mercoledì 24 ottobre 2012

A proposito di...

Cari amici lettori,
i giorni a scuola si fanno sempre più intensi, carichi di prove, di interrogazioni, di nozioni da conoscere, saper incamerare e far proprie. Il tutto si sussegue velocemente, tanto che non mi sono quasi resa conto che il mese di novembre è quasi alle porte; questo significa anche qualche giorno di totale ozio (magari!).
Dunque anche se latito non datemi per persa, arrivo, tempo qualche giorno e aggiorno il blog: non potrei mai lasciarvi senza mie notizie.

Quest'oggi voglio parlarvi di una conferenza a cui ho partecipato lo scorso sabato dal titolo
- Il nuovo giornalismo tra rigore deontologico e precariato - 
Nonostante fosse una fantastica giornata soleggiata, io e la mia amica Costanza ci siamo avventurate in una sala conferenze, raggiunta peraltro dopo molte peripezie, e ci siamo accomodate.
Intorno a noi ci aspettavamo di trovare universitari, professionisti del mestiere invece....
Invece eravamo solo una quindicina di persone, tra cui "dinosauri" del giornalismo e qualche ragazzo appena promosso all'esame per diventare professionista.
Immaginate il nostro, giusto lieve, imbarazzo?...Bene...
Tuttavia con qualche sorriso di circostanza ci siamo abituate all'atmosfera e l'avventura è iniziata.

La conferenza si è dimostrata realmente interessante, costruttiva e anche divertente.
I protagonisti dell'incontro erano Enzo Iacopino, Presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti e Fabrizio Franchi, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Trento.
Molti sono stati gli argomenti toccati.
Dall'importanza del decreto legge riguardante l'equo-compenso  per la tutela della retribuzione dei giornalisti, alla crisi dell'editoria che però non causa minori ricchezze agli editori. Dal tipo di informazione che viene fornita ai cittadini; non ci si basa più sulle ormai ben note 5 W, bensì sulle 5 S - sport, spettacolo, soldi, sesso e sangue. Fate caso, sfogliando qualche quotidiano, già dai titoli potrete confermare questa affermazione.
Particolare attenzione è stata poi posta sulla deontologia della professione giornalistica, la quale dovrebbe mirare a fornire al cittadino un'informazione libera, senza equivoci e non inquinata poichè, da determinate notizie derivano anche importanti scelte.
Qualora l'informazione non fosse libera, non si potrà definire tale nemmeno la scelta del cittadino.
Si è parlato anche della sensibilità che deve avere un giornalista, dato che le sue parole si riversano su parti terze delle vicende. Dunque bisogna focalizzare il contenuto ma anche il linguaggio che viene impiegato per esprimere quanto si ritiene importante.

Devo ammettere che questo incontro mi è interessato molto, dato gli ultimi pensieri che mi frullano per la testa.
Ho capito che la professione del giornalista non è certo un impiego facile, strapagato, in cui non bisogna fare gavetta.
Ho capito che la professione del giornalista richiede sacrificio, dedizione, pazienza, fiducia in se stessi e anche nel prossimo, nei colleghi.
Ho capito che la professione del giornalista si dedica con attenzione alle parole ma, al tempo stesso, anche ai sentimenti.
Ho capito che sarà difficile affrontare tutto questo, ma ho anche capito che sarà la mia strada, perchè è quello che voglio, perchè è quello che il cuore mi dice, perchè è quello che mi rende felice.


14 commenti:

  1. E' anche una delle cose che meglio sai fare quella di scrivere ed emozionare quindi continua così collega:)

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    1. Carissima Costanza,
      il tuo continuo sostegno è una continua emozione!:)
      Un abbraccio, a domani!

