sabato 27 settembre 2014

Saturday's Book

Cari lettori,
un nuovo weekend è alle porte ed ecco che torna il nostro appuntamento con i libri. Oggi vi racconto di un libro che ho scoperto grazie a una cara amica e che mi ha regalato emozioni e riflessioni davvero uniche. Spero di farvi appassionare a queste pagine come è successo a me.

Il libro di oggi è "Montagne di una vita" di Walter Bonatti, edito dalla casa editrice Baldini Castoldi, nella mia edizione del 2009.




"Ma con il tempo, proprio da questa solitudine trarrò risultati 

positivi, come lo sviluppo di una certa sensibilità, quindi 

un'amplificazione delle mie emozioni."









Walter Bonatti, fino a un anno fa, per me era solamente un alpinista italiano che aveva fatto parte della spedizione italiana per conquistare la vetta del K2 nel 1954. 
A distanza di mesi, posso dire che Walter Bonatti è molto di più. E' un esempio di coraggio, determinazione, volontà, coerenza, onestà. Walter Bonatti era un sognatore che è riuscito a concretizzare ogni sua impresa. Egli sognava mentre creava le sue scalate e questo sogno diventava realtà quando raggiungeva la vetta. 
In questo libro, Walter racconta tutte le sue imprese, fino all'addio all'alpinismo. Viene dato ovviamente anche spazio alla vicenda del K2, ma in modo esiguo, sottolineando ancora una volta, quanto siano stati più dolorosi gli strascichi della vicenda alpinistica italiana, non il fatto, ingiustificabile e gravissimo, del bivacco a 8100 m senza una tenda, un riparo, un aiuto. 
Nella lettura di questo libro, Walter riesce a far capire come la montagna possa essere una scuola di vita, come la montagna possa essere vissuta in modo rispettoso, come la montagna sappia dare tanto, pur rimanendo lì, ferma e immobile apparentemente, ma che in realtà respira da ogni pezzo di roccia. 
Walter Bonatti è un alpinista che ha scalato per lo più in solitaria. Come se il fatto di scalare pilastri ancora vergini già non fosse difficile, Walter lo fa senza compagni, bensì da solo e, a proposito di questa solitudine, egli la descrive sempre come fattore positivo e non negativo. 




Walter racconta in modo dettagliato e accurato ogni sua impresa, dalla scalata del Gran Capucin a quella Pilastro del Dru, proseguendo poi sul G4 e fino ad arrivare alla parete Nord del Cervino. 
Walter Bonatti non è semplicemente un alpinista, ma anche un poeta, sia per quello che dice, che scrive e che pensa, sia per il modo in cui arrampica, per il valore e il significato che pone in questa attività che per lui è stata la sua vita. 

"Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi principi nel mondo degli uomini, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perchè non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. E' davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l'importanza di fortificare l'animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l'altra."

Considero Walter Bonatti non solo un gran uomo, ma un maestro di vita, oltre che di montagna.
Considero questo libro a tutti.

Voto 10


2 commenti:

  1. Ciao Marta! Che bello ritrovarti :)
    Vengo da un periodo bloggeresco molto vuoto, non ho scritto quasi nulla, e mi dispiace molto, per questo.
    Però che bello ritrovarti, con le recensioni di sempre e un racconto, che tralaltro mi piace tanto! Ho la sensazione che Stella ti assomigli tanto, e questo mi fa capire quanto tu sia una bella persona :)
    Io sto recenesndo libri a raffica, al momento, o meglio, devo iniziare a farlo, perché in questi mesi ho letto davvero tanto, ma non ho avuto un attimo per recensire. Chissà che dalle mie parti non trovi qualche libro ispirante! :)

    minerva

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  2. Forse potrebbe piacerti Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti, non parla di alpinismo ma l'ambientazione è sempre la montagna e si cerca la solitudine...
    Buona giornata!

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