sabato 29 giugno 2013

Saturday's Book

Cari lettori,
durante questo mese di giugno sono stata molto assente ma, come ben sapete, l'esame di maturità è un appuntamento importante e, alla luce di questo, tutto passa in secondo piano, persino le passioni.
Tuttavia, dopo le prove scritte, mi sono concessa qualche ora di pausa dai libri scolastici e mi sono immersa nella lettura che mi sta accompagnando in questo mese; come vedete, sono riuscita a finire il romanzo e a trovare il tempo per parlarvene in uno dei nostri appuntamenti settimanali.


Il romanzo di cui vi parlo oggi è "Il paese delle prugne verdi" di Herta Müller, nella mia edizione edito dalla Casa Editrice Keller nell'anno 2008.




"Non bisogna mai mangiare prugne verdi, 

il nocciolo è ancora tenero e s'ingoia la morte.

Nessuno ti può aiutare, allora si muore e basta. 

Con una  febbre chiara il cuore ti brucia dentro."







Il libro che vi propongo oggi non è una lettura qualunque, non è una lettura leggera.
Fin dalle prime pagine mi sono resa conto di come la letteratura, le tematiche e il modo di scrivere cambi da un Paese all'altro. In questo romanzo si sentono profumi nuovi e al lettore sono proposte metafore e immagini che si rincorrono sia sulla carta che nella propria mente.
La storia che l'autrice ci propone è uno spaccato di vita della Romania degli anni Ottanta, raccontata dalle parole di una giovane studentessa e dei suoi tre amici Kurt, Edgard e Georg.
Il romanzo si apre con la descrizione di un drammatico evento: il suicidio di un'altra studentessa, Lola.
Questa morte ha un significato profondo nel susseguirsi della vicenda; sembra quasi una morte cercata e voluta come alternativa alla fuga, come liberazione dalle costrizioni del regime rumeno.
Da questo momento in poi, il lettore si ritrova immerso nel passato e nel presente dei protagonisti e dunque dello stesso paese delle prugne verdi.
Si scopre l'infanzia della protagonista, che ci racconta del suo piccolo paesello, in cui abitava insieme alla madre, al padre, peraltro ex militante delle SS, e alle due nonne.
Una volta cresciuta, si reca in città e, grazie alla nuova vita da studentessa, incontra i suoi amici universitari. Dopo la morte di Lola, mentre tutti tendono a dimenticare quanto accaduto, loro affrontano questa situazione e sembrano determinati ad andarsene dal loro Paese, ad abbandonare quello stile di vita non libero, spiato, giudicato. A questo desiderio di libertà si unisce però la voglia di rimanere in Romania per cambiare le cose.

“Non volevamo abbandonare il Paese [...]
 Se il giusto dovesse andarsene, tutti gli altri potrebbero rimanere in paese”. 

Coraggiosi e coscienti del rischio, la studentessa, Kurt, Georg ed Edgard rimangono in patria. 
Decidono che il regime non può, non deve controllare la loro esistenza e il loro diritto di essere felici. 
Così rimangono insieme, finiscono gli studi, trovano un lavoro, si scrivono lettere seguendo un linguaggio tutto loro e inserendo in ogni busta un capello per capire se la posta viene controllata o meno. 
La loro vita sembra continuare ma ogni giorno è scandito da una compagna scomoda: la paura. 

"Ridevamo molto per nasconderla gli uni agli altri. Perchè la paura svicola. Quando si domina il proprio volto, sguscia fuori nella voce. Se riesci a tenere in pugno il volto e la voce come se fossero un pezzo inanimato, sfugge persino dalle dita. Trapassa la pelle. Gira libera, la si vede negli oggetti che stanno nelle vicinanze."

Arrivano anche per i nostri protagonisti gli interrogatori, i pedinamenti, le prepotenti domande e intimidazioni del capitano Pjele, persino il licenziamento. Sappiamo che senza lavoro l'uomo è alienato, estraneo alla società, ed è proprio questo il sentimento che provano i quattro amici. 
Più passa il tempo e più diventa concreta l'idea di scappare, di abbandonare quel luogo che aveva dato loro gioie ma anche dolori e, a questo punto, mi ha colpito molto una riflessione della studentessa.

"Allora pensavo ancora che si potesse camminare in modo diverso in un mondo senza guardie, rispetto a questo paese. Dove si può pensare e scrivere in modo diverso, pensavo tra me, si può anche camminare in modo diverso."

Un libro che racconta una storia caratterizzata dai valori della libertà, della condizione esistenziale che viene annullata quando un governo diventa regime.
Un libro che racconta e fa riflettere non solo grazie alle tematiche affrontate, ma anche per il tipo di scrittura che l'autrice ci propone e con il quale, a mio avviso, ci regala un nuovo modo di leggere, peraltro premiato con il Premio Nobel nell'anno 2009.
Un libro che dovrete leggere perchè di romanzi così è difficile trovarne.


Voto 10 

4 commenti:

  1. Buongiorno Rem! Figurati, non ti scusare, la maturità è una di quelle cose che bene o male riesce a scansarti dal pc spesso e volentieri, ti permette di stare un po' di più coi piedi per terra e vivere al meglio quel che, in quei giorni d'attesa, specie per l'orale, ti accade attorno. Quindi vai tranquilla, ritarda pure fin che devi :)
    Se ripenso al mio esame, non posso che confermare queste parole. Era come se, fossi stata, su una nuvola. Ed il fatto che, io abbia fatto, la maturità a Napoli, mi ha resa ancora più contenta dell'ultimo anno di scuola. :)

    Si, finalmente dopo due anni di fermo è tornato sul palco. Più carico che mai. E' stata una gioia infinita vederlo così contento e forte... Chissà che, quella forza che ha lui, non la possa trovare anche io... Questo 2013 mi sta uccidendo moralmente...
    Ti aspetto!
    Inboccallupo...ma passerò giovedì mattina da qualche parte a rinnovare :)
    #chevadaafarsifottere!

    (Voglio bene ai "#" ...menomale che ora si usano su fb xD)

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  2. Mi sembra proprio bello bello questo libro, Martola. E le prugne verdi...brrr...come si possono mangiare? Sono così aspre, allappano di brutto! :D
    Buoni ultimi giorni di studio!

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  3. Sempre bei consigli letterari qui.
    Questo me lo segno...
    ma come vanno gli esami Marta? Finito! Se ti mancano ancora gli orali, ti faccio un grande in bocca al lupo e forza che ci sei quasi!

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    1. Grazie Strawberry!! Da poco finito la maturità e ora relax e tante buone letture!:)
      Un abbraccio

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