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  2. Ciao! Grazie per esser passata nuovamente in un attimo di tempo, anzi, a proposito, non ti preoccupare se passi sporadicamente, l'importante è risentirsi non appena possibile! Vedo che sei rimasta molto contenta di questa conferenza e noto che ti piacerebbe esser una giornalista...che dire: wow!!! Dev'esser dura ma comunque sarebbe un gran bel mestiere, almeno, a volte forse, potrai dire la tua su questo mondo che gira al contrario! Inboccallupo :)

    Ti ringrazio per il sostegno, ora mi sono un po' calmata visto che purtroppo gli esami si devon fare e ripetere se è necessario. Io ne devo dare 5 in due sessioni e francamente non so come farò perchè i 3 che darò a gennaio sono tutti orali... ed io ho il terrore di parlare davanti a qualcuno che non so come potrebbe reagire (magarri ti mettono al tuo agio, magari non ti guardano, magari ti chiedono argomenti a piacere o magari ti chiedono il numero della pagina dove sta scritto quel che stai dicendo, e non sarebbe un caso isolato, ho sentito che hanno già fatto una cosa simile...tutto per un 20 stirato -.-'')ma...mi tocca! Se io non mi fossi buttata a capofitto in questa scelta probabilmente avrei fatto architettura (visto che sono geometra diplomata) ma sarebbe stato peggio di così... quindi meglio che taccio!
    Ultimamente però mi frulla in testa di fare un corso di fotografia e, grazie alla mia ignoranza totale, ho scoperto che esistono le università per diventar fotografo professionista... -.-'' ora lo vengo a sapere? Troppo tardi... :( o forse no, chi lo sa!!! Crepi il lupo!

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    1. Cara Ely,
      grazie per essere passata, è proprio un piacere sentirti!
      Sì sono proprio rimasta molto colpita da questa conferenza, sono davvero felice per aver colto quest'occasione. Grazie per il tuo augurio!:)

      Posso solo immaginare quanto faticoso possa essere il mondo universitario, degli esami e dello studio. Ti auguro davvero di riuscire a fare questi esami nel minor tempo possibile e di trovare docenti non così cattivi suvvia!
      La fotografia sarà sempre una tua passione, su questo non c'è dubbio, ma chissà che tu non riesca a trovare un modo per conciliare la tua università con questo sogno. Te lo auguro davvero! :)

      Un abbraccio, a presto!

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  3. Quindici persone?!?! Ah sì, capisco il tuo imbarazzo! Menomale che c'era Costanza insieme a te! Almeno in due vi siete fatte forza e vi siete imbarazzate meno! :)

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    1. Cara Elisa,
      hai proprio ragione! In una situazione così avere una compagna di avventura è proprio una bella risorsa!:)
      Un abbraccio cara!

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  4. Ciao carissima Marta, leggendo questo post mi sono resa conto (con una certa dose di vergogna) di non aver risposto alla tua domanda in cui mi chiedevi della scuola di giornalismo di Bologna...Cerco di rimediare, pur non sapendo molto di questo istituto! Non conosco nessuno che lo frequenti né dove sia collocato, ma se vuoi faccio qualche ricerca. Per ora posso dirti che l'ambiente di Bologna è molto stimolante, quasi una scelta sicura; poi ovviamente dipende dalle facoltà, non sto certo dicendo che tutti si trovino bene, ma questo lo puoi capire anche tu. So solo che è una città molto viva, molto stimolante. E ora mi vado a cercare un pò di info su questa scuola di Giornalismo!
    Sappi in ogni caso che questa tua passione (nonché la tua consapevolezza) mi piace davvero tanto, e ti confermo che le basi ci sono, ci sono eccome!
    Ti mando un bacione carissima, e grazie per essere passata da me, come sempre sei troppo buona!

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    1. Cara Serena,
      ma quale vergogna, figuriamoci!
      La sfacciata che viene a chiederti sono stata io e, comprendendo gli impegni del tuo ultimo anno, aspetto con molta più che pazienza, davvero nessun problema!:)
      Per l'ambiente di Bologna, hai confermato le idee che mi ero fatta su questo centro culturale, mi ispira molto, non lo nego!:)
      Grazie per questo incoraggiamento, è di grande aiuto sentire persone vicine e che ormai frequento da molti mesi, seppur virtualmente, che incitano i miei sogni e mi trasmettono quest'entusiasmo!
      Un abbraccio carissima e grazie!

