lunedì 27 gennaio 2014

Per non dimenticare



"Ho spezzato il mio corpo come se fosse pane e l'ho distribuito agli uomini. Perchè no? Erano così affamati, e da tanto tempo.
Finisco sempre per tornare a Rilke. E' così strano Rilke era un uomo fragile e ha scritto gran parte della sua opera fra le mura di castelli ospitali, e magari sarebbe stato distrutto dalle circostanze in cui ci troviamo a vivere noi. Ma non è proprio questo un segno di buona economia -il fatto che, in circostanze tranquille e favorevoli, artisti sensibili possano cercare indisturbati la forma più giusta e più bella per le loro intuizioni più profonde; e che poi, in tempi più agitati e debilitanti, queste stesse forme possono offrire appoggio e protezione agli uomini smarriti? Ai turbamenti e ai problemi che non trovano forma o soluzione, perchè ogni energia è consumata dalle necessità quotidiane?
In tempi difficili si tende a disprezzare le acquisizioni spirituali di artisti vissuti in epoche cosiddette più facili (ma essere artista non è di per sé abbastanza difficile?), e si dice: tanto, cosa ce ne facciamo?
E' un atteggiamento comprensibile, ma miope. E rende infinitamente poveri.

Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite.”
(Etty Hillesum)

6 commenti:

  1. La parola "balsamo", abbastanza ricorrente tra quelle di Etty Hillesum, è atroce.

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    1. Concordo. Dà l'idea dell'atrocità subita. Ricordo con stima le sue pagine lette qualche anno fa.

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  2. Ecco da dove viene il "tuo" balsamo per le ferite.
    Buona settimana Martola!

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  3. un silenzio rispettoso.
    delle parole che assordano con un sussurro

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