sabato 17 gennaio 2015

Saturday's Book


"Il vero cuore della Scuola è fatto di ore di lezione che possono essere avventure, incontri, esperienze intellettuali ed emotive profonde. Perchè quello che resta della Scuola, nel tempo della sua evaporazione, è la bellezza dell'ora di lezione. Questa è stata per me la Scuola e questo mi ha salvato."


Il libro di cui vi voglio parlare oggi, cari amici, è stato uno dei regali di Natale che ho trovato sotto l'albero; ebbene: non potevo desiderare miglior presente. 
Così, su due piedi, vi sembrerà un'affermazione troppo azzardata, ma vi assicuro che non lo è affatto. Come non è azzardato dire che tutti gli insegnanti, i Ministri e i loro collaboratori che si stanno occupando di riscrivere quella che chiamano La Buona Scuola e anche gli stessi alunni dovrebbero leggere queste pagine che racchiudono il vero miracolo che la Scuola dovrebbe compiere con ogni studente.

"L'ora di lezione" di Massimo Recalcati, edito dalla casa editrice Einaudi mi ha entusiasmato per il modo in cui affronta l'attuale stato della Scuola italiana, dei suoi insegnanti e degli allievi. Nel leggere soprattutto i primi capitoli scritti da Recalcati, e confrontandoli con la situazione reale, sembra quasi che nel 2015 non si sia ancora capito quanto possa far bene la Scuola, quanto sia essenziale - e per questo obbligatoria - l'istruzione di ogni ragazzo, che ha il diritto, se non addirittura il dovere, di andare a scuola e vivere questo impegno con il sorriso, la meraviglia e, al tempo stesso, saper affrontare il sacrificio e gli ostacoli che inevitabilmente ci saranno, proprio perchè quando la strada è in salita e difficile, sappiamo che è quella per cui vale lottare.
Insegnanti e allievi, pur condividendo la stessa classe per molte ore durante la settimana, sembrano avvolti dalla solitudine piuttosto che dalla gioia dell'incontrarsi. Invece di predicare la meraviglia, la passione, la felicità che può scaturire da questo incontro con il docente - e dunque con il sapere -, la Scuola di oggi tende a guardare la situazione in modo solamente tecnico: evidenzia i numeri, le prestazioni giuste, i voti. Giudica con un'estrema freddezza, sentimento lontano dal sapere. Non si va dentro la Scuola, non la si vive davvero e poi la si giudica. 
Recalcati teorizza tre modelli di Scuola: la Scuola-Edipo in cui "il sapere trasmesso è un sapere senza soggettività, privato di singolarità, centrato sull'auctoritas della tradizione", la Scuola-Narciso in cui "la formazione si riduce al solo potenziamento del principio di prestazione che deve poter preparare i nostri figli alla gara implacabile della vita" e ancora "il fallimento non è tollerato, come non è tollerato il pensiero critico" e la Scuola-Telemaco "dove in primo piano dovrebbe essere situato il desiderio come ricerca della propria eredità." In altre parole, l'autore descrive la Scuola come è stata, come è e come dovrebbe essere e le motivazioni che dà sono convincenti, ma fanno anche riflettere, a mio avviso, su quanto tempo si stia perdendo se i nostri insegnanti e i nostri alunni non hanno ancora chiaro che le parole chiavi per l'istruzione e la cultura sono desiderio, passione, meraviglia.
Ancora, l'autore sottolinea quanto siano importanti i libri poichè "sono innanzitutto i libri - e i mondi che ci aprono - a ostacolare la via a quel godimento mortale che sospinge i nostri giovani verso la dissipazione della vita" e quanto altrettanto lo sia la parola "perchè trasforma, plasma, genera la vita."
Recalcati si sofferma poi sul ruolo dell'insegnante, elemento transfert tra allievo e Sapere, e con una metafora sublime, spiega quanto un bravo insegnante sia in grado di soffermarsi sull'importanza dell'inciampo, del fallimento, perchè sono proprio questi elementi che rendono "possibile la ricerca della verità." 
Infine, nelle ultime pagine, Massimo Recalcati porta la sua esperienza diretta al lettore, quasi a fargli capire che quanto detto nei capitoli precedenti non erano solo chiacchiere, bensì erano parole che avevano la loro radice in un vero vissuto, in un vero incontro avvenuto  tra docente e alunno.

Forse questo libro mi ha entusiasmato perchè al suo interno ho riletto parte della mia storia. Forse questo libro mi è piaciuto davvero perchè so che le sue parole sanno diventare realtà. Forse ho apprezzato questo libro perchè proprio grazie a un romanzo la mia vita è cambiata. Forse ho amato questo libro perchè proprio grazie alla mia rinascita ho vissuto la Scuola in modo diverso, come opportunità e luogo dove iniziare a fare palestra di vita. Forse sono entusiasta di questo libro perchè i miei professori del triennio liceale, soprattutto quelli di filosofia, italiano e scienze, mi hanno dato il tempo di inciampare, di rialzarmi e poi mi hanno accompagnata nel mio cammino. Forse ho capito questo libro perchè ho vissuto il miracolo che la Scuola può riuscire a fare. 
Abbandonando tutte le incertezze, ho amato questo libro perchè tutte le frasi che ho scritto prima potete leggerle senza quel "forse" davanti e vi assicuro che ciò che leggerete è la verità.

Voto 10

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