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  5. Cara Marta, non sapevo di questa tua vena giornalistica! Che ti piacesse la scrittura era per me ovvio e scontato, ma non avevo capito fino a che punto a quanto pare!
    Mi fa piacere leggerti così determinata e così in forma, nonostante compiti, interrogazioni e altre scocciature tipiche dell'ultimo anno di liceo ti leggo ben inquadrata, il che mi fa davvero piacere!
    Un abbraccio

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    1. Cara Claudia,
      ebbene sì, sono un'appassionata di questo settore!
      E' ancora presto parlare di scelte così nel dettaglio, tuttavia mi piace sognare e proiettarmi nel futuro. Talvolta mi capita di immaginarmi tra qualche anno, universitaria, magari vicina al traguardo.
      Grazie per i tuoi complimenti! Sei sempre tanto gentile! :)
      Un abbraccio

      PS: ho sentito che c'è stato il terremoto e che l'avete sentito fino in Sicilia. Tutto ok?

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  6. Che emozione vedere che finalmente hai capito cosa vuoi fare da grande, sai che questo tema mi tocca particolarmante.
    Sono davvero felice per te. Anche io volevo fare la giornalista appena terminati gli esami l'anno scorso ma poi il destino, anche se io non ci credo, ha fatto si che non riuscissi mai, in 3 volte, ad incontrare il giornalista. Spaventoso direi.
    E' un mestiere che ti permette di stare a contatto con la gente e che non annoia mai per quanto vedo io. Si, non sarà così tanto pagato, ma a quello ci pensano gli uomini no? :P
    Un abbraccio

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    1. Ciao Marika,
      anche tu una sognatrice di parole? Beh ma questo destino potrà subire qualche cambiamento magari, chissà! Scrivi talmente bene che non puoi passare inosservata!:)
      Hai ragione, penso sia un bel mestiere e spero di riuscire a realizzare questo sogno racchiuso nel mio mondo, nel mio cassetto!
      Un abbraccio

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  7. Mi sa che abbiamo un bel po' di cose in comune noi due.
    Fare la giornalista è stato sempre il mio sogno. Sin dalle elementari, quando io e una mia amica abbiamo creato il giornalino della scuola. Al liceo collaboravo per un mensile locale, poi però ho smesso venendo qui all'università.
    Cercavo una facoltà che mi permettesse di "fare la giornalista" un domani. Mi consigliavano scienze della comunicazione, ma essendo a parere di molti una facoltà un po' "sospesa", nel senso che non dà una grande preparazione (o almeno, l'opinione generale è questa, poi non so in realtà come sia), ho optato per qualocosa di più concreto, con la speranza poi di fare la scuola di giornalismo.
    Adesso che sono alla fine del percorso universitario, mi sto informando un po' sulla scuola di giornalismo più vicina e su vari master. Il problema è che costano veramente troppo...

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    1. Cara Chiara,
      hai proprio ragione: abbiamo molto in comune!
      Hai creato addirittura il giornale della scuola? Beh complimenti davvero!
      Io lo scorso anno ero la caporedattrice del giornale del mio liceo, insieme a due mie compagne di classe, nonchè fidatissime colleghe, e anche per questo anno siamo state confermate. Ci piace questo progetto e la passione che ci mettiamo è davvero tanta, non lo dico perchè sono di parte.
      In questo momento sto vivendo proprio la preoccupazione per la scelta dell'università in funzione del giornalismo. Opterei per una triennale in lettere e per una specialistica alla scuola di giornalismo di Bologna. Costano, hai ragione, però è il nostro sogno e sono ottimista, anche se i tempi in cui ci troviamo non lo permetterebbero. Mi piace andare controcorrente, mi piace rischiare per le cose in cui credo davvero. Ce la possiamo fare Chiara!:)
      Un abbraccio

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