miei continui errori e le mie continue domande.
Sì, ora devo dire che nutro molta stima nei miei professori.
Grazie della domanda Claudia! Hai risvegliato in me ricordi non felici, ma soprattutto il riconoscere che si può sempre avere una seconda opportunità!
Ti abbraccio forte!
Ammazza allora siamo in due.. raffreddate.. che palle sta influenza che c'è in giro! grazie cara per i bellissimi commenti che mi lasci! Ti mando un grosso abbraccio sperando che in due eliminiamo sto malessere!
RispondiEliminaCiao Valerie!
EliminaAnche tu contagiata? Io mi sto riprendendo, seppur molto lentamente! Ho sempre a portata di mano pastiglie per la gola e fazzoletti. Dai che in due ce la facciamo!:)
Ma figurati, visitare il tuo blog è un piacere!:)Grazie a te per passare qui invece!:)
Un abbraccio!