sabato 12 gennaio 2019

Saturday's Book

"Non funzionano mai le cose quando si trasportano da
un'epoca all'altra, stanno bene dove stanno e c'è sempre un
motivo per cui i ricordi devono restare nei
ricordi e non venire a disturbare il presente."



Cari lettori,
sono diversi mesi che non scrivo di libri qui, nelle mie pagine virtuali ma, questo devo dirvelo, non ho mai smesso di leggere. Forse non è un caso che io ricominci proprio da qui, proprio da questa storia.
Ho incontrato Nadia Terranova alcuni anni fa, nel suo primo romanzo, Gli anni al contrario, di cui vi avevo parlato qui. Ora Nadia è tornata, e per tornare ha scelto il mese di settembre, quello dove si riprendono le abitudini, quello in cui si torna a vivere dopo essere scomparsi nel mondo delle ferie. Nadia è tornata nel mese dei nuovi inizi, nel capodanno dell'animo ma non del calendario, e non c'era mese più adatto per dare alla luce Addio fantasmi.

Ida, la protagonista, torna a Messina dopo un lungo periodo di assenza. L'arrivo sull'isola ha uno scopo preciso: aiutare la madre nei lavori di ristrutturazione della casa di famiglia. Tuttavia, il loro rapporto e il loro appartamento, da ventitré anni, fanno i conti con un'assenza: quella del padre e del marito. L'uomo - di cui conosciamo il nome tardivamente - è scomparso misteriosamente senza lasciare tracce, senza lasciare un messaggio, senza lasciare il corpo.
Ida bambina aveva visto il volto di Sebastiano - questo il nome del fantasma - tingersi di tristezza; lei, impotente, non era riuscita a fare nulla e si era trovata, improvvisamente, a dover condividere un vuoto inspiegabile insieme alla madre.
Ritornare sull'isola significa affrontare nuovamente il ricordo e il dolore. In quella casa dove il tetto è rotto, Ida deve decidere quali oggetti tenere e quali buttare, quali ricordi conservare e quali, invece, abbandonare.

"La memoria è un atto creativo: sceglie, costruisce, decide, esclude."

E' in questo modo, attraverso la memoria, che conosciamo la vita di Ida, tra passato e presente. La passeggiatammare fatta talvolta con Sebastiano, l'assenza della madre - perché doveva fare anche il lavoro del padre -, l'amicizia con Sara. Il trasferimento a Roma, il lavoro alla trasmissione radiofonica, il marito Pietro e il desiderio da ritrovare, Nikos e Anna. Poi ci sono gli incubi di Ida, quelli che la nonna le raccomandava di raccontare sempre, quelli che confidava a Pietro, ma che a Messina non può raccontare a nessuno.  

"E io capii ciò che mi era mancato: imparare a dire addio.
Amiamo le nostre ossessioni, e non si ama ciò che ci rende felici, al contrario.
Ci attacchiamo gli uni agli altri, e nessuno è fatto di sostanze nobili."

Ida è tornata sull'isola per sconfiggere i suoi fantasmi, per sistemare il tetto della sua vita. L'assenza del padre, azzardando, l'assenza di una parte di identità: sappiamo quello che siamo anche perché sappiamo da chi veniamo. Ida convive con un vuoto dal quale però ha ereditato qualcosa, come l'attrazione per il mare. Non è facile non poter dare un volto, un corpo, una realtà, a una parte di noi.
Eppure Ida, nonostante il dolore, ha una forza incredibile, perché è sopravvissuta. Anzi, Ida ci insegna che siamo tutti dei sopravvissuti, con dei fantasmi più o meno presenti. Tuttavia a questi fantasmi si può dare un nome e una sepoltura anche se, come tutti i fantasmi, sono senza corpo.

La storia che racconta Nadia Terranova ha un valore aggiunto oltre alla bellezza letteraria: il lettore si può riconoscere in questa vicenda e può trarne aiuto, consiglio, riparo. All'autrice va dato merito di affrontare un dramma senza abbandonare la dolcezza e la potenza della parola. Quello di Ida è un viaggio a ritroso, verso la propria casa, ambientata non a caso in Sicilia, in quella isola che non solo dà origine alla protagonista e alla scrittrice, ma rappresenta anche un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove i colori, i sapori, i profumi, fanno tornare bambini, e per diventare veramente grandi bisogna conservare quello spirito. Forse è proprio Ida bambina che dà il coraggio a Ida grande di essere sé stessa e di "vivere e dimenticare".

Voto 9

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